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DONNE, AMBIENTE E ANIMALI NON-UMANI
Riflessioni bioetiche al femminile

A cura di Carla Faralli, Matteo Andreozzi e Adele Tiengo
Postfazione di Carol J. Adams

Saggi di: C.J. Adams – M. Andreozzi – G. Gaard – M. Kheel – C. Merchant – P.D. Murphy – V. Plumwood – D. Slicer – K.J. Warren

ISBN 978-88-7916-696-6 – pp. 250
€ 29,00

Il testo integrale è disponibile gratuitamente online in formato pdf al seguente indirizzo web: www.ledonline.it/index.php/Relations/pages/view/irene-3-donne-ambiente

Nonostante il termine ‘ecofemminismo’ (dal francese écoféminisme) sia stato coniato solo nel 1974 da Françoise d’Eaubonne, il movimento ecofemminista si propone sin dagli anni ‘60 del secolo scorso di indagare le connessioni esistenti tra il sessismo e altre due forti espressioni del dominio umano: l’abuso delle risorse naturali e la discriminazione degli animali non-umani.

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Fonte: www.liberazioni.org/articoli/Liberazioni-n12-primavera.2013-A.Tiengo-IntervistaCarolAdams.pdf

Intervista a Carol Adams: teoria, attivismo, letteratura
di Adele Tiengo

Nella prefazione all’edizione per il decimo anniversario della pubblicazione originale di The Sexual Politics of Meat (TSPOM)(1), riveli di aver riflettuto per 15 anni prima di scrivere il libro. In quella all’edizione per il ventesimo anniversario torni sull’argomento ripercorrendo il percorso di attivismo che ti ha portata a scrivere la tua “teoria impegnata”. Questa lunga attesa è stata dettata da una tua necessità o da quella degli eventuali lettori? Sentivi il bisogno di un maggiore impegno da attivista prima di elaborare una teoria?

Quando nel 1974 ebbi l’idea, scrissi un saggio e l’anno successivo mi venne suggerito di trasformarlo in un libro. Così cominciai a scrivere, ma dopo le prime 200 pagine il risultato risultava molto lineare e piatto. Sembrava che tutto ciò che stavo scrivendo si riducesse a questo: «Ecco qui un esempio; ora eccone un altro: sono connessi!»; oppure: «Guardate, gli uomini sono coloro che combattono le guerre e sono anche coloro che macellano gli animali: qui ci deve essere una connessione!». Sapevo che i miei argomenti, per risultare forti e convincenti, dovevano essere qualcosa di più di una semplice constatazione dell’esistenza di connessioni. Avevo anche bisogno di imparare a scrivere questo tipo di libro. All’inizio, il mio ragionamento suonava pressappoco così: «Mary Shelley ha reso vegetariano il mostro! Non è interessante? E Percy Shelley scrisse A Vindication of Natural Diet, prendendo il titolo da The Vindication of the Rights of Women, scritto dalla madre di Mary Shelley! Dunque, prendiamo in considerazione tutto questo!». Ma sentivo che il tutto era ancora troppo lineare e dualistico. Era come se ci fosse un livello più profondo di queste connessioni, livello a cui dovevo arrivare. Compresi allora che avevo bisogno di più tempo per riflettere seriamente su queste tematiche.

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Tornando al tema del biocentrismo individualistico di Paul W. Taylor, si pubblica un resoconto della lezione tenutasi il 15 novembre 2011 presso l’Università Statale di Milano.

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