Tag: religione e animali




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gandhimai e1438100991343 - Nepal: la fine dei sacrifici per il Gadhimai Festival
La notizia pare fondata.

Fonte: La Stampa

Nepal: basta ai sacrifici per il Gadhimai Festival, salvato mezzo milione di animali

Dal Nepal arrivano ottime notizie per gli animalisti. Il Gadhimai Temple Trust ha sospeso a tempo indeterminato il Gadhimai Festival, il più grande evento di sacrifici animali del mondo che si tiene ogni cinque anni. Muore così una evento che durava da 265 anni e che salverà, per ogni evento, almeno mezzo milione di animali. Secondo la tradizione Bhagwan Chowdhary, il fondatore del Tempio Gadhimai, avrebbe ricevuto in sogno il messaggio della dea Gadhimai che gli avrebbe chiesto un sacrificio umano promettendogli di liberarlo dalla prigionia, di proteggerlo dal male, di donargli prosperità e potere. L’uomo, però, gli offrì un sacrificio animale accontentando comunque la dea e così, ogni cinque anni, la tradizione è stata mantenuta.

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21 - Festival di Gadhimai: In Nepal centinaia di migliaia di Animali sacrificati

Che la religione sia uno dei cardini dello specismo, del concetto gerarchico della società umana del dominio, è cosa nota. In nome della religione l’Umano è capace di compiere i crimini più efferati senza doverne sopportare il peso morale. Il festival dedicato alla dea Gadhimai che si svolge per due giorni (in questo fine settimana) ogni cinque anni in Nepal, è forse uno degli esempi più atroci di quanto la religione possa causare spargimenti di sangue di una moltitudine di Animali innocenti, ad opera di gente comune che percepisce questo assurdo massacro come un “carnevale”. 

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antropocentrismo - Lettere: religione e antropocentrismo

Riceviamo da un lettore e pubblichiamo con replica:

Salve,
mi chiamo Alessandro, sono stato al Veggie Pride e al Veganch’io dove ho trovato la Veganzetta (primavera 2011).
Vorrei commentare un passo che mi ha sorpreso parecchio, in quanto mi sembra una generalizzazione, e mi riferisco all’articolo nella prima pagina a cura di Adriano Fragano. Limitarsi a dire che è meglio non avviare nessuna collaborazione con alcuni elementi cardine dell’antropocentrismo tra i quali in primo luogo la religione è quanto meno fuorviante rispetto alla verità storica che vede per secoli (ben prima delle attuali associazione vegetariane o vegane) la presenza di gruppi religiosi che hanno seguito questo tipo di vita/alimentazione.
In Calabria ho scoperto che secoli fa c’erano i monaci basiliani che erano proprio vegani, per non parlare della tradizione indiana dove, grazie allo yoga o alla religione, l’essere vegetariani viene visto almeno come una cosa normale da tanti anni. La pratica della non violenza, in sanscrito ahimsa, è tra l’altro ad un livello molto più elevato  di qualunque obiettivo attuale dei vegani, in quanto la violenza andrebbe esclusa non solo dalle proprie azioni ma anche dalle parole e dai pensieri. Spesso invece leggo sui social network dei vegani che sono violentissimi a parole e per quanto mi riguarda è una contraddizione, o in ogni caso non è il modo migliore per portare avanti le proprie giustissime battaglie, che condivido.

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