Un incontro di liberazione animale dove non ci si incontra


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panchina

Il 6, 7 e 8 settembre presso il presidio NO TAV di Venaus in Val di Susa si terrà il IX Incontro di Liberazione Animale, un incontro per molti aspetti pieno di anomalie: sopra tutte l’assenza all’incontro della quasi totalità dei maggiori gruppi, delle associazioni e dei coordinamenti che si occupano di liberazione animale in Italia. La domanda che ci si può legittimamente porre quindi sarebbe “a cosa serve un incontro del genere dove chi si occupa di liberazione animale e antispecismo non partecipa?”. Ovviamente non serve a nulla, ma il vero problema che ha causato tale situazione assurda, è la profonda spaccatura esistente nel nostro paese tra le realtà antispeciste e liberazioniste operanti sul territorio. 
Le divergenze palesate nell’incontro dello scorso anno non sono state discusse e affrontate in seguito, e hanno dato vita a solchi ormai molto marcati e difficili da colmare. Non ci sono vittime e carnefici in tutto ciò, ma solo una disperante mancanza di comunicazione e volontà di confronto; il risultato è un’edizione del tutto superflua di un incontro che altrimenti sarebbe potuto essere un momento di confronto e di condivisione tra chi impiega quotidianamente le proprie energie in favore della liberazione degli animali non umani.
A perderci sono tutti, per primi gli Animali, ma anche gli stessi attivisti e l’immagine del progetto antispecista italiano.

Di cosa si parlerà il 6, 7 e 8 settembre in quel di Venaus? E a chi si parlerà? Chi e cosa potranno trovare tutte quelle persone – neofiti, simpatizzanti, attiviste/i – che parteciperanno all’incontro, se coloro che da anni lottano per la liberazione animale non saranno presenti?
Con questo non si vuole condannare chi ha organizzato l’edizione 2013 dell’evento, ma solo porre in evidenza il fatto – logico, ma evidentemente non per tutte/i – che se tra le realtà liberazioniste non c’è attualmente accordo, sarebbe stato molto meglio non organizzare alcun incontro prima di un chiarimento definitivo e magari “a porte chiuse”.

Continuando con l’analisi delle molte anomalie dell’incontro non si può non sottolineare il fatto che nessuno dei maggiori rifugi/santuari per Animali liberati presenti in Italia parteciperà ufficialmente all’incontro; un fatto grave, questo, che si commenta da solo. Per concludere è d’obbligo accennare anche alla questione riguardante la località dell’evento, ossia il presidio NO TAV di Venaus: un presidio di una realtà molto importante e sicuramente da appoggiare con convinzione, ma dalla quale più di una volta sono emerse voci di profonda critica se non di totale rifiuto delle istante vegane e antispeciste.
In linea di principio la scelta è motivata dal fatto che l’antispecismo è teoria e pratica di liberazione di ogni essere senziente, e quindi affine alle lotte di resistenza come quella NO TAV, il punto è che anche in questo caso prima di avventurarsi in organizzazioni del genere che sanno di forzatura, sarebbe stato utile un confronto con tutte quelle realtà NO TAV che di sicuro affini a noi (e forse a ragione, perché ci sarebbe molto da discutere) non si sentono.

In conclusione si spera che da tutto ciò possa scaturire una lezione utile a tutte/i (partecipanti e non), e che si possa in futuro organizzare una manifestazione davvero unitaria e utile alla causa.
Per il momento ci si limiterà a non partecipare: meglio non consumare carburante, tempo ed energie.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/JH3Cf

43 Commenti

  1. daniela ha scritto:

    Ciao tutt*
    trovo invece questa edizione particolarmente interessante, proprio per il suo approccio ad una liberazione umana e non, proprio perchè in una terra in cui spesso non è facile far passare il messaggio di liberazione animale, proprio perchè negli stessi movimenti non è facile l’approccio. Proprio perchè credo che la lotta di liberazione dalla concezione antropocentrica sia la madre di tutte le lotte.
    Trovo questa edizione particolarmente coraggiosa, mi spiace negli anni non aver potuto, per varie ragioni, partecipare e spero veramente di non perdermi questa.

    3 Settembre, 2013
    Rispondi
  2. fuocovegano ha scritto:

    è vero un incontro così è come una partita di calcio senza giocatori

    3 Settembre, 2013
    Rispondi
  3. elena ha scritto:

    non capisco davvero l’intento di questo articolo: in primo luogo, come daniela, apprezzo il tentativo di far convergere le diverse lotte di liberazione e mi piacerebbe che chi scrive esponesse meglio i propri dubbi in merito perché da ciò che leggo sembra che il problema sia che siccome non tutti i no tav si interessano alle tematiche antispeciste (alcuni addirittura le criticano apertamente!) allora gli antispecisti non dovrebbero occuparsi del no tav…
    non potrebbe essere questa l’occasione per un incontro e un eventuale dialogo?
    no, perché le associazioni antispeciste più importanti non parteciperanno. questo concetto viene ribadito insistentemente ma a questo punto mi piacerebbe sapere quale sarebbe, secondo chi scrive, il criterio secondo il quale un’associazione può fregiarsi di tale titolo. mi risulta che all’incontro parteciperanno persone che si occupano di liberazione animale da anni, ma pare che le loro voci valgano meno di zero e ci si arriva addirittura a chiedere di cosa potranno mai parlare, definendo l’incontro “del tutto superfluo”. il tentativo di smussare i toni dichiarando di non voler condannare gli organizzatori, dopo aver detto in tutti i modi che quest’incontro non servirà a nulla mi sembra piuttosto goffo, né riesco a conciliare le condanne per la mancanza di volontà di confronto da parte di chi, per parte sua, conclude l’articolo boicottando apertamente l’incontro.

    4 Settembre, 2013
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  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Elena,

    Nessuno ha mai detto che l’antispecismo non dovrebbe occuparsi di NO TAV, infatti è esplicito nel testo che lo dovrebbe fare, un altro conto è organizzare un incontro ufficiale di liberazione animale a Venaus, decisione che ha un chiaro significato. E questo senza prima avviare un confronto tra le varie anime dell’antispecismo sulla questione. Questa è una forzatura bella e buona. Se si voleva fare un confronto tra mondo antispecista e NO TAV si poteva orga nizzare un altro evento apposito. Se vuoi trovare dei criteri prenditi la briga di fare una piccola ricerca sul web su chi si occupa di liberazione animale sul territorio italiano, e controlla se sarà presente all’incontro. Non esiste alcuna patente da antispecista, basta vedere chi pensa e agisce l’antispecismo in Italia.

    “mi risulta che all’incontro parteciperanno persone che si occupano di liberazione animale da anni”
    E questo in base a quale criterio? Se per te non vale ciò che viene scritto nel testo, non deve valere nemmeno questo come criterio per valutare se si è antispecisti o meno, come vedi è facile giocare con le parole.

    Se questa questione non riesce a farti sorgere qualche dubbio sull’utilità o l’opportunità di un incontro del genere nato monco perché le realtà antispeciste italiane non si parlano (e sul perché non si parlano), allora c’è ben poco altro da aggiungere.

    Grazie per il tuo contributo.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
  5. daniela ha scritto:

    Non vedo forzature nell’organizzare a Venaus.
    Non riuscirò mai a dimenticare gli occhi pieni di terrore di un piccolo capriolo sotto il lancio dei lacrimogeni tra i boschi di ramat di quel fatidico 3 luglio.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    anche le grigliate di carne e l’ostruzionismo al cibo vegano da parte di alcuni (non dei locali) forse sarebbero da tenere a mente…

    4 Settembre, 2013
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  7. giona ha scritto:

    “# Cereal Killeril 04 set 2013 alle 15:39
    anche le grigliate di carne e l’ostruzionismo al cibo vegano da parte di alcuni (non dei locali) forse sarebbero da tenere a mente…”

    tenere a mente per arrivare a quale conclusione?
    sarebbe la prima volta che un incontro relativo alla liberazione animale, all’antispecismo o ai diritti animali viene tenuto in uno spazio sociale che di solito non se ne occupa, che di solito serve cene a base di carne e derivati, che di solito magari anche ridacchia sotto i baffi pensando a noi scemi che mangiamo le carote?
    non è palese che tutta la realtà intorno a noi è impregnata del paradigma specista e antropocentrico?
    non è nostro compito , tra gli altri, mettere in luce queste contraddizioni all’interno di movimenti di liberazione umana e cercare un dialogo che porti a una maggiore comprensione da parte di tutt* delle logiche di dominio e appropriazione?
    mi sfugge qualcosa.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
  8. elena ha scritto:

    “Se per te non vale ciò che viene scritto nel testo, non deve valere nemmeno questo come criterio per valutare se si è antispecisti o meno, come vedi è facile giocare con le parole.”
    veramente io non stavo cercando affatto di stabilire chi fosse antispecista o meno: mi sono limitata a chiedere quale sia il criterio secondo il quale per te è possibile dire che nessuna delle associazioni che contano parteciperà, ma tu non mi hai mica risposto. è una questione anagrafica? di dimensioni? notorietà? nel testo non lo spieghi e adesso sei stato solo buono a dirmi di fare una ricerca sul web, ma sul web trovo anche i nomi di chi parteciperà il prossimo fine settimana e comunque non ti avevo chiesto dei nomi, cercavo solo di capire quale fosse la tua opinione, ma mi sembra che tu insinui molto e dici poco.
    evidentemente il fatto che ci siano spaccature all’interno del movimento è un limite, ma non per questo direi che un incontro tra piccole realtà è completamente inutile e questo tuo snobismo mi sembra molto più controproducente di eventuali incontri “monchi”.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Elena è evidente che tu sei dell’ambiente e conosci le situazioni.
      Il criterio non esiste come già detto, e l’invito a fare una ricerca sul web non è una semplice provocazione, ma in invito reale. Ti basterà vedere chi ha per esempio organizzato negli ultimi anni le maggiori manifestazioni, proteste, campagne e azioni antispeciste nel paese. Non è né una questione anagrafica, di dimensioni o di prestigio. Logica vuole che un incontro nazionale sulla liberazione animale raccolga il maggior numero di realtà che di questo si occupano, se ciò non accade, e se anzi l’incontro è disertato dalla maggior parte delle realtà di cui sopra, è del tutto appropriato domandarsi il perché, e anche se è opportuno fare lo stesso un incontro: da questo il titolo del testo.
      Questo è quello che c’è da dire, senza calunniare, offendere, infamare nessuna o nessuno. Senza colpevolizzare chi partecipa o chi non partecipa: le colpe sono di tutte/i (senza esclusioni).
      Non si tratta di insinuare, si tratta di analizzare uno stato di fatto, per entrare nel merito sarebbe stato opportuno un incontro chiarificatore tra tutte/i, cosa che non c’è mai stata.
      Il tuo punto di vista è utile, e come tale deve essere accettato, non si capisce perché allora un punto di vista diverso non debba essere accettato o quantomeno rispettato.

      4 Settembre, 2013
      Rispondi
  9. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Si giona, forse ti sfuggono alcune cose.

    Come ad esempio il fatto che molti gruppi antispecisti in passato hanno aderito a manifestazioni, eventi e incontri pubblici che non riguardavano squisitamente l’ambito animalista proprio perché l’antispecismo è per la liberazione totale: umana e non. Basti pensare ai gruppi antispecisti che presenziano alle manifestazioni del 25 aprile, alle manifestazioni antifasciste (la Veganzetta lo ha fatto moltissime volte), o alle manifestazioni sui diritti civili umani, anche alla NO TAV. Il contrario però non è mai avvenuto, proprio perché si continua a ridacchiare sotto i baffi.
    Si sarebbe potuto fare semplicemente un incontro per la liberazione animale in un luogo neutro, come si è sempre fatto, e invitare rappresentanze NO TAV a discutere per un confronto pubblico, come si è fatto per l’ecofemminismo e per molte altre realtà. In questo modo si sarebbero potuti gettare un ponte per una reciproca comprensione e accettazione, per una condivisione. Fare un incontro di liberazione animale presso il presidio NO TAV è un messaggio pubblico ben preciso che non vuole dire che ci si confronta, ma che si aderisce, e questo, se permetti, è tutto un altro paio di maniche.
    Non si tratta quindi di un confronto tra due realtà di lotta sociale di pari dignità, ma dell’adesione di una all’altra. Questo è il messaggio che ne esce, e non possono secondo logica essercene altri. Ciò perché un incontro di liberazione animale nazionale dovrebbe essere la massima espressione ufficiale della lotta liberazionista di un paese, e non dovrebbe essere ospitata da nessuno. L’antispecismo non ha bisogno di stampelle o di legittimazioni da parte di nessuno, non è una variante di alcun movimento sociale contro il potere costituito: ha una sua indipendenza e dignità. L’antispecismo è anche liberazione della Terra e nessun antispecista che si rispetti ha mai schernito chi lotta contro l’alta velocità.

    Ecco, questa potrebbe essere per esempio una conclusione a cui arrivare.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
  10. daniela ha scritto:

    “Fare un incontro di liberazione animale presso il presidio NO TAV è un messaggio pubblico ben preciso che non vuole dire che ci si confronta, ma che si aderisce, e questo, se permetti, è tutto un altro paio di maniche.”

    Ovvio che si aderisce, è una lotta che è per molti espressione di tante lotte. Che senso ha essere antispecista e non esser complice con una lotta in difesa del territorio e conseguentemente del suo habitat ?
    Anche a me sfugge qualcosa….

    Vedilo alla rovescia, che senso ha essere notav con una concezione antropocentrica della lotta? vero, questa concezione persiste in molti, valligiani e non, ma è essendo complice che riesci a far passare un messaggio e a dialogare, non arroccandoti su presunzioni e snobbando una lotta.

    Personalmente ho visto mettere in discussione molti atteggiamenti; c’è chi teme sia una lotta nella lotta e che crei fratture all’interno del movimento, ma così non è stato, anzi. Restano ancora spesso irriducibili i mangiatori di tome, ma in tanti qualche barlume si accende, specie quando si parla di carne.
    Ci sono gli irremovibili, come ovunque, mica per convinzione particolare ma solo perchè è una rinuncia che non riescono a fare, che non vogliono fare perchè spesso ricorrono all’alibi della tradizione montana. Ma il tarlo li rode. Adoro i tarli.
    Ancor peggio, ci son pescatori e cacciatori nel movimento. Ma ancor meglio alle ultime manifestazioni di richiamo nazionale in ogni angolo spuntavano panini vegetali preparati da solidali arrivati da ogni dove, il cui ricavato era destinato alle spese legali.

    No, non è facile essere antispecisti all’interno dei movimenti (umano)libertari perchè la posta in gioco è alta, perchè combatti su più fronti e vorresti più empatia, ma lotti e non ti arrocchi nella saccenza e presunzione. Lotti sul campo, come individuo, a porte aperte.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciò che tu dici è giusto e condivisibile, infatti – come già scritto – si poteva benissimo avviare un confronto e spiegare la posizione antispecista, un incontro nazionale avrebbe però dovuto essere indipendente e non accostarsi ad alcuna bandiera, questo soprattutto per quanto riguarda il presunto movimento antispecista italiano che non ha ancora una ben definita identità.
      Che senso ha essere NO TAV con una concezione antropocentrica della lotta? La lotta NO TAV non nasce con un concetto ecocentrico, o perlomeno non dichiaratamente tale, ma come protesta contro una infrastruttura che causerebbe un alto impatto sul territorio. Ciascuno può interpretare come vuole, ma chi dice che la protesta NO TAV non ha nulla a che fare con la liberazione animale non sbaglia se la considera una lotta di resistenza della vallata, se invece si pensa in prospettiva e dal punto di vista esperienziale e sperimentale, allora non c’è alcun motivo perché essa non debba essere una lotta non antropocentrica e di liberazione totale.
      Il confronto è d’obbligo e non è assolutamente scontato il risultato, questo non significa che non si debba supportare la protesta NO TAV, ma di certo senza organizzare sul posto addirittura l’unico incontro nazionale di liberazione animale che esiste in Italia.
      I panini vegetali di cui parli spuntano da ogni dove grazie a molte persone vegane e animaliste che vengono da fuori. Questo dovresti saperlo anche tu, quindi ancora una volta è chi è antispecista che che si muove, non gli altri. Nessuno si arrocca, magari ci si limita a dire un po’ di verità che spesso altre persone fanno finta di non vedere.

      4 Settembre, 2013
      Rispondi
  11. daniela ha scritto:

    “quindi ancora una volta è chi è antispecista che che si muove, non gli altri. Nessuno si arrocca, magari ci si limita a dire un po’ di verità che spesso altre persone fanno finta di non vedere.”

    la mia personale, ma a quanto pare e fortunatamente, non solo, concezione di antispecismo e lotta alla concezione antropocentrica, porta inequivocabilmente ad abbracciare più lotte, spesso quindi ti ritrovi con una lotta intrinseca in più di altr* e così deve essere per come la vedo.
    Dovresti saperlo anche tu che non è assolutamente vero che alle iniziative o azioni antispeciste non partecipano individui notav e che funzioni solo nel senso inverso.

    Io guardo gli individui e il prossimo w/e sono felice sia composto più da individui che associazioni o gruppi di sorta e non credo ci sia chi faccia finta di non vedere, anzi ci sia chi ha voglia di fare e discutere.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Molto bene, questo è quello che credi tu ed è giusto così, ci sono altri che hanno posizioni diverse, speriamo sia sempre possibile esprimere un dissenso. In futuro si vedrà. Buona continuazione.

      4 Settembre, 2013
      Rispondi
  12. daniela ha scritto:

    La totale empatia non credo sia positiva, certo aiuterebbe.
    Buona continuazione anche a te.

    4 Settembre, 2013
    Rispondi
  13. alessandra ha scritto:

    Mi risulta che qualche anno fa sia stato organizzato, proprio a Venaus, addirittura l’incontro internazionale di liberazione animale. Nessuno ha avuto nulla da ridire sul luogo dell’incontro e su questa connessione ideale tra le due lotte. Perchè in quell’occasione la cosa andava bene? Forse perchè lo avevano organizzato i gruppi che non partecipano quest’anno? Così, giusto per capire perché alcune cose vanno bene e altre no…:-)

    5 Settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      E’ vero. L’incontro internazionale di liberazione animale del 2010 si tenne in Italia a Venaus. Ci sono tre cose da dire:

      1) L’incontro internazionale viene organizzato da gruppi e sigle per l’appunto internazionali e quindi la questione ha un respiro molto più ampio e anche connotazioni diverse rispetto all’incontro nazionale.
      2) tutti i problemi che si riscontrano oggi in ambito antispecista e liberazionista non c’erano, o erano molto ridotti, all’epoca.
      3) Come Veganzetta non partecipammo per i motivi già spiegati, limitandoci solo a dare la notizia senza aderire.

      Può sembrare una questione superflua, ma un movimento che sta nascendo deve strutturarsi prima al suo interno e costruirsi un’identità forte e quanto più condivisa, solo dopo può relazionarsi con pari dignità con altri movimenti affini, questa è sempre stata la linea portata avanti da Veganzetta e spiegata varie volte in molti testi. Per il resto abbiamo sempre tentato di unire e non dividere organizzando incontri e occasioni di confronto, e questo lo sanno tutti (pure OLS :=)). Evidentemente non è bastato.

      5 Settembre, 2013
      Rispondi
  14. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Sempre per favorire il dibattito si pubblica di seguito un testo inviato da una persona dell’organizzazione dell’incontro 2013.
    Il testo specifica alcune questioni relative a delle voci che stanno circolando da tempo. Per quanto ci riguarda, è stato già specificato che tali voci non sono la causa del comunicato pubblicato e della posizione presa, ad ogni modo è giusto che anche questo aspetto (insieme agli altri) venga chiarito.

    ——————————————————–

    Per chiarire – Breve scritto personale da qualcuno che c’è: Mancano pochi giorni all’incontro per la liberazione animale 2013. Da qualche mese sono iniziate a circolare voci false sul fatto che alcune realtà e associazioni non fossero accettate.
    Ora mi ritrovo con la voglia di scrivere queste poche righe per precisare alcune cose: non è nello spirito di questo evento tagliare fuori delle realtà antispeciste. L’incontro non è un momento che appartiene a qualcuno, ma che può diventare di chiunque contribuisca ad arricchirlo. Chi affermo queste falsità forse non ci conosce o non sa come siano andate le cose.
    Il percorso di costruzione di questa 3 giorni è iniziato mesi fa quando è stata proposta a livello nazionale un’assemblea aperta per
    discutere di proposte e prospettive nell’ambito delle lotte antispeciste. A questo primo momento ne è seguito un altro, sempre pubblicizzato e reso pubblico cercando di coinvolgere chiunque ne avesse la voglia, per iniziare a strutturare l’incontro. Da queste riunioni ci si è trovati dalle 30 alle 10 persone che si sono incontrate e insieme hanno lavorato per organizzare l’iniziativa che si svolgerà a Venaus. Individualità differenti unite dalla volontà di approfondire e ragionare su tematiche che ci stanno a cuore: gli animali non umani e umani, la terra, la libertà di ciascuno e quindi la lotta di liberazione dallo sfruttamento e dal dolore che lo specismo, che il dominio, impone.
    Una 3 giorni pensata per allargare le riflessioni e portare più in profondità i contenuti di una lotta radicale. Una 3 giorni pensata come momento di INCONTRO appunto, dove oltre ai contenuti si vuole valorizzare i metodi: le assemblee e il confronto.

    Ora mancano solo pochi giorni, e l’energia la vorrei dedicare a far si che l’incontro sia un momento interessante e ricco, e invece il dispiacere e queste malelingue tolgono tempo e, se ci penso troppo anche entusiasmo.
    Forse queste piccole briciole di chiarezza possono servire a far rinascere a chi aveva dubbi la voglia di esserci a Venaus, perché anche le critiche possono trovare spazio nell’unico luogo in cui può esistere il confronto, e non è il mondo virtuale ma quello in cui ci si guarda negli occhi.

    5 Settembre, 2013
    Rispondi
  15. stefano ha scritto:

    Ritengo che definire a priori che un evento sia inutile e soprattutto invitare la gente a non andarci risparmiando “carburante, tempo ed energie” sia qualcosa da riservarsi per quelle iniziative che si ritengono dannose per il movimento.
    il fatto di scegliere di non partecipare perchè non ci si sente rappresentati dalle linee guida o per qualsivoglia motivo personale è una scelta legittima ma credo che molto più grave sia determinare in modo assoluto che l’assenza di alcuni gruppi legittima il boicottaggio. (oltretutto nessuno di questi gruppi si è espresso in questo senso!)
    Anzitutto ci tengo a smentire alcune cose che sono state dette e che non corrispondono a verità. Non è vero che l’incontro è sempre stato organizzato in posti “neutri” (due anni fa è stato fatto in una casa inprovincia di ravenna, abitata da persone solidali ma nessuno antispecista o vegetariano); Come diceva Alessandra, l’incontro internazionale del 2010 è stato fatto nello stesso posto in cui viene organizzato quest’anno e per due anni mi pare il 2007 e 2008 è stato in un rifugio si vegetariano ma di persone che non hanno nulla a che vedere con il movimento animalista. quindi qual’è il criterio? se il posto viene deciso dalle associazioni e dai gruppi più attivi è legittimo e se lo decide un’assemblea di singoli no?
    Riguardo alla non partecipazione dei gruppi che hanno “organizzato la maggior parte delle manifestazioni degli ultimi anni” c’è da dire una cosa. Tutte queste realtà sono state individualmente contattate nella fase preliminare in quanto erano anche le stesse persone con le quali si è sempre organizzato l’incontro negli ultimi 9 anni. Dall’organizzazione dell’anno scorso era sembrato che molti di loro non avessero interesse nell proseguire il percorso dell’incontro ma avessero progetti di tipo diverso. Per questo gli è stato chiesto se volessero partecipare all’organizzazione ed è stato risposto di no.
    Se alcuni gruppi non si rispecchiano più in un incontro che si chiama di LIberazione Animale perchè hanno tendenze più abolizioniste dobbiamo per forza abbandonare tutti questo progetto che si protrae da quasi un decennio?
    Questa impostazione mi pare che tenda a non voler lasciare che il singolo prenda decisioni indipendenti ma solo mutuate dalle varie associaizoni ed è esattamente l’intento opposto dell’incontro che vuole essere appunto un momento di discussione tra individui oltre che di confronto tra gruppi.
    non mi interessa fomentare la polemica su internet, ho del tempo da perdere perchè sono al lavoro e volevo chiarire alcune cose che mi sembravano decisamente fuorvianti.
    stefano

    5 Settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Stefano,

      La questione della definizione dell’utilità dell’evento è già stata chiarita e visto che l’hai citata potresti “perdere” del tempo a leggere cosa è stato scritto nei commenti.
      Non si è parlato mai di linee guida, né nel testo del comunicato né dopo. Non è questo il problema e non facciamo finta di non capirlo.
      Non si è nemmeno parlato di boicottaggio: se la Veganzetta non c’è non sarà certo un gran danno, il problema è che anche molti altri non ci sono e le spaccature si allargano, questo è quello che è stato evidenziato.
      La casa in provincia di Ravenna, un rifugio vegano, un agriturismo e via discorrendo non sono certo un presidio di un movimento che è conosciuto e seguito a livello nazionale e internazionale, se permetti le cose non sono assolutamente equiparabili. Il messaggio è chiaro e netto e ha una valenza politica. Chi non sa nulla di liberazione animale e legge che l’incontro è a Venaus trarrà le logiche conclusioni, non che questo sia un male, assolutamente, ma prima se ne sarebbe dovuto parlare in modo organico e compiuto e non in riunioni organizzative. Questa posizione sarebbe potuta essere anche la tua se non fossi stato nell’organizzazione. Come vedi è brutto organizzare e ricevere critiche…
      L’incontro internazionale di Liberazione animale ha delle caratteristiche ben diverse, e ha un respiro europeo, non può essere equiparato ad un incontro nazionale e avanzare delle critiche non sarebbe servito a nulla. Ma il punto non è Venaus, ma i conflitti interni al “movimento” in Italia.

      Tu scrivi “Dall’organizzazione dell’anno scorso era sembrato che molti di loro non avessero interesse nel proseguire il percorso dell’incontro ma avessero progetti di tipo diverso. Per questo gli è stato chiesto se volessero partecipare all’organizzazione ed è stato risposto di no.”. Ti sei per caso soffermato a pensare come mai queste persone, questi gruppi dopo tanti anni hanno preso le distanze da un incontro così importante?
      Hanno tutte/i battuto la testa contro un muro e perso la ragione? O è accaduto qualcosa? Questa è la domanda che forse sarebbe stato opportuno porsi.

      “Se alcuni gruppi non si rispecchiano più in un incontro che si chiama di LIberazione Animale perché hanno tendenze più abolizioniste dobbiamo per forza abbandonare tutti questo progetto che si protrae da quasi un decennio?”

      Con che criterio dici questo? Non è per nulla corretto e intelligente etichettare tutte/i in questo modo, che diritto hai di farlo? Se qualcuno non partecipa a un incontro di liberazione animale non è più liberazionista, questo è il sunto? Che sarebbe un rinnegato? Non potrebbe essere invece che ci sono altri problemi alla base mai discussi e mai risolti che si sono incancreniti? E in ogni caso se per assurdo fosse vero quanto tu dici, ti risulta che se ne sia mai discusso pubblicamente per farlo capire a tutte/i?
      Più che un incontro di liberazione animale, a volte pare di parlare di un incontro di lobbies: una volta prevale una, la seguente l’altra… Tutto ciò è infinitamente triste.
      Il tuo discorso sui singoli e sulle associazioni è molto bello, peccato che non corrisponda alla realtà, perché – e lo si sa – ci sono sempre gruppi, collettivi o associazioni che influenzano pesantemente le situazioni di volta in volta. Se fosse veramente come tu dici non ci sarebbero problemi.

      Le cose non sono state fatte correttamente o con un volontà di confronto, ciò si ripercuoterà inevitabilmente sulle future collaborazioni. Il grande problema sarà che ancor più di oggi si formeranno fazioni in lotta tra di loro che danneggeranno alla fine la lotta per la liberazione animale.
      Il comunicato parla chiaro: servivano dei momenti di incontro e di chiarimento, dei momenti di discussione e anche di scontro, ma sempre al fine di affrontare le varie questioni e tentare di risolverle, solo dopo si sarebbe potuto fare l’incontro organizzato da chi voleva farlo. Se a te quest’analisi non sta bene pazienza, non sei l’unico che lavora sfortunatamente e il tempo è tiranno con tutte/i.

      5 Settembre, 2013
      Rispondi
  16. brunella ha scritto:

    CK scrive:”se tra le realtà liberazioniste non c’è attualmente accordo, sarebbe stato molto meglio non organizzare alcun incontro prima di un chiarimento definitivo e magari “a porte chiuse”.” e poi “servivano dei momenti di incontro e di chiarimento, dei momenti di discussione e anche di scontro, ma sempre al fine di affrontare le varie questioni e tentare di risolverle, solo dopo si sarebbe potuto fare l’incontro”.
    Forse non mi è chiara la natura di questi incontri. Perché chiarimenti e discussioni devono essere fatti prima e “a porte chiuse”? Non dovrebbero invece proprio svolgersi durante gli incontri, per presentare le questioni in discussione e le diverse posizioni? Se non si discute apertamente e portando alla conoscenza dei problemi un più vasto pubblico che ragion d’essere hanno gli incontri? Perché se vi sono problemi irrisolti, questioni importanti che meritano tale nome non bisogna sviscerarle in un dibattito aperto e accessibile a tutti?

    6 Settembre, 2013
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Brunella,

      Ti rispondiamo con un esempio: se tu hai problemi in famiglia, delle incomprensioni, delle tensioni o altro, cerchi di risolverli in casa o vai a discuterne nella piazza del paese?
      Se ci sono fratture tra gruppi che in passato hanno collaborato fattivamente, è chiaro che sarebbe meglio incontrarsi e appianare le divergenze evitando di scontrarsi in pubblico. Un incontro di liberazione animale è un appuntamento ufficiale, non è quindi il luogo più adatto per queste cose.
      Una volta chiarito tutto si possono benissimo esporre le diverse posizioni al pubblico, poi ciascuno si farà la propria idea. Ma se prima non c’è un accordo e la volontà di collaborare tutto ciò non è possibile.

      6 Settembre, 2013
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  17. Erika ha scritto:

    Sono amareggiata da questo articolo… dopo aver partecipato per anni a vari incontri, dibattiti, ecc. organizzati da varie associazioni a sfondo sociale, ho voluto allontanarmi da questo tipo di ambiente perchè disgustata da chi avrebbe dovuto avere una sensibilità diversa o comunque superiore a certe “cadute” di stile che dimostrano quanto l’uomo sia pronto ad attaccare chiunque non faccia parte del proprio “branco”.
    Diventata vegana ho incontrato delle belle persone che mi hanno stimolata a partecipare ad incontri antispecisti ed animalisti ma di nuovo trovo fazioni e futili guerre intestine quando l’unico vero obiettivo dovrebbe accumunare tutti senza giudizi e pregiudizi.
    Elena esprime molto nitidamente il mio pensiero con questa frase “…mi piacerebbe sapere quale sarebbe, secondo chi scrive, il criterio secondo il quale un’associazione può fregiarsi di tale titolo.”
    Già… Il solo fatto che diverse persone di diverse associazioni organizzino eventi come questo dovrebbe inorgoglirci e stimolarci. Non farci scandalizzare perchè “…coloro che da anni lottano per la liberazione animale non saranno presenti…”
    Quindi…dato che ho aperto gli occhi da poco su questi argomenti, meglio che me ne stia da parte a guardare ed ascoltare I Sapienti che agiscono e parlano?
    Perchè se mi venisse indegnosamente voglia di organizzare un evento (seguendo questa logica) , probabilmente anzichè coinvolgere nuove persone e fare del bene alla “causa”, farei sprecare loro del tempo.
    Scusate… ma che tristezza.

    9 Settembre, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara Erika,
      Il tuo disgusto è anche il nostro. E non si capisce perché tu hai potuto allontanarti liberamente e fare le tue scelte, e chi invece esprime una legittima critica su uno stato delle cose assurdo e confusionario non possa farlo. Un incontro di liberazione animale è per l’appunto un momento di incontro, confronto e sintesi, se non c’è la voglia di fare tutto ciò ci si dovrebbe fermare un attimo e pensare al motivo per cui si è arrivati a questo punto. Questo è quello che è stato evidenziato.
      Non ci sono criteri per essere definiti antispecisti, è già stata fornita una risposta al commento di Elena, per favore leggila.
      Non ci sono “sapienti” da ascoltare, se vuoi seguire questo sito sei liberissima di farlo, altrimenti ce ne sono moltissimi altri: massima libertà. Nessuno qui pretende di avere la soluzione a tutto.
      Se si vuol fare bene a una causa è necessario essere uniti e condividerla, se non è così si fa solo il bene della propria causa.

      9 Settembre, 2013
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  18. brunella ha scritto:

    CK : “se tu hai problemi in famiglia, delle incomprensioni, delle tensioni o altro, cerchi di risolverli in casa o vai a discuterne nella piazza del paese?”
    Se è così, allora le divisioni non sono divergenze serie, ma “panni sporchi”, cose un pò meschine che è meglio tener nascoste.

    10 Settembre, 2013
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  19. Mukka ha scritto:

    ci sono tanti commenti a questo articolo! a volte serve andare giù duro per svegliare un po’ la gente

    17 Settembre, 2013
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  20. Dorogh ha scritto:

    Il minimo interesse e rispetto che avevo per la comunità vegan è scemato dopo l’assalto alla sagra dell’arrosticino e l’assalto all’università di milano. Avere degli ideali non significa essere incivili.

    22 Settembre, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      E’ evidente che il tuo interesse e rispetto erano proprio minimi.

      22 Settembre, 2013
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