Un 25 aprile a Ippoasi


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Venerdì 25 aprile 2014

Il viaggio è stato lungo, ma a dare il benvenuto a chi giunge c’è una lieve brezza marina che smuove le fronde degli alberi disposti in filari lungo la via Livornese. Arrivando si scorgono le sagome di grandi Animali intenti a sonnecchiare o a brucare erba: paiono non curarsi delle auto che transitano nelle vicinanze, così come delle persone in passeggiata.
Ippoasi è uno di quei luoghi che contribuiscono a riappacificarci con la Natura. Nulla del lavoro febbrile e intenso di Christian, Silvia e delle persone volontarie traspare, tutto è pervaso da pace e tranquillità quasi una sorta di immobilità: questo è ciò che prova chi vi si reca in visita, ed è parte integrante della “magia” del luogo.
Varcato un vecchio cancello di ferro, ci si ritrova a percorrere uno stretto viale sterrato chiuso tra due siepi di arbusti e alberi che conduce all’entrata della Fattoria della Pace. E’ bello ritrovare degli amici che purtroppo per motivi geografici non si vedono spesso: un abbraccio, un sorriso, una breve chiacchierata e tutto ritorna come prima, come se fosse trascorso un solo giorno dall’ultimo incontro. La giornata del 25 aprile dedicata alla liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo è giustamente festeggiata anche a Ippoasi, trasformandosi in una giornata di liberazione totale per tutti gli esseri senzienti, schiavi di un paradigma divenuto sistema specista, violento e prevaricatore, che fa del controllo e del dominio le sue armi più efficaci e feroci. Ma nulla di tutto ciò esiste a Ippoasi, dove gli Animali che hanno la fortuna di viverci, possono godere finalmente di un’esistenza serena. 
Le persone in visita sono molte, tanto che l’organizzazione è costretta a formare due gruppi per l’escursione nell’area naturale attigua del Parco di San Rossore a San Piero a Grado (PI), e nell’area dedicata agli Animali che la Fattoria della Pace ospita.
Due guide ci conducono attraverso le zone boschive circostanti la fattoria: luoghi preservati dall’invasione umana che si svelano in tutta la loro bellezza. Ampie aree verdi che persistono su antiche dune di sabbia che giungono gradualmente alternando boschi e aree umide fino al mare. Con perizia e pazienza volontarie e volontari spiegano la particolarità di questi ambienti e la loro importanza dal punto di vista naturalistico, botanico e zoologico. Una volta conclusa la visita naturalistica, si passa a quella degli ospiti non umani della fattoria. Conduce Christian che con metodo introduce alla storia di ogni singolo Animale. Ciascuno di loro ha un passato doloroso alle spalle: storie di schiavitù, sfruttamento, paura, tutte fortunatamente con un lieto fine che si chiama Ippoasi. Gli Animali sono molti: Anatre, Cani, Cavalli, Galli, Galline, Maiali, Pecore, Capre, Mucche, Asini… Tutti con spazi adeguati alle loro esigenze, tutti integrati in piccoli gruppi anche con Animali di altre specie (alla faccia di chi pontifica sulla necessità di separare e segregare specie diverse ritenute incompatibili), e tutti disponibili a incontrare chi viene a conoscerli. Il rispetto e l’empatia sono la chiave di tutto il lavoro a Ippoasi: Nulla viene imposto agli Animali che vivono secondo i loro ritmi e le loro abitudini (la giornata finisce quando Galli e Galline decidono di andare a dormire nelle casette a loro riservate). Chi viene a trovarli può avvicinarsi, e se loro desiderano un contatto diverranno i migliori anfitrioni della fattoria, salvo poi allontanarsi per andare a grattarsi contro il tronco di un albero, o a brucare un ciuffo d’erba. Alcuni sono impressionanti per la mole, come il Bue Lorenzone: un gigante buono di oltre 900 chili con due occhi profondi e spauriti, o le placide Mucche Terra e Luna e i numerosi Cavalli; altri sono i beniamini del pubblico come i Maiali Peppa, Gorgo, Alfred e su tutti l’irresistibile Enea.  Christian suggerire efficaci riflessioni e considerazioni su ciò che dovrebbe essere il rapporto Umano – Non umano, e su ciò che purtroppo è a causa della società specista in cui viviamo: conoscere la Fattoria della Pace è soprattutto un viaggio verso la consapevolezza e la compassione. Prima e dopo la visita Ippoasi non fa mancare dell’ottimo cibo vegan per tutte/i da gustare all’ombra di un tendone sedendo su delle balle di fieno. I volti sono cordiali, si chiacchiera, si scherza, si ride e si riflette: un futuro privo di violenza e dominio è possibile, Ippoasi ne è la prova.
La giornata finisce al calar del sole, ci si saluta, e si lasciano a malincuore gli Animali che già si stanno preparando per la notte. Silvia fa notare che hanno bisogno dell’aiuto di tutte/i: un aiuto economico, ma soprattutto serve il lavoro delle persone. Scarseggia chi si rende disponibile a lavorare per la gestione degli Animali, un’esperienza di vita unica e importante è assicurata, dunque perché non farsi avanti?
Ripartendo da San Pietro a Grado e lasciandosi Ippoasi alle spalle, viene da pensare che chiunque abbia a cuore la questione animale non possa esimersi dal visitare un luogo del genere, contribuendo per quanto possibile alla riuscita di questo importante progetto antispecista.
Ippoasi vi aspetta.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/tGEhh

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