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Tratto da: A – Rivista anarchica n° 353, maggio 2010, pagina 48

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la via vegana etica per la rivoluzione

“Dopo un seminario sul marxismo o l’anarchismo, gli studenti possono parlare a tavola di rivoluzione mentre mangiano i corpi di animali torturati e uccisi. Dopo un seminario sui diritti degli animali, si trovano spesso a fissare il piatto, mettendo in discussione i loro comportamenti più basilari.”*

Se ci si sofferma a pensare quali siano i pilastri su cui la nostra società  ha poggiato le sue fondamenta, immediatamente si pensa al soddisfacimento dei bisogni individuali. Non ci sarebbe alcuna società  se non vi fossero tali esigenze. In definitiva mediante una serie di convenzioni, contratti, costrizioni e consuetudini ciascun appartenente ad una società  dovrebbe ottenere ciò di cui ha bisogno per vivere.

Antispecismo Veganismo




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Segnaliamo la pubblicazione di un libro in cui tra gli altri argomenti si propone una possibile convergenza su molte tematiche tra decrescita ed antispecismo.

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Idee per una civiltà  post-sviluppista

Sismondi editore

Autori: Gianni Tamino, Paolo Cacciari, Adriano Fragano, Lucia Tamai, Paolo Scroccaro, Silvano Meneghel.

Con una intervista a Fritjof Capra (a cura di Paolo Scroccaro e Flavio Cagnato dell’Associazione Eco-Filosofica). Traduzione a cura di Sonia Calza.

Prefazione: Sante Rossetto

Collana: I COSMONAUTI
Formato: 145 x 210 x 12
Pagine: 144
Prezzo: 10,00 euro

Acquisti online: Link al sito dell’editore

Antispecismo Decrescita Notizie




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pensare vuol dire pensare agli altri, se io penso agli altri i problemi nascono, e nel momento in cui nascono io devo affrontarli e se possibile devo risolverli“.

Questo affermava rivolgendosi ai giovani in un video di qualche tempo fa un anziano Vittorio Foa (recentemente scomparso), preoccupato per l’evidente apatia ed il disinteresse giovanile alla vita pubblica ed alla politica. Un fenomeno sempre più evidente, una rottura netta con il passato recente (e non solo del nostro Paese) che Foa individua e definisce come un pensare a se stessi che rende impermeabili alle istanze altrui, che permette di farci scivolare addosso senza danno alcuno la violenza, la sopraffazione, l’ingiustizia che ci circonda, come se fossero gocce di pioggia su un telo cerato, pensando che ciascuno di noi fa già  la propria parte. Questo affermava il politico e sindacalista, e questo riteniamo sia assolutamente calzante anche per chi, come noi, si occupa della lotta per la liberazione animale, per l’antispecismo ed il veganismo etico.

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Le insidie dello “specismo speculare”

L’occuparsi di diritti degli Animali, trascendere (non dandole per assodate, ma ignorandole) tutte le problematiche legate alla società  umana, per concentrarsi sulle immensità  del dolore animale causato direttamente da tale società, rappresenta non solo un clamoroso errore strategico, ma anche un pericoloso cedimento concettuale.
Il problema di fondo – a nostro avviso – è la scarsità  di approfondimento della questione prettamente “umana” della filosofia antispecista; mentre sempre più persone possono senza difficoltà  dirsi d’accordo con il concetto di diritti animali, concetto affrontato da autori del calibro di Peter Singer, Tom Regan, Gary L. Francione, Jim Mason, James Rachels – solo per citare i più blasonati – pochi hanno ritenuto opportuno affrontare forse l’aspetto fondamentale dell’antispecismo, sempre citato, ma quasi mai indagato: la liberazione animale.

Antispecismo