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ciwf - La favola della carne felice
La macchina mediatica di CIWF continua a macinare informazioni false e fuorvianti, spacciando per animalista ciò che in realtà è esattamente il contrario, nel chiaro intento di confondere e corrompere chi superficialmente non valuta per ciò che è – come dovrebbe essere fatto – il messaggio proposto. 
Earth Riot propone un altro articolo sulla questione: repetiva iuvant.

Fonte: http://earthriot.altervista.org/blog/2836-2/

Apri la bocca, chiudi gli occhi… voltati mentre li uccidiamo!

Manca solo quest’ultima parte al video promosso dall’associazione Compassion in World Farming Italia in merito alla campagna “Non nel mio piatto” lanciata di recente e mirata a sensibilizzare il consumatore sulle condizioni degli animali negli allevamenti intensivi attraverso un lavoro di ipocrisia e la strumentalizzazione di termini privati di ogni significato e valore, come “sostenibilità” e “benessere animale”.

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orso prigioniero - Lontano dagli occhi

Gabbie per Animali e gabbie per Umani: una storia parallela.

Con questo testo si inaugura la collaborazione di Costanza Troini con Veganzetta. Buona lettura.

Ci sono posti che non devono essere visti. Posti fatti di inferriate, sbarre, grate, spazi ridotti e rigidamente gestiti. Sono posti fatti di urla, di noia, di disperazione, spesso di sopruso e violenza extra. Posti che non molte persone notano da fuori e ancora meno conoscono da dentro. Pochi luoghi hanno tante analogie, strutturali e concettuali, come gli allevamenti (con l’appendice finale dei macelli) e i penitenziari. E condividono senza dubbio la parola “reclusione”.

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mungitura industriale - Nuove torture animali? Per CIWF meglio sfruttarli come sempre
Su Il Fatto Quotidiano in data 27 gennaio 2015 è stato pubblicato un interessante articolo a firma di Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia (Compassion in World Farming).
L’articolo riferisce di un’inchiesta giornalistica svolta negli USA su esperimenti condotti su Animali che la società specista definisce “da reddito”, per conto del governo americano. Esperimenti aberranti e vergognosi che vanno denunciati e ostacolati in ogni modo e che sono la cifra del rapporto Umano/Animale che la società del dominio e dei consumi propone e impone. L’articolo potrebbe essere quindi considerato interessante e condivisibile, se non fosse per il fatto che Pisapia nell’ultimo paragrafo dell’articolo che è possibile leggere per intero di seguito, trae dalla vicenda delle conseguenze del tutto assurde affermando candidamente:

“Della diffusione di questo tipo di “prodotto” siamo tutti responsabili: perché con la fretta che abbiamo ogni giorno, quasi nessuno di noi ha più voglia di prendersi la briga di cucinare un pollo intero. La fettina di petto di pollo, meglio ancora se impanata o con altri aromi, è ben più allettante. E così si crea quel circolo vizioso per cui il mercato chiede crescentemente parti di pollo, a prezzo sempre più basso, e l’industria avicola intensiva risponde con carne di animali allevati come si diceva. Ma, se si vuole mangiare carne, non sarebbe meglio un bel busto di pollo allevato all’aperto? Che peraltro, anche egoisticamente parlando, a livello nutrizionale contiene fino al 50% dei grassi in meno del suo equivalente intensivo. Tante, davvero le ragioni per cambiare. Cosa aspettiamo-mi chiedo, un po’ tristemente.”

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expo ogm e1414784965586 - EXPO 2015 e il business del “benessere animale”

Fonte Manifesto Antispecista

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” questa è la frase che introduce l’EXPO (Esposizione Universale)  2015 che si svolgerà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.
Tra le protagoniste dell’evento, oltre alle varie organizzazioni internazionali del settore e multinazionali del settore alimentare e non solo, ci sono due  realtà italiane che è interessante segnalare per le tematiche legate al cosiddetto benessere animale, che stanno adottando per avvolgere le loro attività di una patina etica e una facciata “green”: Slow Food (partner dell’EXPO 2015 insieme a incredibili testimonial come Vandana Shiva e Jeremy Rifkin) e Coop Italia.
Di seguito alcuni interessanti estratti del dossier: “Nessuna faccia buona, pulita e giusta a EXPO 2015” a cura del collettivo Farro&Fuoco – alimenta il conflitto

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