Tag: zona temporaneamente liberata




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progetto x - Progetto "X" e la mostra fotografica "misoteria"

Con l’amico e attivista antispecista Alfredo Meschi abbiamo parlato molto a proposito di un suo particolare progetto che ora verrà proposto al pubblico: un lavoro sicuramente complesso e di ampio respiro che prende il nome di “X” e che viene definito, dal suo stesso ideatore, come una serie di “laboratori ed esperienze sulle strade della Liberazione“.
Una delle caratteristiche peculiari di “X” è l’aspetto temporaneo, errante – nomade se vogliamo – dei contenuti proposti: la creazione di una sorta di zona temporaneamente liberata per divulgare – per brevi periodi e in realtà territoriali, sociali e culturali diverse – un messaggio antispecista veicolato attraverso linguaggi e strumenti tra loro diversi ma sempre creativi, frutto della storia personale e professionale dei protagonisti del progetto stesso che – oltre ad Alfredo – sono la sua compagna Ilaria Farulli, il loro figlio Elia e l’inseparabile cagnolina Trudy.
Insomma una vera e propria famiglia antispecista in movimento (grazie ad un furgone appositamente attrezzato) per proporre a chi lo desidera una serie di suggestioni, d’idee, di esperienze e di messaggi in favore della lotta antispecista: “perché l’antispecismo possa diffondersi a macchia d’olio…“.

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 morryssey1 - Il concerto di Morrissey e la “meat free zone”

Morrissey (ex cantante degli Smiths) è in tour in Italia. Da moltissimi anni è una persona vegana etica, e porta avanti i suoi principi con convinzione e tenacia, sfruttando anche la sua notorietà per fare attivismo e propaganda. Il cartello che apre questo articolo è stato esposto ai concerti che sta tenendo attualmente nel nostro Paese.
Morrissey con la sua “meat free zone” ha creato una zona temporaneamente liberata dalla crudeltà, un’area fisica che esiste solo nello spazio temporale del suo concerto, poi svanisce, ma in quel breve lasso di tempo chi “abita” questa zona (che è una nonzona, ma ha un’importanza fondamentale) si astiene volontariamente dal consumo di Animali (perché lo ritiene giusto, o perché vuole vedere il concerto), e non contribuisce alla loro sofferenza e uccisione. Questo esperimento, reso possibile solo dalla fama del suo inventore, è una prova pratica che volendo si può fare controinformazione efficacemente coniugando coerenza e fantasia, che è possibile all’interno di un tessuto sociale specista, discriminatorio e violento, creare una zona dove tutto ciò non esiste, un breve lasso di tempo durante il quale forse qualcuno farà “la connessione”.
Un’iniziativa lodevole e forte, che deve avere tutto il nostro appoggio. Anche altri personaggi famosi (come Paul McCartney) adottano convintamente strategie per la divulgazione del veganismo etico, ma la determinazione di Morrissey è inimitabile.

Beatrice Montini autrice dell’articolo evidenzia però due elementi che non dovrebbero par parte delle nostre argomentazioni:

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