Tag: veganismo




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Sono NO TAV ma non parteciperò alla vostra cena

Care amiche e cari amici NO TAV,

ho ricevuto l’invito a partecipare alla vostra cena.

Sono NO TAV: partecipo a manifestazioni, assemblee, presìdi, banchetti, volantinaggi, finanzio i comitati locali comprando libri, indumenti, ogni sorta di gadget ma non parteciperò alla vostra cena per ragioni etiche che vanno aldilà della solidarietà per la causa e per i compagni arrestati. Sebbene lo scopo della cena sia apprezzabile, se non addirittura doveroso, quando mi arrivano inviti enogastronomici, li declino se presentano cibi animali. Non partecipo ad alcun banchetto in cui sono mangiati animali, tantomeno lo finanzio.

Lettere dai lettori




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Da Veganzetta n° 6/ 2012 fringuello illustrazione di Emy Guerra

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

George Bernard Shaw

All’ultimo Incontro per la liberazione animale (1) tenutosi quest’anno a Stupinigi nei pressi di Torino, ci è capitato di ascoltare le posizioni di molte persone relativamente al veganismo, alcune delle quali, chiaramente sempre in nome della liberazione animale, hanno sottolineato – in estrema e non esaustiva sintesi – l’importanza dell’azione diretta a prescindere dalla questione vegana.

Ascoltare frasi del tipo “un attivista che mangia carne e che libera tre Galline, ha liberato più Animali di una persona che è vegan da tutta la vita” fa male al cuore, come pure al fegato e soprattutto alla causa antispecista.

Non vorremmo mai sentire frasi del genere, tantomeno se pronunciate nel bel mezzo di un workshop in un incontro per la liberazione animale, perché se dalla legittima critica teorica si passa a mettere in dubbio uno dei fondamenti dell’animalismo radicale e dell’antispecismo, c’è sicuramente qualcosa che non va.

Ultimamente si leggono i più svariati articoli (addirittura pubblicati su riviste telematiche antispeciste) che tendono a prefigurare una presa di distanza dal concetto di veganismo, dai presunti “dogmi” della purezza vegan. “Essere vegan non basta.” Sicuramente è vero, sicuramente non basta. Ma bisogna per prima cosa essere davvero vegan per poi avviare una seria e costruttiva critica sul veganismo. A noi pare però che ci siano molte persone che pontificano sul veganismo conoscendolo solo superficialmente, o non conoscendolo affatto. Molte di queste posizioni espresse conducano direttamente al concetto già circolato anni fa che essere vegan in fin dei conti non sia così necessario, e questo è semplicemente assurdo, nonché pericoloso. 

Antispecismo Veganismo




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Da Veganzetta n° 5 / 2012

dentice
illustrazione di Emy Guerra

 
La domanda è scomoda: ma quanta rivoluzione sei disposto a fare? Scendi in piazza per liberare te stesso dall’oppressione o sei per togliere catena e giogo a tutti, anche ai meno di niente?

E qui arriva dovrebbe, il condizionale onnipresente. Non uccidere, innanzitutto gli innocenti, dovrebbe essere sinonimo del rispetto globale rivendicato nelle piazze. Dovrebbe essere la linea di partenza naturale di ogni rivoluzione, sennò, alla fine della corsa, per gli Animali, gli ultimi degli ultimi, son dolori esattamente come prima.

Per chi alza la testa e non la gira dall’altra parte, per chi agita il pugno invece di lavarsene le mani, per chi trascorre i fine settimana in Val Clarea anziché all’outlet, vivere senza ammazzare dovrebbe essere scontato, coerentemente ovvio. Dovrebbe, e invece no. 

Animalismo Antispecismo




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sguardo-lucido

Fonte: www.ildolcedomani.com/2013/07/lo-sguardo-di-un-vegano.html

Oggi riflettevo su quanto l’uso sempre più pervasivo che facciamo della tecnologia ci stia modificando le funzioni cognitive della mente. Rapportarci continuamente alle macchine indubbiamente dà luogo a una mutazione del cervello, non in senso strettamento biologico, non ancora almeno, ma sicuramente per ciò che concerne le sue funzioni e gli schemi cognitivi. Del resto siamo già oltre l’umano, viviamo con gli auricolari perennemente inseriti nelle orecchie, facciamo degli iPad e smartphone vari, estensioni dei nostri arti superiori e orizzonti visivi. Osservando le persone in strada è facile rendersi conto di come esse abbiano accesso a una costante duplice visione della realtà, quella che si sta svolgendo concretamente attorno a loro – e di cui a volte non sembrano nemmeno rendersene pienamente conto – e quella che si materializza virtualmente sugli schermi dei loro telefoni. Le persone sono materialmente sedute sugli autobus, ma interiormente sono proiettate quasi costantemente dentro un secondo universo parallelo, che è il virtuale visualizzato sugli schermi dei loro apparecchi. È in atto inoltre un’autorappresentazione dei singoli che è la maniera in cui scelgono di darsi nel virtuale. 

Veganismo