Storia di Smilla


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4 smilla - Storia di Smilla

Smilla è arrivata nell’ottobre del 2004 dopo un vissuto importante di violenza e abbandono. Aveva all’incirca tre-quattro anni, non è dato saperlo di preciso, né ha importanza. Come sempre ho fatto con i suoi predecessori l’ho accolta per una vita di condivisione e amicizia che va al di là del rapporto Cane-Umano di norma inteso. L’essere antispecista da sempre, da quando il termine non era nemmeno stato coniato, mi porta a vivere così. 

Quindi Smilla, al pari di Pelmo, Black, Fox, Caroll, Susy Q, è entrata nella mia vita e assieme abbiamo percorso undici anni di avventure e di vita raminga. Questa è stata un po’ la costante della mia vita, da piccolo mi spostavo spesso perché mio padre, che era geometra, lavorava in giro per l’Italia e ci portava con sé. Poi, una volta adulto la vita mi ha portato a cambiare spesso dimora, un po’ per scelta, un po’ per necessità (amori finiti, lavori perduti ecc.). I Cani con cui ho vissuto hanno sempre condiviso tutto ciò, come si fa tra fratelli.
Il primo viaggio di Smilla fu dal rifugio dov’era ospite a casa mia. Dopo le varie visite di conoscenza, le passeggiate sempre più lunghe, finalmente era arrivato il momento di valutare come si sarebbe comportata a casa. L’accordo prevedeva di rientrare in canile alla sera e poi concludere in maniera definitiva l’adozione. A quel tempo abitavo in una casa di pietra, senza riscaldamento ma con un bel camino, sulle colline prospicienti Gorizia. Per il trasferimento dal canile a casa, circa quindici chilometri, usammo la mia vecchia Golf del ‘95, auto mitologica che ci accompagnò poi in parecchie avventure. A Smilla piacque subito, si accomodò sul sedile posteriore in posizione leonesca e, guardando dal finestrino laterale, viaggiò serena fino a casa.
Qui arrivò anche mio figlio, allora novenne, che entrò subito in profondo contatto con la sensibile Smilla. Giocarono nel grande prato di fronte a casa, si rincorsero tra i meli e i ciliegi e poi, stremati, si misero a guardare un cartone animato alla TV. Si era fatto buio nel frattempo e si avvicinava l’ora di rientrare. Smilla e Martino erano sul tappeto che guardavano “Balto”, erano entrambi sereni e felici e all’idea di riportare il Cane in rifugio, seppur per un’ultima notte, mi si torcevano le budella.
Fu a quel punto che presi la decisione di chiamare: -“Pronto, ciao sono Paolo quello che ha preso in affido Stella (questo era il nome che le avevano dato i benemeriti volontari del Gruppo Ambiente Animali Abbandonati ). Senti, la cagnotta è qui che guarda un cartone animato con mio figlio e riportarla mi sembrerebbe di tradirla. Domattina passo da voi e firmo tutte le carte che volete, ma non chiedetemi di riportarla”. Il volontario che era dall’altra parte della cornetta, di fronte alla mia risolutezza mi chiese solo: “Ma che film guarda?”. Poi ridendo mi disse che non c’erano problemi, ormai avevano imparato a conoscermi e si fidavano.
I giorni successivi furono di acclimatamento e devo dire che Smilla nonostante le innumerevoli paranoie s’impegnava molto, aiutata un po’ anche dai fiori di Bach, cercando di fare il bravo Cane. Faceva una guardia efficacissima in giardino, scavava come se dovesse trovare un tesoro e si godeva il tepore di un autunno tiepido dormendo sull’erba morbida. Io da parte mia cercavo di darle sicurezza e affetto e la facevo partecipe – come sempre ho fatto con i Cani che hanno vissuto con me – di ogni attimo della mia giornata. Entrambi ci studiavamo, anche se era già ben evidente che la sintonia c’era.
Da allora la vita ci ha riservato momenti indimenticabili, viaggi memorabili e avventure straordinarie. Io e la prode cagnotta abbiamo viaggiato in quasi tutta Europa e con i mezzi più disparati, a volte anche disperati.
In Grecia con il treno, nella Mitteleuropa in bici + trailer, Spagna e Portogallo in furgone, Francia in auto, traversate montane a piedi.
Trekking urbani in varie città inframmezzando i miei interessi per l’animalismo, la diffusione del veganismo e la liberazione animale. E allora conferenze alla Sapienza a Roma, partecipazioni a convegni, festival, liberazioni di Animali, manifestazioni.
Smilla sempre presente, con il suo modo di essere un po’ understatement.
Poi, nel 2013, cominciò a prendere corpo ciò che sarebbe poi diventato il progetto Sidecar Smilla che ci ha portato in giro per l’Italia viaggiando per un mese e mezzo in sidecar e visitando 22 rifugi per Animali abbandonati e/o salvati da situazioni di sfruttamento e violenza.
A seguito di questo viaggio abbiamo avuto una notevole notorietà, abbiamo partecipato ad alcune trasmissioni televisive (Buongiorno Regione, Kilimangiaro, Cronache Animali) e abbiamo scritto un libro che è un diario a due voci di un viaggio a sei zampe e tre ruote.
Dopo la pubblicazione del libro ci siamo occupati di promuoverlo partecipando a vari festival ed eventi correlati all’animalismo e all’antispecismo.
Smilla ha vissuto la fama con noncuranza, saliva sui vari palcoscenici in giro per il Bel Paese, ma anche in Slovenia e in Austria, con la consumata abilità di un vecchio attore. Lei era così, ogni cosa facesse sembrava che fosse la cosa più ovvia per un Cane.
Poi un anno fa i primi sintomi del male che l’affliggeva, visite, esami, cure e speranze.
A ottobre del 2015 Smilla è partita per l’ultimo viaggio. Riporto di seguito le parole che scrissi il giorno della sua morte:

Alla fine sei partita per questo paese sconosciuto da cui nessun viaggiatore è tornato.
Te ne sei andata in punta di piedi come sei arrivata. Con quel fare lupesco che ti ha sempre contraddistinta, silenziosa, presente, regale. Quel tuo amare le antiche pievi e le città murate, a Volterra e a Gubbio ancora ricordano le tue scorribande tra le antiche pietre. Un cane da castello, un cane da re, un re tra i cani.
Abbiamo passato undici anni di piena vita, di viaggi e di canti e avventure e giochi. Andrai dove c’è la neve che ti piace tanto. Sarà un luogo di boschi e di odori di terra e legno bagnato. Prati dove correre a perdifiato e ombra dove riposare. Montagne e laghi e buone cose da mangiare e acqua fresca e pulita da bere. Sarò con te, sarai con me, finché non ci ritroveremo questa volta per non lasciarci più.
La morte è solo un passaggio, nel nostro cammino assieme, in questi anni tante volte ce lo siamo detti. Tante volte le siamo stati di fronte, nei macelli, negli stabulari e sempre dopo la lotta ci dicevamo queste parole, forse per consolarci.

Per innumerevoli vite ho vagato
cercando invano il costruttore di questa casa.
Doloroso invero è continuare a rinascere.
Oh, costruttore! Ora ti ho trovato.
Non costruirai più questa casa. Tutte le tue assi sono rotte,
La trave di colmo è spezzata.
La mia mente ha raggiunto la libertà suprema
Estinto è ogni desiderio”.

Oggi non c’è consolazione, non sento giustizia in quello che ti è accaduto. Quando un cane se ne va, piangiamo sangue, senza ritegno né controllo. Senza l’ambivalenza di ciò che conserviamo alla morte di un amato umano, carica di conflitti e litigi, tormento e passione di una vita intera. Conosciamo, al contrario, la purezza. La purezza del cane che se n’è andato resta invece in noi, ce l’ha offerta sempre senza esitazioni, regalata senza pause, contenuta nel suo sguardo infinito, dolcemente vellutato, costantemente vigile che non si è mai abbassato incrociando i nostri occhi.
Voglio che si apra il cielo e ribollisca il mare, scenda la pioggia a diluire l’angoscia, venga l’inverno a raffreddare il dolore.
Tornerai ad essere la stella che mi guida, Undomiel stella del vespro, la stella che protegge i viandanti; sarai sempre al mio fianco, mi indicherai il cammino fino a che non ci rincontreremo.

Paolo Susana

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/HxM3A

4 Commenti

  1. jlenia ha scritto:

    Apprendo la dipartita della cara Smilla tramite Voi, con grande dolore.
    Il dolore di chi ha conosciuto il Cane e l’uomo.. di chi ha conosciuto Smilla e Paolo e da sempre li custodisce nel cuore.
    Arrivederci Amica Mia e di tutti coloro che hanno guardato oltre.. anche solo per un attimo.

    26 gennaio, 2016
    Rispondi
  2. Paolo Susana ha scritto:

    Grazie Jlenia, la tua amicizia ci è preziosa e anche noi ti custodiamo nel cuore per tutto quello che hai fatto per noi e per il progetto Sidecar Smilla.

    26 gennaio, 2016
    Rispondi
  3. Milvia Angela Codazzi ha scritto:

    Carissimo Paolo ho appreso da Jlenia la notizia della dipartita di Smilla. Mi dispiace tantissimo ma sono stata contenta di avrla conosciuta insieme a te quando eri venuto al MI Veg. Lei ti guiderà sempre con la sua stella brillantissima.
    Ti abbraccio forte.

    27 gennaio, 2016
    Rispondi
  4. Paola Re ha scritto:

    Era un “personaggio pubblico” amatissimo. Forse è presto per dirlo ma mi auguro che troverai un’altra compagna di viaggio altrettanto speciale. Ogni animale lo è.

    31 gennaio, 2016
    Rispondi

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