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“Le considerazioni religiose di Feuerbach si intrecciavano con quelle politiche: egli sottolineava, infatti, il carattere pericolosamente conservatore della religione; in essa, l’uomo tende a diventare schiavo, a sentirsi dipendente da un’entità superiore, e uno schiavo incatenato nel “mondo delle idee” diventa inevitabilmente anche schiavo nella realtà materiale, quasi come se oltre ad essere schiavo di Dio diventasse anche schiavo di un padrone materiale. Ne consegue che la liberazione politica dell’uomo dovrà per Feuerbach passare per l’eliminazione della religione: infatti, solo dopo la scomparsa della religione l’uomo cesserà di essere schiavo di Dio e, successivamente, dei padroni materiali.

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Una grande operazione di salvataggio è scattata nella notte del 3-4 agosto in Cina nei pressi di Pechino.
Sei camion di trafficanti di Animali che trasportavano Cani destinati alla macellazione sono stati bloccati un folto gruppo di persone.
Gente comune spontaneamente accorsa e attiviste/i dell’associazione TACN (Together for Animals in China) hanno lavorato giorno e notte per liberare i Cani, e per prendersi cura di loro trasferendoli in appositi centri di recupero. 

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Fonte: La Tribuna di Treviso

GIAVERA DEL MONTELLO. «Mio padre sparava ai miei animali, cani e gatti. Un gesto che io non capivo e per il quale rimanevo male, molto male. Per questo motivo, ho deciso di non seguire mia madre in Brasile e di rimanere a casa. Non volevo separarmi dai miei cani per timore di tornare e trovarli morti». Tre ore e mezza d’interrogatorio per difendersi ma anche per dire la sua verità. Per dare una spiegazione a quel raptus che, un pomeriggio di fine luglio, nella sua abitazione a Cusignana, la spinse a prendere in mano una pistola e a scaricare cinque proiettili sul padre, tre dei quali andarono a segno.  

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Si chiamava Kudrjavka (Ricciolina), era nata presumibilmente a Mosca tre anni prima di essere “arruolata” a forza in un programma spaziale sovietico che l’avrebbe resa famosa in tutto il mondo. La ribattezzarono Laika (Colei che abbaia), o Muttnik (da mutt che in inglese significa bastardino e dal nome della capsula Sputnik). Non era di nobili natali, era anzi una reietta che viveva vagando per le strade della metropoli russa, nessuno si preoccupò di capirla, di conoscerla, il 3 novembre 1957, esattamente 50 anni fa, però divenne il primo cosmonauta della Terra. Per farlo venne sottoposta a torture indicibili, alle quali non seppe sottrarsi, non seppe ribellarsi, pervasa com’era da una fiducia incrollabile nei confronti di chi la stava usando per fini “scientifici”. C’è chi dice che morì al rientro nell’atmosfera terrestre, chi dopo pochi giorni dal lancio, la verità  pare sia invece che Kudrjavka morì pochi minuti dopo il lancio per un guasto della navicella spaziale che passò alla storia con il nome di Sputnik. Kudrjavka era un Cane, a pochi importa come sia morta, ma per noi la sua storia è fondamentale.

Oggi vogliamo ricordare la sua tragedia personale, il suo dramma, nell’intento di non dimenticarla, e soprattutto di non dimenticare la crudeltà , il cinismo e la stupidità  umana.

Ciao Kudrjavka.

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