Svizzera: storia di amicizia e di condanne a morte


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chalom

Anche in Svizzera il dibattito sulla questione animale pare fervere, è di pochi giorni fa la notizia della presentazione di una richiesta di grazia per un Cane condannato a morte nel Cantone Vodese. Ferenc Weszeli vuole battersi per salvare la vita al suo Cane Chalom condannato all’eutanasia perché morsicatore. Weszeli afferma che in Chalom ha trovato il suo migliore amico, un amico migliore rispetto ai suoi amici umani. Un’amicizia interspecifica che dimostra quanto possa essere profondo il legame che si instaura tra essei senzienti seppur diversi. Il caso, senza precedenti in Svizzera, pone in evidenza l’incoerenza e l’assurdità della legge che considera gli Animali, a seconda dei casi, meri oggetti, esseri senzienti da tutelare, o ne decreta la morte in  quanto esseri viventi.
Chalom è rinchiuso da lungo tempo in un canile: è nel braccio della morte di una prigione, esattamente come accade per molti Umani in numerosi Stati ancora oggi. I cavilli legali, le speculazioni accademiche, le posizioni di avvocati, docenti universitari e politici non hanno nulla a che fare con la realtà dei fatti che è incontrovertibile: Chalom è un essere senziente che in quanto tale ha diritto di vivere la propria vita, questo a prescindere dalle leggi, dai tribunali, dalla società umana, ed anche dai diritti del suo amico umano Ferenc che si sente danneggiato dalla possibile perdita del Cane. Seppur palesemente speciste le affermazioni riportare nell’articolo sono interessanti e degne di riflessione.

Traduzione a cura della Redazione di Veganzetta
Nella foto: Chalom

Fonte: www.pressreader.com/switzerland/le-matin/20150503/281840052225296/TextView

Nel mio cane Chalom ho trovato un amico più vicino degli amici umani

Il proprietario di un cane Hovawart, che dev’essere sottoposto a eutanasia perché morsicatore, invia una domanda di grazia al Parlamento vodese. Una situazione sintomatica dell’evoluzione del nostro rapporto con gli animali. “Chalom” ha vissuto circa 5 anni con il suo proprietario prima di essere sequestrato e portato nel Rifugio di Sainte-Catherine.

Due volte al mese, Ferenc Weszeli fa una telefonata al Rifugio di Sainte-Catherine, a Losanna, per ricevere notizie di Chalom, non avendo più il diritto di vederlo da 3 anni. Il suo cane, un hovawart maschio di una quarantina di chili, è stato sequestrato nell’estate del 2012 dopo aver pinzato o morso più persone. Il veterinario cantonale ha ordinato la sua eutanasia. Una decisione confermata dal Tribunale Cantonale e in seguito dal Tribunale Federale, la più alta autorità giudiziaria del Paese. Ferenc Weszeli comunque non si dà per vinto. Come rivelato dal giornale “Le Matin”, ha inviato una richiesta di grazia al Parlamento Vodese. Sicuramente una situazione senza precedenti per la Svizzera. “Il mio cane non merita di morire”, confida Ferenc Weszeli. Per la prima volta Ferenc Weszeli accetta di aprirsi e parlare del legame che l’unisce al suo animale e che l’ha condotto a intraprendere una protesta inedita. Nell’ottobre 2006, il detentore di Chalom è vittima di un incidente in scooter. Ferito agli occhi – perde la vista dell’occhio sinistro e parzialmente del destro – attraversa un periodo difficile. Soprattutto se si considera che a questo si aggiunge la rottura di una relazione sentimentale. In questi momenti di difficoltà, Ferenc Weszli può contare sul suo cane, nato nel giugno 2007.

Sempre con lui

“Chalom è stato l’unico sopravvissuto della sua cucciolata. Quando l’ho visto per la prima volta, mi si è avvicinato e mi ha trasmesso subito serenità. Ho deciso di chiamarlo Chalom, pace, ma anche buongiorno in ebraico, come un buongiorno alla vita, spiega Ferenc Weszeli. L’uomo allora abitava da solo. Il suo animale lo accompagna durante la riabilitazione. “Prima del mio incidente, facevo molto sport mentre dopo ero spesso a letto. Chalom è sempre stato con me. Quando ero giù di morale, metteva il suo muso vicino a me. Sentivo il suo respiro e questo mi tranquillizzava. Con lui, ho trovato un amico più vicino degli amici umani.” Un amico che, ahimé, ha pinzato o morso a tre riprese delle persone nell’appartamento famigliare, sempre nella cucina del suo detentore, là dove c’era la sua cuccia e la sua ciotola. Ferenc Weszeli, spalleggiato dai suoi avvocati Mes Alix de Courten e Julia Laurenczy, si è battuto con determinazione contro il provvedimento di sequestro, definendo “iniqua e sproporzionata” la pena. Ha rotto il suo salvadanaio: la sua battaglia gli è costata finora 35.000 franchi, spese comprese. “Chalom deve vivere, anche se non vicino a me.” Anche se si tratta di un evento mai accaduto in precedenza, la richiesta di grazia depositata dal proprietario di Chalom non sorprende la socioantropologa Emmanuel Gouabault, che si è interessata alle relazioni tra uomini e animali. “Questa richiesta era nell’aria da tempo. Si tratta di accordare i diritti agli animali, di considerarli integralmente come persone, penso soprattutto alle grandi scimmie. Ricordatevi che lo status dell’animale è cambiato negli ultimi anni e la società civile ha decretato una nuova relazione tra uomo e animale. La nozione di dignità della creatura figura nella Costituzione svizzera dal 1992. Quanto alla legge federale sulla protezione degli animali, entrata in vigore nel 2008, essa mira a proteggere la dignità e il benessere dell’animale. Un cane non può semplicemente essere considerato come un oggetto pericoloso che si distrugge, deve essere protetto nella sua dignità. (…) Oggi lo status dell’animale si è trasformato. E’ un membro della famiglia a tutti gli effetti. “Prima, era una presenza vicina all’essere umano, ma ciascuno restava nel suo ambito. Il cane dormiva un una nicchia nella corte. Ora vive in casa rileva Christophe Blanchard, conferenziere a Paris 13.  “Da un cane ci si aspetta che sia un compagno, una spugna emozionale per noi.” L’animale deve quindi avere dei diritti esattamente come l’essere umano? Gli antispecisti potrebbero supportare questa tesi. Per loro, gli animali non devono essere discriminati solo perché sono una specie non-umana. “Lo specismo è una forma di razzismo nei confronti degli animali. Accettare la domanda di grazia permetterebbe di ritornare sulla posizione presa finora dalle autorità”, afferma Anushavan Sarukhanyan, membro dell’Association Pour l’Egalité Animale, che auspica di “nutrire il dibattito sociale sull’ingiustizia massiva di cui sono vittime gli animali”. In questi ultimi anni, il legislatore ha tenuto conto dell’evoluzione della relazione uomo-animale. Dall’inizio degli anni 2000, il Codice Civile indica anche che “gli animali non sono cose”. Questo significa che in caso di divorzio, ad esempio, l’animale non sarà automaticamente attribuito a chi l’ha pagato. La giustizia dovrà stabilire dove lui vivrà meglio. Entrata in vigore nel 2008, la legge sulla protezione degli animali, essa introduce le nozioni di “dignità” e di “benessere” dell’animale.

Domanda ricevibile?

La richiesta di grazia ha quindi una chance di essere considerata dai deputati vodesi? Per il professore di Diritto Penale dell’Università di Friburgo, Nicolas Queloz, essa è “comicamente inadeguata”. In sintesi, egli dice che nel diritto penale, l’animale è considerato come una cosa. Non può quindi diventare materia di un processo penale né essere condannato.
Se non è condannato, non può essere graziato. Tuttavia, Alix de Courten e Julia Laurenczy, entrambe credono nell’ammissibilità della richiesta di grazia. “Anche se l’eutanasia è pronunciata da un’autorità amministrativa, essa ha un carattere repressivo e dunque penale. Nella fattispecie, anche il proprietario viene punito attraverso la distruzione della sua proprietà, mediante l’eutanasia del suo cane. E’ lui che chiede la grazia, per sé e per il suo cane. Tentare di limitare l’accesso alla grazia con il pretesto che solo il cane sarà punito dalla decisione di ucciderlo è un ragionamento giuridicamente antiquato.”
Cosa farà, Ferenc Weszeli, se la sua richiesta verrà dichiarata non ammissibile?
“Porterò la decisione del Tribunale Federale davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/bOOKu

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