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dizionario - Dizionario animalista: lettera N

Testo tradotto e liberamente interpretato dall’originale pubblicato su www.humanemyth.org
Traduzione e adattamento a cura di Costanza Troini

Neocarnismo – Neocarnism

E’ il sistema di pensiero caratteristico degli ex attivisti per gli Animali che collaborano con segmenti vari dell’industria che sfrutta questi ultimi, e partecipano allo sviluppo, alla certificazione, al supporto, o alla promozione di prodotti d’origine animale alternativi, “umani”, a volte chiamati “carne felice”. I praticanti del neocarnismo sostengono che queste attività non creano conflitto d’interesse per gli animalisti, nemmeno per quelli che ritengono l’uso e l’uccisione degli Animali moralmente sbagliati. Si rifiutano di consumare quegli stessi prodotti animali che consigliano al pubblico, appellandosi a obiezioni etiche personali. Similmente promuovono pratiche d’allevamento e procedure che essi stessi presumibilmente rifiuterebbero di applicare agli Animali per ragioni morali e di compassione.

Animalismo Antispecismo Vocabolario




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farfalla - Per una pratica di liberazione animale disobbediente e nonviolenta
Illustrazione di Emy Guerra per Veganzetta

Da Veganzetta n° 7/ 2013

Da un anno a questa parte l’azione di liberazione a volto scoperto ha assunto un ruolo da protagonista sia nel connotare gli intenti del movimento di liberazione animale, che nella riflessione antispecista, chiamata a interpretare quanto è scaturito dal salvataggio dei Cani il 28 aprile scorso alla Green Hill di Montichiari (BS). Sempre in aprile ci troviamo ad assistere a un evento storico: “la grande giornata di Milano”, come qualcuno ha chiamato il giorno dell’occupazione e liberazione a volto scoperto dello stabulario del Dipartimento di Farmacologia dell’Università Statale di Milano, che ha segnato un “punto di non ritorno” – come consapevolmente affermato dagli stessi liberatori – che porta l’azione di liberazione animale oltre la misura di ciò che può essere ignorato. 

Animalismo Antispecismo




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Da Veganzetta n° 7 / 2013

mosca - Fedeli alla linea

illustrazione di Emy Guerra

Essere, o rimanere, fedeli alla linea significa non cambiare, non rinnegare ciò che si è, e continuare con coerenza a seguire un pensiero, senza dogmatismi – certo – ma anche senza cedimenti o deroghe: pericolosi e inaccettabili tanto quanto i primi.
Per essere fedeli a una linea come gruppo, associazione o movimento è necessario ovviamente non solo che essa esista e sia palese, ma anche che sia riconosciuta e condivisa; questo di sicuro è un problema tangibile dell’antispecismo dei nostri tempi. È chiaro che è del tutto naturale che vi siano in seno all’antispecismo visioni, correnti e prospettive diverse che devono essere comprese e rispettate; è altrettanto chiaro che l’esperienza, l’elaborazione teorica e il contesto sociale, influiscono fortemente sull’idea antispecista e la plasmano trasformandola di continuo. A volte smussandone gli angoli, altre creandone di nuovi. Esistono però degli elementi che è quasi impossibile modificare o porre in discussione, o in secondo piano, pena un completo smarrimento identitario, come per esempio la ferma volontà di porre fine alla violenza, allo sfruttamento e all’uccisione degli Animali.

Antispecismo