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La lettiga di poveri besti (Macello), scene di genere e costumi della vita milanese, la barrella delle bestie destinate alla macellazione.

In un volume intitolato “Le meraviglie d’Italia” edito per la prima volta da Parenti nel 1939, vengono raccolti gli articoli giornalistici dello scrittore Carlo Emilio Gadda, tra i tanti ce n’è uno impressionante dal titolo “Una mattinata ai macelli”. Il tenore è quello di una passeggiata al parco, ma in realtà si tratta un’accurata descrizione delle ultime ore di vita, nel macello di Viale Molise, della moltitudine di Animali che andavano ad “alimentare” la metropoli di Milano: «La città chiede bovi, porci e vitelli a chi li ha saputi allevare».

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Azione in favore di Non una di meno a Treviso con copertura di una scritta contro lo sfruttamento animale

Si riceve e si pubblica volentieri questa lettera firmata, che evidenzia, tramite un episodio accaduto e documentato, come sia ancora lontano il riconoscimento della lotta di liberazione animale da parte dei movimenti per i diritti civili umani.

«Ci ribelliamo alla violenza di chi tratta i nostri corpi e quelli di tutte le specie viventi e della terra come terreno fertile di profitto e sfruttamento».

Questa frase pubblicata sul sito web del movimento Non una di meno ci introduce alla lotta contro lo sfruttamento dei corpi (nello specifico femminili) nella nostra società. In un sistema capitalistico neoliberista, ciò che può essere identificato con la struttura istituzionalizzata che usa i i corpi come terreno fertile per lo sfruttamento e il profitto può essere degnamente rappresentato dall’industria, e l’industria che per eccellenza basa la propria produzione su tale sfruttamento è ovviamente l’industria della carne.

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Attivisti svizzeri di Animal Save Movement assistono a una macellazione

«Siamo stati invitati nel reparto macellazione».

Questo è lo sconcertante titolo di un post1 pubblicato nella pagina facebook del gruppo Animal Save Movement il 12 gennaio 2020.
Il testo del post viene riportato integralmente di seguito tradotto in italiano da Pasquale Stigliano per Veganzetta, questo perché è opportuno che venga letto, se non altro per poter comprendere appieno la gravità della condizione in cui versa il cosiddetto movimento per la liberazione animale ai giorni nostri.

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maiali-solidali

E’ successo il 5 ottobre 2016 a Burlington, nello stato canadese dell’Ontario, ma non facciamoci illusioni, accade e può accadere ovunque, a pochi chilometri dalle nostre case. Un camion che trasportava 180 Maiali (c’è chi scrive 160, tanto sono solo merce) si è rovesciato nelle immediate vicinanze di Fearmans Pork (Fear: paura), un mattatoio che uccide 10.000 giovani Suini al giorno. Sì al giorno, non è un refuso. Le vittime sono rimaste uccise (i più fortunati), ferite e intrappolate nelle lamiere. Gli attivisti animalisti canadesi subito intervenuti hanno udito per ore urla strazianti.

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