Tag: Melanie Joy




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internet activist - Il sistema reagisce. E noi gli diamo una mano
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento esponenziale del numero di persone vegane e con esso anche la reperibilità di prodotti vegan nei supermercati, nonché un gran fiorire di ristoranti, punti vendita, e locali pubblici. Significa che “stiamo vincendo”, come dicono alcuni? Se intendiamo l’aver guadagnato una fetta di mercato e la possibilità di trovare prodotti vegani con più facilità rispetto a un decennio fa, allora probabilmente sì.
Non si comprende, però, come potrebbe portare alla liberazione animale il ridurre il veganismo a una semplice scelta alimentare personale, scelta che nulla o poco incide sulle dinamiche di oppressione e dominio di quella massa di schiavi a costo zero che sono gli Animali non umani e della loro considerazione all’interno di una società antropocentrica e specista fondata sul denaro, sui confini, sulle gerarchie e le esclusioni.

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1450211 695939513758794 125276671 n e1434965794380 - Mangiamo animali morti?

La maggior parte delle persone umane afferma di desiderare il bene degli Animali, ma al contempo ama anche la loro carne. È ciò che si chiama “il paradosso della carne”: non vogliamo vedere che ciò che mangiamo è in realtà un Animale morto.
Sempre più ricercatori affrontano il tema della “dissonanza cognitiva” fra le pratiche sociali e le credenze che mirano ad occultare la sofferenza animale. Tutto viene orchestrato per convincerci, sin dall’infanzia, che è normale, naturale e necessario consumare prodotti di origine animale. Tuttavia, nei fatti, non c’è niente di più falso.
Nel saggio di cui parla l’articolo di seguito, Martin Gibert propone una sintesi dei dibattimenti contemporanei sul paradosso della carne. Ciò che l’autore del saggio fa, è presentare il veganismo come movimento morale e politico che lotta per la giustizia animale, sociale ed ambientale.

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foto dora zambo - Dóra Zambó

Dóra Zambó

Nata nel 1978 a Sopron, (Ungheria). Ha frequentato i corsi di specializzazione di moda e design alla scuola superiore di Wiener Neustadt (Austria), dove ha conseguito il diploma. Ha seguito i corsi di filosofia e di linguistica tedesca e polacca presso l’Università Cattolica “Péter Pázmány” a Budapest, dove si è laureata con il massimo dei voti. Nel 2009 si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria al corso di laurea di Decorazione con il massimo dei voti, presentando come tematica il rapporto tra il dramma umano-animale e quello dell’arte, intitolando la tesi “Tragico”. Nel 2011 si è laureata alla suddetta accademia in Scultura portando avanti la ricerca sullo sfruttamento degli animali nell’arte contemporanea, “Occhi foderati di prosciutto”. Vive e svolge il suo lavoro artistico in Germania, a Berlino.
Sito web: www.zambodora.com 

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faraona - Dal N° 4 / 2011: Compassione in vendita?Why we love dogs, eat pigs and wear cows” (N.d.A. perché amiamo i Cani, mangiamo i Maiali e indossiamo le Mucche) della Dr.ssa Melanie Joy é un libro uscito negli USA nel 2009 e introduce un termine che, almeno in italiano, è poco conosciuto: il “carnismo”. Joy offre un accurato esame della ragione per cui gli Umani provano affetto e compassione per alcuni Animali, ma sono indifferenti alla sofferenza di altri, specialmente quelli macellati per il consumo alimentare.
C’è un concetto invisibile che delinea la nostra percezione della carne che mangiamo, cosicché possiamo amare alcuni Animali e mangiarne degli altri senza nemmeno sapere il perché. Questo concetto è appunto il carnismo.
Ma com’è possibile che ciò accada? Fin da bambini, siamo educati ad amare i Cani e a mangiare i Polli o i Vitelli.
Siamo disconnessi psicologicamente ed emotivamente dalla verità della nostra esperienza. Il carnismo è dunque un paradigma di credenze, o meglio un’ideologia, che ci permette di scegliere selettivamente quali Animali diventeranno cibo, ed è sostenuto da complessi meccanismi psicologici e sociali. Il mangiare carne o carnismo è un’ ideologia oppressiva e riprovevole quanto il razzismo. Come gli altri ismi, ad esempio sessismo e razzismo, il carnismo si basa sul fatto che è considerato uno status quo e ciò lo rende accettato e diffuso.
Fortunatamente, dare un nome ad un concetto è il primo passo per manifestarne l’esistenza, per levare il suo mantello di invisibiltà. Ad esempio il patriarcato è esistito per secoli, ma solo quando le femministe ne hanno finalmente parlato è iniziato il cambiamento. Si potrebbe quindi pensare che anche per il carnismo sia iniziato lo stesso procedimento, che coloro che hanno a cuore gli interessi di tutti gli Animali stiano combattendo questo sistema che permette di coccolarne alcuni e di mangiarne altri. Invece no.

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