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Fonte: Repubblica.it

“Diritti umani agli animali”: la battaglia per cani e gatti degli intellettuali francesi

Appello per cambiare il codice civile: sono esseri sensibili, non cose. Il testo bipartisan sottoscritto da 24 personalità è stato già firmato da 250mila persone

Per una volta sono tutti d’accordo. Pensatori di destra e di sinistra, europeisti o nazionalisti, conservatori o progressisti. Insieme, uniti in un’unica battaglia di principio: dare agli animali i diritti che si meritano. Non proprio trattarli come persone, ma quasi.

È quel che chiede l’appello bipartisan pubblicato da ventiquattro intellettuali francesi in favore della causa animale. Da Alain Finkielkraut a Edgar Morin, da Michel Onfray a Boris Cyrulnik. Il testo è stato rilanciato dalla Fondazione “30 milions d’amis”, che da tempo lotta per questa rivendicazione “bestiale”, ovvero una modifica del codice civile francese affinché gli animali non siano più definiti semplicemente come “cose”. Lo Stato, scrivono i firmatari, deve finalmente riconoscere che si tratta di “esseri viventi e sensibili”. 

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Fonte: Corriere.it

ANIMALI? LE TEORIE DI UN ETOLOGO FRANCESE CONFERMATE DA UN ESPERIMENTO NEGLI USA: CAPACI DI AMORE E AFFETTO

Il pensiero senza parole dei cani «Si emozionano come noi»

Il ritorno del padrone attiva le stesse aree del cervello umano
L’attività cerebrale misurata con la risonanza magnetica
Studi sui maiali hanno evidenziato empatia e aiuto reciproco

«Il giorno in cui si capirà che un pensiero senza linguaggio esiste presso gli animali, moriremo di vergogna per averli chiusi negli zoo e umiliati con le nostre risate», scrive l’etologo francese Boris Cyrulnik nel libro «Anche gli animali hanno diritti» (Seuil), scritto con Élisabeth de Fontenay e Peter Singer. Quel giorno forse è arrivato. Per due anni il neuroscienziato americano Gregory Berns e i suoi colleghi hanno addestrato una dozzina di cani (tra cui Callie, la sua terrier) a entrare nella stretta e scomoda macchina della risonanza magnetica, per analizzare le reazioni del loro cervello a stimoli come il saluto o il ritorno del padrone. 

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