Un capodanno con autocritica


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zampone-umano

Walter Giodano (collaboratore di Veganzetta) riceve un invito a partecipare a un capodanno 2013 condiviso alla Casa del Popolo a Chieri (TO) organizzato dal Circolo di Rifondazione Comunista di Chieri e Cambiano, e dall’Associazione Quarto Stato. Nel menù (manco a dirlo) spicca il cotechino; Walter risponde all’invito, e Veganzetta pubblica. Buona lettura.
Nella foto: proposta per uno zampone alternativo.

Se non fosse per cotechino e affini, derivati da detenzione e morte procurata, avrei volentieri condiviso .

Però è ora di autocritica: chi se la prende col potere che (per lucro e tradizione) fotte il popolo, smetta almeno di masticare (per gusto e tradizione) innocenti senza difese. E tenda al quel minimo sindacale di coerenza che si conviene ai desiderosi di un mondo diverso e più giusto

Per potersela prendere, di buon diritto, con sfruttatori e guerrafondai, è necessario almeno sgomberare dal proprio frigorifero i cadaveri degli fruttati. Bokassa era un mostro e, nel freezer, ci metteva i nemici. Che colpe ci inventiamo per questi? Non è necessario scomodare l’antispecismo, basta alzarsi appena un poco e guardare da un po’ più in alto, senza tante balle, le proprie responsabilità: il capitalismo, vecchio e neo, procura morte solo perché qualcuno, compagni e rivoluzionari compresi, se la compra.

Sarà Dura neh! Ma per chi, da sempre e con sentenza definitiva, è insaccato nelle proprie budella lo è forse un cicinin di più. Altro che articolo 18, questi non arrivano nemmeno a 18 mesi! Altro che precario: quando non hai nemmeno diritto alla vita, cosa sei? Il cotechino è insopportabile, ma più coerente, già in un buffet della Confindustria. Ma bollire, nella Casa del Popolo, i diritti altrui, dovrebbe automaticamente mandare il boccone di traverso ai compagni. E’ come se Landini, di secondo lavoro, gestisse in nero un centro massaggi di bambine cinesi. Qualcuno ha dei dubbi?

Che il 2014 porti consiglio ed illuminazione a chi, del paesaggio e del dolore, vede solo la parte che lo riguarda. E che le opportunità, finalmente siano pari. Per tutti.

Se non ora, quando?

Walter

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/jSfFF

4 Commenti

  1. sandra di muzio ha scritto:

    Sono straddacordo col contenuto e anzi … direi / vorrei che tutti noi, popolo vegan, quando riceviamo inviti similari (= da ambienti di sinistra) dovremmo fare come Walter ossia: cogliere l’occasione, rifiutando tali inviti, di far riflettere chi ci ha invitati, impegnandoci in lettere ben argomentate. Da sempe penso che chi è di sinistra dovrebbe in automatico essere antispecista e così non è ahimé … ma la fiducia bisogna mantenerla di poter convincere un po’ .. pian piano .. ripensando a quando anche io mangiavo animali e quindi chiunque, soprattutto chi crede in idee di eguaglianza può fare – prima o poi- il fatidico rivoluzionario passo di abolire i prodotti di quei suopersfruttati per eccellenza che sono i non umani .. MA … MA attenzione alla forma: c’è modo e modo di scrivere (= usare la parola). Credo che il cambiamento comincia già dal modo di parlare: dobbiamo incarnare costantemente la non volenza anche nella parola .. non è dattaglio da sottovalutare. Citando Tich Nhat Hanh ricordo una sua frase che ho fatto mia, per quel che posso: “Non c’è una via per la pace. La pace E’ la via” ( -: Auguri antispecisti di buon anno a tutti noi e al mondo intero.

    27 dicembre, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Cara Sandra, grazie per il tuo commento e per gli auguri che ovviamente Veganzetta contraccambia.
      Le mancanze della sinistra sono tante, quella nei confronti degli Animali è di sicuro la più pesante. Hai perfettamente ragione quando parli di forma e uso della parola: il modo in cui descriviamo il mondo è anche quello in cui lo vediamo. Se vogliamo davvero un cambiamento forte e radicale, dobbiamo per prima cosa cominciare a esprimerci e a pensare in modo diverso.
      Auguri antispecisti a tutte/i.

      27 dicembre, 2013
      Rispondi
  2. Isemen ha scritto:

    Che due palle questo buonismo del ca**o.
    Che due maroni.
    Ma dove siete voi angeli in terra quando cadiamo mentre il mondo ci cammina addosso ? A casa a fare il budino di riso ?
    Auguri antispecisti ma non fessi.
    Questa è una guerra baby e le guerre non si fanno con l’acquasantiera in mano o sussurrando namastè col sorriso ebete.
    Gli Animali non aspettano che noi facciamo il baciamano ai loro carnefici perchè è politically correct, si sono rotti le palle di morire a miliardi aspettando che noi in tono pacato cambiamo il mondo.
    Ben venga la foto il piede nel cellophane, me la tatuo in fronte se serve e onestamente me ne sbatto del tono e della forma, viviamo in un mondo duro, io non so tu in quale mondo vivi ma io lavoro in mezzo agli umani, in mezzo a chi se ne frega di urtare la mia suscettibilità, mi passano sopra e stop, quindi per favore scendi in terra Sandra, tra noi comuni mortali, Antispecismo non è sinonimo di pacifismo in my country e sai perchè ?
    iI vivo sulla terraaaaaaaaaa !

    27 dicembre, 2013
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    • Paolone ha scritto:

      E lei come fa a sapere che gli animali si sono rotti di essere uccisi per sfamarci?
      Hanno parlato e glielo hanno detto?

      4 gennaio, 2017
      Rispondi

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