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Jane Lewis è un’artista inglese, con una lunga carriera alle spalle come pittrice e grafica e che da alcuni anni ha deciso di concentrare i suoi sforzi artistici a favore dei diritti degli Animali.
Diventare vegana ha profondamente cambiato la sua visione della vita e di conseguenza anche il suo scopo in quanto artista.
Ha risposto ad alcune domande per raccontare a lettrici e lettori di Veganzetta la sua storia e la sua missione in quanto artivista, presentando inoltre alcuni dei suoi lavori dal forte impatto comunicativo.

ArteVeganzetta



Melinda Hegedus è un’illustratrice di origini ungheresi, che ora vive in Norvegia.
Il suo lavoro si caratterizza soprattutto per la forza espressiva e comunicativa.
La scelta dei soggetti e la loro rappresentazione danno vita ad un immaginario fatto di Animali antropomorfi, situazioni in cui le parti tra l’Umano e gli altri Animali si invertono o nelle quali questi si rivolgono direttamente allo spettatore, ponendo domande scomode e provocatorie.
Lo stile è fresco e accattivante, capace di attirare l’attenzione, rivelando la dissonanza cognitiva che permea profondamente la società umana e gli assunti specisti sui quali poggiano le convinzioni di molti.

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kristina-krize

Kristina è una delle artiste vegan che ho avuto il piacere di “conoscere” grazie al progetto a cui abbiamo partecipato entrambe, Art Of Compassion Project.

Mi sono innamorata delle sue illustrazioni dal gusto naif, coloratissime e piene di dolcezza, ho avuto il piacere di intervistarla e di conoscere il suo punto di vista sul veganismo, sull’arte e sull’amore ed il rispetto verso gli Animali.

http://kristinasabaite.blogspot.it/

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VEGANARTBOOK 10

Intervista di Jade Bello per Veganzetta a Priya Kishna creatrice di Vegan Artbook

www.facebook.com/veganartbook

Perché hai deciso di cambiare la tua vita e considerare gli Animali in modo diverso? Qual’è la tua opinione riguardo allo specismo?

Da ragazza ho frequentato una scuola cristiana. Molte delle persone che vi ho conosciuto erano razziste e odiavano gli asiatici, le persone di colore e tutti quelli che non avevano un aspetto “olandese”.

Nonostante il fatto che fossi nata in Olanda, i miei genitori non lo erano e quindi diventai uno dei principali obiettivi dei club anti-stranieri. Mi odiavano perché non avevo un aspetto simile al loro, per essere nata con un colore diverso di capelli e di pelle. Alcuni insegnanti e miei amici mi difesero sempre, ma le persone razziste, tra cui alcuni insegnanti, intimidivano me e le altre persone non olandesi, utilizzato sempre la stessa giustificazione: avevamo un aspetto diverso dal loro. Crescendo ho capito che il sessismo non era diverso, le stesse scuse vengono usate da tutti i tipi di oppressori verso ogni oppresso. 

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