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Le parole di rimorso di un ex vivisettore sono preziose: lo sono state quelle di Pietro Croce che con il suo famoso libro “Vivisezione o Scienza” ha squarciato il vergognoso velo di omertà che ammantava la pratica della vivisezione; parlandone, raccontandola e raccontandosi dato che lui stesso fu un vivisettore per molti anni, divenendo poi un fervente antivivisezionista. Lo sono quelle di questa persona che in un articolo su The Guardian confida ciò che ha vissuto, che ha visto, e che fortunatamente non è riuscita ad accettare. Queste testimonianze ci permettono di capire qualcosa di fondamentale: non è chi viviseziona che dobbiamo combattere (con le dovute eccezioni), ma l’idea che la vivisezione sia possibile, solo così la si potrà sconfiggere.

Fonte: www.theguardian.com/theguardian/2007/mar/31/weekend7.weekend2

The Guardian, sabato 31 marzo 2007

Iniziò tutto quando ero uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente; iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in quegli esperimenti.

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Fonte: http://annamariamanzoni.blogspot.it/2013/06/contro-la-vivisezione.html

“La barbarie più inumana”, “La più grave questione dell’umanità”: così definisce la vivisezione, nella seconda metà del 1800, Richard  Wagner nella sua “Lettera aperta al signor Ernst von Weber”. Oltre un secolo e mezzo più tardi le stesse definizioni conservano tutto il loro senso e la loro pregnanza; da allora le cose sono cambiate solo dal punto di vista formale, in sintonia con lo spirito della civiltà occidentale che, in merito ai delitti contro gli animali, e non solo, ha messo in atto una enorme azione di occultamento e di allontanamento dalla vista e dalle coscienze, rimuovendo tutto quanto può turbare la sensibilità umana, metro e misura del lecito e dell’illecito.  Lontani sono infatti i tempi in cui la vivisezione veniva addirittura praticata alla luce del sole: si  era nella Londra della seconda metà dl 1600 e la Royal Society poteva agire, forte degli enunciati di Cartesio  che,  identificando l’essenza degli  animali nel loro essere macchine e automi,  avevano  dato licenza di infliggere loro i peggiori tormenti.

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