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Da Veganzetta n° 7 / 2013

mosca

illustrazione di Emy Guerra

Essere, o rimanere, fedeli alla linea significa non cambiare, non rinnegare ciò che si è, e continuare con coerenza a seguire un pensiero, senza dogmatismi – certo – ma anche senza cedimenti o deroghe: pericolosi e inaccettabili tanto quanto i primi.
Per essere fedeli a una linea come gruppo, associazione o movimento è necessario ovviamente non solo che essa esista e sia palese, ma anche che sia riconosciuta e condivisa; questo di sicuro è un problema tangibile dell’antispecismo dei nostri tempi. È chiaro che è del tutto naturale che vi siano in seno all’antispecismo visioni, correnti e prospettive diverse che devono essere comprese e rispettate; è altrettanto chiaro che l’esperienza, l’elaborazione teorica e il contesto sociale, influiscono fortemente sull’idea antispecista e la plasmano trasformandola di continuo. A volte smussandone gli angoli, altre creandone di nuovi. Esistono però degli elementi che è quasi impossibile modificare o porre in discussione, o in secondo piano, pena un completo smarrimento identitario, come per esempio la ferma volontà di porre fine alla violenza, allo sfruttamento e all’uccisione degli Animali.

Antispecismo



Tempo di lettura stimato: < 1 minuto   In occasione del festival ALTROfuturo A Mestre (VE) venerdì 20 settembre ore 18,00 – 20,00PRESENTAZIONI LETTERARIE: –  Bruna Bianchi, Paolo Scroccaro, Adriano Fragano (Campagne per gli animali / Veganzetta) e…

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Da Veganzetta n° 6/ 2012 fringuello illustrazione di Emy Guerra

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

George Bernard Shaw

All’ultimo Incontro per la liberazione animale (1) tenutosi quest’anno a Stupinigi nei pressi di Torino, ci è capitato di ascoltare le posizioni di molte persone relativamente al veganismo, alcune delle quali, chiaramente sempre in nome della liberazione animale, hanno sottolineato – in estrema e non esaustiva sintesi – l’importanza dell’azione diretta a prescindere dalla questione vegana.

Ascoltare frasi del tipo “un attivista che mangia carne e che libera tre Galline, ha liberato più Animali di una persona che è vegan da tutta la vita” fa male al cuore, come pure al fegato e soprattutto alla causa antispecista.

Non vorremmo mai sentire frasi del genere, tantomeno se pronunciate nel bel mezzo di un workshop in un incontro per la liberazione animale, perché se dalla legittima critica teorica si passa a mettere in dubbio uno dei fondamenti dell’animalismo radicale e dell’antispecismo, c’è sicuramente qualcosa che non va.

Ultimamente si leggono i più svariati articoli (addirittura pubblicati su riviste telematiche antispeciste) che tendono a prefigurare una presa di distanza dal concetto di veganismo, dai presunti “dogmi” della purezza vegan. “Essere vegan non basta.” Sicuramente è vero, sicuramente non basta. Ma bisogna per prima cosa essere davvero vegan per poi avviare una seria e costruttiva critica sul veganismo. A noi pare però che ci siano molte persone che pontificano sul veganismo conoscendolo solo superficialmente, o non conoscendolo affatto. Molte di queste posizioni espresse conducano direttamente al concetto già circolato anni fa che essere vegan in fin dei conti non sia così necessario, e questo è semplicemente assurdo, nonché pericoloso. 

Antispecismo Veganismo



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Da Veganzetta n° 5 / 2012

cucciolo-liberato

Sabato 28 aprile 2012, durante una manifestazione di protesta contro il lager di Cani di Green Hill a Montichiari (BS), un folto gruppo di manifestanti devia il corso previsto del corteo e si dirige verso la rete perimetrale del lager. Alcune persone s’introducono nei capannoni dove sono prigionieri i Cani destinati alle atrocità della vivisezione e ne liberano un numero imprecisato (30? 60? 70? Il numero esatto non si saprà mai), soprattutto cuccioli, ma anche fattrici con il loro carico di disperazione e di dolore.
Tra i manifestanti tredici persone vengono fermate e arrestate, una di loro è minorenne e viene rilasciata quasi subito, le altre passano ben due giorni in prigione prima di essere scarcerate. Ora sono in attesa di un processo che le vede imputate di un nugolo di capi d’accusa. 

Animalismo Antispecismo