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uova cruelty free - Si può essere vegani e mangiare le uova?

Vi proponiamo un interessante dibattito pubblicato su The Guardian su coloro che si considerano vegani pur mangiando uova: un’assurdità che – come vedremo – sta prendendo sempre più piede.

Si può essere vegani e mangiare le uova?

Un gruppo crescente di vegani ritiene che mangiare uova cruelty-free sia accettabile perché favorisce l’allevamento etico delle galline. Naturalmente, i veri vegani la pensano diversamente. Che il dibattito abbia inizio.

Fonte: http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2016/feb/03/can-you-be-vegan-eat-eggs

Come lo chiamate un vegano che mangia le uova? A) non lo chiamate vegano o B) un vegano che è riuscito a conciliare le sue convinzioni etiche con una frittata ogni tanto. Tecnicamente è corretta la prima risposta, in quanto una dieta vegana esclude per definizione ogni alimento di origine animale. Tuttavia sono sempre più numerosi i “veggans” (parola composta da “vegan” e “egg”, uovo in inglese, N.d.T.): persone che si definiscono vegane, ma consumano uova cruelty-free.

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10154359 10203332225807679 1183183746 n e1442518668920 - Sea Shepherd, il Leone Cecil e il “purismo” vegano

Fonte: www.abolitionistapproach.com/sea-shepherd-weighs-in-on-cecil-the-lion-insisting-on-veganism-is-purism-and-elitist

Sea Shepherd irrompe nel dibattito sul leone Cecil: il veganismo è “purismo” e risulta “elitario”
di Gary L. Francione

Paul Watson di Sea Shepherd è entrato di forza nella controversia su Cecil il leone. Watson bersaglia quelli di noi che sostengono l’assoluta mancanza di una significativa differenza morale tra uccidere gli animali per sport e uccidere gli animali per il piacere del palato, e che si oppongono all’uccisione di Cecil come impegno di rigetto del massacro di oltre 60 miliardi di altri animali a fini alimentari (senza contare quelli marini).

In “The Cult of Competitive Purism”, Watson sostiene che quelli di noi fermi su questa posizione siano “elitari” e colpevoli di “purismo”.

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topo - Ero un vivisettore

Le parole di rimorso di un ex vivisettore sono preziose: lo sono state quelle di Pietro Croce che con il suo famoso libro “Vivisezione o Scienza” ha squarciato il vergognoso velo di omertà che ammantava la pratica della vivisezione; parlandone, raccontandola e raccontandosi dato che lui stesso fu un vivisettore per molti anni, divenendo poi un fervente antivivisezionista. Lo sono quelle di questa persona che in un articolo su The Guardian confida ciò che ha vissuto, che ha visto, e che fortunatamente non è riuscita ad accettare. Queste testimonianze ci permettono di capire qualcosa di fondamentale: non è chi viviseziona che dobbiamo combattere (con le dovute eccezioni), ma l’idea che la vivisezione sia possibile, solo così la si potrà sconfiggere.

Fonte: www.theguardian.com/theguardian/2007/mar/31/weekend7.weekend2

The Guardian, sabato 31 marzo 2007

Iniziò tutto quando ero uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente; iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in quegli esperimenti.

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guerra natura - La nostra assurda guerra contro la natura

Un ottimo articolo di George Monbiot. Si evidenzia in particolare una frase “Per onestà va detto che l’era moderna è solo la prosecuzione di una tendenza che dura da due milioni di anni. La perdita di gran parte della megafauna africana sembra aver coinciso con il passaggio all’alimentazione carnivora compiuto dagli antenati degli esseri umani. Via via che abbiamo popolato gli altri continenti, anche la loro megafauna è scomparsa quasi subito. La datazione forse più affidabile dell’arrivo degli esseri umani in un luogo è proprio l’improvvisa scomparsa dei grandi animali. Da allora ci siamo addentrati nella catena alimentare eliminando i nostri predatori più piccoli, gli erbivori di medie dimensioni e adesso, con la distruzione dell’habitat e la caccia, stiamo cancellando la flora e la fauna di ogni tipo.”
Questo solo per ribadire che l’antropocentrismo e lo specismo non hanno solo radici sociologiche e storiche, ma anche antrolopogiche: ciò che siamo oggi, è il frutto del nostro “cammino” come specie vivente sin dai nostri albori. E’ ora di cambiare e alla svelta.

George Monbiot, The Guardian, Regno Unito, traduzione a cura di Internazionale

I consumi stanno distruggendo un mondo infinitamente piu? affascinante e complesso dei beni che produciamo. Perche? non ce ne rendiamo conto?
L’opinione di George Monbiot

Siamo arrivati al punto in cui chiunque sia capace di riflettere dovrebbe fermarsi e chiedersi cosa stiamo facendo. Se neanche la notizia che negli ultimi quarant’anni il mondo ha perso oltre la metà dei vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci) può farci capire che il nostro stile di vita è sbagliato, è difficile immaginare cosa potrebbe riuscirci. Chi può credere che un sistema sociale ed economico con questi effetti sia sano? Chi di fronte a una perdita del genere può definirlo progresso? 

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