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Ci sono molti modi di intendere il veganismo, nessuno però può esimersi dal considerare principi di base quali solidarietà, empatia e giustizia. Negli anni sono state numerosissimi i progetti nati in ogni Paese che hanno riguardato la pratica vegan e la sua etica, uno di essi davvero degno di nota è FOOD NOT BOMBS (F.N.B.).
Ma di cosa si tratta? Per capire il progetto F.N.B. si riportano si seguito estratti dei testi di presentazione della versione italiana del libro “Food Not Bombs” a cura di C.T. Lawrence Butler e Keith McHenry [i fondatori di F.N.B, N.d.R.], tradotto in italiano da Kafka Collective e pubblicato da Fratelli Frilli Editore del 2002, della seconda versione americana del libro, e la presentazione del gruppo Food Not Bombs Romagna. 


Il pugno è chiuso e levato verso l’alto, ma nella mano stringe una carota. E la scritta che affianca il logo dice il resto: Food Not Bombs, cibo e non bombe. Sono il simbolo e lo slogan di un movimento nato negli Stati Uniti 22 anni fa, che oggi conta 200 gruppi attivi in tutto il mondo [34 anni fa, e i gruppi sono ormai più di 1000 al mondo, N.d.R.], dall’Europa al Giappone, e sta muovendo i primi passi anche in Italia. A partire da un’idea semplice: combattere il paradosso della povertà nei paesi ricchi recuperando “sul campo” gli sprechi dell´industria alimentare. E cucinando pasti rigorosamente vegetariani, per strada e nei parchi pubblici, per chi ha il problema quotidiano della fame: senzatetto e non solo. (…) 

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