Solidarietà e liberazione


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Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono
Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Sabato 28 aprile 2012 durante una manifestazione contro il lager Green Hill a Montichiari (BS) nel quale sono detenuti 2500 Cani destinati alle torture della vivisezione, un gruppo di persone ha compiuto un atto di liberazione sottraendo agli aguzzini circa trenta Cani. Per tale atto 13 persone sono state tratte in arresto, 12 di esse risultano ancora prigioniere nella casa di reclusione di Brescia. Con il presente testo si intende esprimere solidarietà nei confronti di chi ha potuto porre fine alla sofferenza di esseri senzienti non umani capaci di provare paura, gioia e dolore e sfruttati da chi vuole lucrare sulla loro pelle.Queste persone con il loro gesto semplice e non violento, hanno dato corpo e voce alle istanze di coloro che anelano alla liberazione umana e degli altri animali per la costruzione di una società nuova e aspecista. Hanno dimostrato che non esistono barriere che possano reggere alla volontà di affrancare dalla schiavitù chi assurdamente viene ancora considerato un mero oggetto, e pertanto indegno di qualsiasi considerazione. Da quanto accaduto cercheranno in molti di trarne vantaggio per motivi di calcolo politico, per interessi personali o per semplice protagonismo, ciò che tuttavia importa è valore etico e politico del gesto, e la conquistata libertà per chi prima era prigioniero.

Queste persone hanno seguito d’impeto un’esigenza morale ineludibile che travalica ogni sovrastruttura economica, ideologica, politica e sociale che impedisce a chiunque voglia vivere di poterlo fare liberamente e pienamente, e ciò a prescindere dalla specie animale di appartenenza: possiamo essere liberi solo se tutti lo sono. Per tale motivo dovrebbero essere immediatamente scarcerate.

Per l’antispecismo e la liberazione animale.

Di seguito gli indirizzi a cui scrivere se lo ritenete utile:

Casa di reclusione di Brescia – Verziano
Via Flero, 157 – 25125 Brescia (BS) – tel: 030 3580386

E-mail della Questura di Brescia: urp.quest.bs@pecps.poliziadistato.it

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/e8Y69

2 Commenti

  1. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/358085_lappello_delle_detenute_prigione_o_green_hill_ogni_gabbia_va_aperta

    L’appello delle detenute «Prigione o Green Hill ogni gabbia va aperta»
    LE TESTIMONIANZE. Le attiviste portavoce del disagio della popolazione carceraria femminile
    L’uscita da Verziano accolta da fragorosi applausi «Esperienza dura che rafforza la nostra battaglia»

    Sono uscite quando il giorno se ne stava andando. Ad attendere le otto donne arrestate sabato dopo il blitz alla Green Hill c’erano ieri una trentina di sostenitori, rimasti per ore sotto l’acqua a scandire slogan, ad esporre striscioni. Persone arrivate anche da Bergamo, Bologna, Firenze, Ferrara e altre città. C’era anche qualche cane. Ed è stato giusto così: dopo tante battaglie degli umani per la loro «liberazione», hanno inconsapevolmente ricambiato il favore. L’attesa davanti a Verziano è iniziata poco prima di mezzogiorno e si è conclusa in serata, quando finalmente le attiviste sono comparse dietro i cancelli. Nelle ore precedenti il padre di una di loro, arrivato da Firenze, aveva auspicato: «È una brava ragazza, speriamo che questo non le costi il posto di lavoro». E i vertici bresciani di «Occupy Green Hill» commentavano: «È stato pagato un prezzo altissimo, senza che ci fosse un disegno preciso in tal senso. Ma la nostra battaglia ora ha una visibilità enorme». «Siete grandi ragazze» era scritto su un lenzuolo, mentre un giubbino catarifrangente riportava la scritta «Green Tutti liberi». LA LUNGA ATTESA dei sostenitori fuori dai cancelli di Verziano, come detto, si è conclusa alle 21.16, quando la quarantaduenne Donatella ha varcato la soglia del penitenziario femminile. Il suo primo pensiero è andato a chi in carcere sta scontando lunghe pene. Lei che comunque è l’unica delle otto donne ad avere l’obbligo di dimora, ringrazia le sue compagne, anche se solo per due giorni, di detenzione. «Lì dentro ho trovato persone splendide, c’è stata una grande collaborazione – racconta, decisamente provata -. Il problema delle carceri dovrebbe essere affrontato più spesso». Passano solo quattro minuti e le sbarre interne al cancello si alzano nuovamente: è il turno della ventiseienne Debora. Anche per lei sono abbracci e applausi, subito una sigaretta per allentare la tensione. Poca la voglia di parlare: «È un’esperienza che mi è servita per crescere». Devono trascorrere ancora una ventina di minuti prima che, alle 21.42, escano in tre contemporaneamente: Veronica, Teresa (l’unica a non aver ricevuto alcuna misura cautelare) e Luana. La trentanovenne trevigiana ha in mano un cartello con la scritta «Anche noi abbiamo voce per gridare aiuto. Le detenute di Verziano». Non ha dubbi Luana, che appare forse la più sicura e la più forte a livello caratteriale, nel definire un’esperienza bellissima, pur nella sua tragicità, la detenzione. «Lo dico perché abbiamo avuto una solidarietà gratuita, pur non avendo chiesto nulla, da parte delle nostre compagne. Ci hanno trattato benissimo, come bene ci hanno trattato le guardie, ma questa esperienza mi porta a pensare con maggiore convinzione che ogni gabbia vada aperta». Luana nei due giorni passati a Verziano ha cominciato lo sciopero della fame e della sete; mentre parla sbuccia un’arancia, che l’aiuta a riprendere le energie. «Le carceri devono cambiare, manca tutto e soprattutto mancano i fondi. Le altre detenute hanno esposto cartelli con scritto “anche noi siamo cani”, per sottolineare le loro condizioni e provare ad ottenere attenzione». ALLE 22.02 L’EPILOGO: escono anche Beata, Benedetta e Alessandra, l’ultima a parlare: «Ringrazio le ragazze del secondo piano, ci hanno davvero coccolate. Il carcere è duro perché non rieduca ma punisce e basta – sostiene -, non è colpa certo degli agenti, ma là dentro manca tutto. Noi ci battiamo per gli animali, ma bisogna farlo anche per i diritti umani».

    Fabrizio Vertua

    4 maggio, 2012
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  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2012/maggio/03/giudice_Green_Hill_Meritevole_intento_co_9_120503017.shtml

    Brescia L’ ordinanza sugli arresti
    Il giudice su Green Hill «Meritevole l’ intento di salvare i beagle»

    BRESCIA – Su di loro continuano a pendere capi di imputazione pesanti che vanno dal danneggiamento alla rapina. Il movente, però, era nobile. E anche per il giudice il loro gesto risulta «meritevole di apprezzamento». Sono i dodici attivisti (otto donne e quattro uomini) arrestati sabato scorso dopo il blitz al Green Hill, l’ allevamento di beagle destinati alla sperimentazione che ha sede a Montichiari in provincia di Brescia. Durante l’ assalto, epilogo di un corteo fino a quel momento pacifico, gli attivisti del movimento antivivisezione sono riusciti a liberare una sessantina di cuccioli (tre sono stati ripresi e restituiti al canile-lager). Sulle motivazioni del gesto si sofferma il gip, Enrico Ceravone, nelle tredici pagine di ordinanza di convalida dell’ arresto. Gli animalisti cercavano sì una «utilità», ma essa era la libertà dei cuccioli: «Sussiste il fine di “profitto” – scrive il giudice – certamente integrato anche dalle finalità di percepire dal bene asportato un’ utilità diretta, non mediata, anche se non di carattere patrimoniale o economico». Quale il vero scopo degli animalisti che hanno violato il recinto di Green Hill? «Il particolare movente, certamente meritevole di apprezzamento, di evitare la destinazione degli animali alla vivisezione». Ha mosso in maniera corale gli attivisti se è vero, come scrive il gip, che «l’ azione della minoranza dei manifestanti che ha fatto ingresso nella struttura è stata con ogni probabilità coordinata, e l’ azione di tutti i coindagati ha consapevolmente concorso ad agevolare la sottrazione dei beagle allevati». E mentre gli inquirenti analizzano filmati e immagini, la difesa valuta il ricorso al Riesame contro l’ obbligo di dimora disposto per una delle attiviste, una donna residente a Pelago (Firenze): già depositata l’ istanza per chiedere quantomeno il permesso lavorativo. Fuori dai palazzi di giustizia, nel frattempo, la mobilitazione non si ferma. Anzi. Martedì prossimo, per la giornata mondiale contro Green Hill e la vivisezione, saranno organizzati presidi a Brescia come a New York, in moltissime città: hanno già comunicato la loro adesione il coordinamento Fermare Green Hill, il comitato di Montichiari e Occupy Green Hill. Un’ occasione in più per lanciare un messaggio al Parlamento: il 9 maggio la VI Commissione del Senato esaminerà gli emendamenti all’ articolo 14 della legge comunitaria per recepire la direttiva europea sulla sperimentazione. E vietare allevamenti come Green Hill.

    Mara Rodella

    4 maggio, 2012
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