Soldati vegan


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idf

Happy International Vegan Day to all our vegan supporters! In the IDF being vegan is easier than you think!

Così il 1 novembre 2012 la pagina Facebook dell’IDF (Israel Defence Force) salutava le persone umane vegane simpatizzanti dell’esercito israeliano.
La giornata mondiale del veganismo, un appuntamento dedicato a chi non vuole sfruttare, torturare, uccidere gli altri Animali, salutata da uno dei più spietati eserciti d’occupazione del mondo. 
Ma c’è di più: IDF si preoccupa dei propri soldati vegan e per loro crea stivali in similpelle, berretti privi di materiali di origine animale, una cifra integrativa in denaro per i militari che desiderano acquistare cibo vegan, e addirittura il diritto a rifiutare le vaccinazioni di prassi perché testate su Animali.
Che significa tutto ciò? Cosa hanno a che fare la guerra, i bombardamenti, le occupazioni, le armi e la violenza con il veganismo? E come può una persona preoccuparsi della vita di un Cincillà, o di un Topo e poi imbracciare un fucile e sparare contro un Umano?
Questo non è il veganismo che vogliamo, non è nemmeno veganismo, al massimo si tratta di veganwashing. E’ l’aberrazione di un’idea non violenta, libertaria ed egualitaria. Un’aberrazione da rifiutare e combattere perché una persona umana vegana non ammazza nessuno, Umani compresi: no agli stivali vegan per calpestare gli altri.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/u4uRy

48 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    Non sapevo di questa pagina ma so che ci sono eserciti che “soddisfano” le richieste dei soldati vegan nutrendoli con cibo vegan e vestendoli con indumenti e calzature vegan. Per esempio in Inghilterra accade da parecchi anni. Ho pensato la stessa cosa che ha scritto benissimo Veganzetta. Questo non è veganismo, o forse sarà il tanto ormai diffuso veganismo salutistico. “Soldato vegan” è un ossimoro inaccettabile.

    16 Luglio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      La PETA in passato suggerì all’esercito statunitense di adottare le “razioni K”, ossia le razioni di cibo da portare in combattimento, prive di ingredienti animali per i soldati vegan.
      Altra notizia interessente può essere questa: http://www.veganzetta.org/?p=349

      16 Luglio, 2014
      Rispondi
  2. Paola Re ha scritto:

    Molto interessante anche questa notizia dalla Svizzera. Da notare la differenza che fanno tra vegetariani e vegani. Comunque, oggi che il servizio militare non è più obbligatorio, non dovrebbe neppure essere contemplata l’esclusione dei vegan dall’esercito: sono i vegan che dovrebbero autoescludersi!

    16 Luglio, 2014
    Rispondi
  3. carl* ha scritto:

    buonasera, a me pare proprio una castroneria sia l’articolo che i commenti…
    a) il soldato nn è un killer che ammazza a prescindere… esistono soldati che il fucile lo usano 1 volta l’anno contro sagome di cartone, perchè il loro lavoro è altro, ci sono tecnici, operatori e così via… ripeto: il soldato non è un killer!
    b) non ci vedo nulla di male nei soldati vegani, anzi sarebbe bene che lo diventassero tutti…

    l’articolo 11 della costituzione recita:
    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    i soldati italiani nn calpestano il diritto altrui alla libertà e alla vita… quindi nn generalizzate… se volete prendervela con l’esercito israeliano o americano fatelo senza generalizzare!

    4 Agosto, 2014
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao carl*
      a) se esistono soldati che usano il fucile una volta l’anno, sono persone che usano il fucile una volta di troppo. Le armi sono fatte per ammazzare altrimenti nessuno le avrebbe inventate non ti pare? La sagoma di cartone rappresenta un essere vivente e senziente, anche se il suddetto soldato non ne ammazzerà mai uno viene addestrato a farlo, e lui con il suo lavoro aderisce a questa visione. Il soldato viene addestrato a essere un killer, altrimenti farebbe un altro lavoro.
      b) tu non vedi nulla di male in un soldato vegan, ma il veganismo nasce con l’intento di evitare la sofferenza e la morte degli animali, è una visione e una pratica di vita non violenta, il veganismo fonda la sua etica quindi sul rispetto degli altri ed è una forma di attuazione efficace della teoria antispecista che non prevede barriere tra Umani e altri Animali. In questo contesto come è possibile pensare che un vegan sia un militare che usa le armi? Queste persone seguono un’alimentazione vegana, sono contrarie alla vivisezione, ma poi non esitano a partecipare a guerre che causano lo strazio e la morte di Umani e soprattutto civili (bambini compresi), le fotografie e i video sul web sono numerosi ed eloquenti. Chi fa una scelta vegana fa una scelta di cambiamento radicale che nulla ha a che fare con l’attuale società dei consumi e del dominio che impone la legge del più forte.
      Pertanto essere vegan e imporre agli altri il proprio volere con la forza e le armi è inconciliabile.

      L’articolo 11 della costituzione non c’entra nulla e non è materia di discussione, in ogni caso recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, L’Italia è stata in guerra molte volte nel recente passato (Balcani, Iraq per esempio), non si può di certo dire che abbiamo distribuito caramelle. I soldati italiani sono soldati come tutti, e in quanto tali fanno quello che tutti i soldati sono pagati per fare. Smettiamola con questa visione romantica dell’italiano buono che va in giro per il mondo a fare del bene.

      5 Agosto, 2014
      Rispondi
  4. Peter ha scritto:

    Benchè provi viscerale avversione per l’ideologia politica per cui combattono i soldati in questione, ho l’onestà intellettuale di riconoscere che sempre di veg si tratta. Se non vogliamo chiamarli vegan, sicuramente dobbiamo chiamarli vegitan. Ma anche questo termine sarebbe incompleto qualora uno di costoro non si limitasse solo ad un’alimentazione cruelty free. Più in generale, uno che ha un’alimentazione cruelty free, si veste, si lava e si cura cruelty free, è contro caccia, pesca, vivisezione, allevamenti, zoo, delfinari, corride, etc., fa attivismo per gli animali non umani, si batte perchè venga riconosciuto costituzionalmente il diritto degli animali non umani alla vita e a non essere sfruttati come vogliamo definirlo se fa tutto questo per SUOI motivi etici/politici, ma non condivide la vostra visione politica intraspecifica? Animalista-antivivisezionista-anticaccia-antiallevamenti – provita-vegitan? Mmm…troppo lungo…. Che suggerite? Ci sono sempre più persone che sono veg per motivi etici, ma non è detto che i loro motivi etici coincidano con i vostri. E, soprattutto, non è detto che condividano la vostra visione politica intraspecifica. E sono troppe, molte più di voi, per poter essere considerate “animalisti sui generis”. Ma poi… voi siete libertari? e se si, in che senso? Come agite? Come vi ponete concretamente rispetto ai servizi offerti dal nostro Stato (vista, soprattutto, la visione che i libertari hanno dello Stato)? E rispetto alle sovvenzioni o finanziamenti all’editoria? Vivete in comunità autogestite? lavorate alle dipendenze di qualcuno (lo chiedo perchè trovo interessanti certe posizioni dell’anarchismo insurrezionalista – sempre libertari sono – sul lavoro)? pagate le tasse? pagate le bollette? usate automobili o vi astenete dal finanziamento alle multinazionali dei carburanti? E se vi rubano in casa o subite un’aggressione fate denuncia alle “forze dell’ordine” o disconoscete la proprietà privata e le leggi che prevedono il carcere per certi reati?

    4 Agosto, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Peter è proprio perché si tratta di vegan che c’è un problema, leggiti il commento a carl*.
      Chiamali come vuoi, in ogni caso si tratta di persone che come minimo hanno le idee confuse. Si è vegan per non far del male agli Animali, fino a prova contraria anche gli Umani sono Animali, pertanto logica vuole che tale intenzione si estenda anche agli Umani. Un conto è difendersi (è legittimo farlo con ogni mezzo per tutelare la propria incolumità), un conto è aderire a un esercito armato che da decenni bombarda e uccide persone.
      Le due cose non possono essere scisse. Troppo comodo farlo.
      Se ci sono sempre più persone che la pensano come loro dovrebbe essere un segnale che hanno ragione? Ci sono sempre più persone che mangiano carne nel mondo (il consumo di carne sta aumentando in India e Cina), quindi dovremmo smettere di essere vegani?
      Queste persone possono non condividere delle linee politiche, resta il fatto che non hanno capito il vero motivo della questione vegana.
      Sui “servizi” offerti dallo Stato si dovrebbe aprire una parentesi enorme. E non è certo il caso di farlo in questo ambito, ma comunque di sicuro se ne può parlare in futuro o mediante argomenti specifici. Veganzetta (tanto per essere chiari) non riceve alcuna sovvenzione pubblica né mai l’ha ricevuta, anche perché mai l’ha chiesta. Tutto ciò che è stato fatto è stato pagato in solido da chi scrive e dalle persone che hanno voluto aiutare economicamente Veganzetta.
      La liberazione animale implica un ribaltamento dell’attuale sistema che è verticale e ingiusto, questo deve essere ben chiaro, anche a chi accetta la situazione attuale e ci vive bene perché ha la fortuna di soggiornare ai piani alti del grattacielo.

      5 Agosto, 2014
      Rispondi
  5. Carl* ha scritto:

    Quindi secondo il tuo punto di vista chi è vegan nn può essere automaticamente antifascista, ricordo che gli antifascisti come i fascisti erano addestrati per uccidere e difendere delle idee… Era una guerra o sbaglio? Oppure è giusto sostenere dei soldati ma i vegani nn possono farlo?
    Uccidere per liberare è quindi giusto o sbagliato?
    I soldati sono soldati… I killer sono killer… Se affermi che i soldati sono killer sei ignorante, un autista è una persona che guida autoveicoli, un soldato con mansioni di autista è una persona che guida autoveicoli con addosso una divisa…
    Continui a generalizzare, i soldati nn vengono addestrati per uccidere, ma soprattutto per difendere o nel caso di offesa a incutere paura ma nn a uccidere… La difesa deve essere pari all’offesa… Se un intruso entra in un installazione militare armato di coltello, il soldato nn spara… Il soldato può sparare bel momento in cui gli sparano…
    I carabinieri (forza armata, quindi soldati) nn fanno guerre eppure girano armati e vengono addestrati… Il loro lavoro è difendere la popolazione… X quale motivo nn potrebbero essere vegan?
    Gli articoli magari falli più specifici senza generalizzare… grazie

    5 Agosto, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Carl* L’antifascismo in Italia è stato un movimento di resistenza popolare che ha agito in monti modi, compresa la resistenza armata. L’antifascismo nasce quindi dalla resistenza popolare all’occupazione nazista del Paese e contro un regime liberticida e oppressivo, come già scritto prima è del tutto legittimo difendersi.
      In questo articolo si parla di truppe regolari di un esercito armato che occupa dei territori non suoi che cinge d’assedio da decenni, comprendi la differenza?
      Per esprimere un giudizio (anche sulla conoscenza o l’ignoranza altrui) bisogna essere informati. E’ evidente che tu non lo sei:

      Un esempio qualsiasi: http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/S/soldato.shtml
      “soldato[sol-dà-to] s.m. (anche con riferimento a donna; ma diffuso il f. soldatessa)
      1 Chi presta servizio armato in un esercito; militare semplice: s. di guardia || fare il s., prestare il servizio militare”

      Etimologicamente la questione non varia affatto: http://www.etimo.it/?term=soldato&find=Cerca

      Quindi i soldati sono soldati.
      Tu confondi il ruolo di un soldato di un esercito con le regole di ingaggio che possono variare da Stato a Stato e da situazione a situazione.
      I Carabinieri fanno le guerre eccome (http://www.slideshare.net/CaterinaBonaiti/i-carabinieri-e-la-storia-ditalia), per cortesia se vuoi continuare il confronto informati, altrimenti lasciamo pure perdere la questione.
      In ogni caso l’argomento è utile che rimanga sul piano etico e morale, il resto (la mera informazione e le questioni storiche) non riguarda questo sito web.

      5 Agosto, 2014
      Rispondi
  6. Carl* ha scritto:

    Quindi per voi i soldati si arruolano per uccidere???
    Il 99% si arruola perché è un lavoro statale…
    Più del 90% dei cc lavora in Italia e nn all’estero…
    I soldati che vanno all’estero vanno per missioni umanitarie della NATO, visto che gli antifascisti hanno firmato gli accordi con gli americani dopo la guerra…
    Aerosoccorritori dell’aeronautica militare sono soldati a tutti gli effetti, sono killer pure loro???

    5 Agosto, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Carl* siamo distanti anni luce. Le conosciamo tutte/i le missioni umanitarie della NATO. Chiudiamo il discorso perché non è utile a nessuno e si rischia solo di annoiare chi legge.

      5 Agosto, 2014
      Rispondi
  7. Carl* ha scritto:

    Rispondimi allora sugli aerosoccorritori

    5 Agosto, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Rispondi tu Carl* serve essere un militare per guidare un aereo per soccorrere le persone?
      Anche un macellaio puoi fare delle attività per aiutare qualcuno, con ciò significa che dobbiamo essere contenti che sia un macellaio?
      La domanda è retorica perché l’argomento è chiuso. Saluti antispecisti.

      5 Agosto, 2014
      Rispondi
  8. Peter ha scritto:

    Ciao Cereal Killer.

    Scrivi: “Se ci sono sempre più persone che la pensano come loro dovrebbe essere un segnale che hanno ragione?”

    E’ un segnale che, probabilmente, la liberazione degli animali non umani seguirà percorsi differenti, se non in aperto contrasto, da quelli della liberazione umana.

    5 Agosto, 2014
    Rispondi
  9. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Peter,

    E’ un segno che si è imboccata la strada sbagliata, perché fino a quando esisteranno ingiustizia, sopraffazione, dominio, discriminazione e violenza tra gli Umani è impossibile che si possa avere un rapporto concettualmente e praticamente diverso con i Non Umani. E del resto, se non si liberano i Non Umani dalla schiavitù creata dagli Umani, la nostra società non potrà mai cambiare radicalmente visto che è impregnata della loro sofferenza.
    Questa è la visione dell’antispecismo che per forza di cose si schiera sempre e comunque dalla parte del più debole: a prescindere dalla specie.
    Chi non capisce, o non vuole considerare, tutto ciò, cerca solo di mettere delle toppe a un sistema e a un approccio all’esistenza che fanno acqua da tutte le parti.

    6 Agosto, 2014
    Rispondi
  10. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    IDF Soldiers having fun and laughing while bombing houses in Gaza

    6 Agosto, 2014
    Rispondi
  11. Peter Charles ha scritto:

    Cereal sono d’accordo con te, ma avrei da farti un solo appunto: secondo me il rapporto ingiusto di sopraffazione e dominio, discriminante e violento tra gli animali umani è conseguenziale all’indifferenza dell’animale umano verso l’animale non umano e non viceversa.

    6 Agosto, 2014
    Rispondi
  12. francesca ha scritto:

    scrivi che l’uomo è un animale ma poi dici che se viene attaccato allora è giusto ucciderlo (liberazione d’italia), quindi deduco che sei favorevole a chi dice che è giusto uccidere i branchi di lupi nei boschi o i cinghiali che si avvicinano alle case… per me è un ragionamento errato per chi parla di veganismo… se la vita va difesa, allora dobbiamo difenderla a prescindere che sia una persona cattiva o una persona buona…
    l’inserimento di persone che hanno una alimentazione vegana nelle forze armate è da prendere in maniera favorevole, in quanto è l’inizio di un abbattimento di un muro anche in questa direzione!
    a me sembra invece che dai commenti che rilasci ai tuoi articoli, chi è vegan e chi nn lo è lo decidi tu, a seconda delle tue linee politiche, ma nn è così…

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
  13. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Peter Charles chiaramente il nostro rapporto con gli altri Animali è frutto della visione che noi Umani abbiamo del mondo, della natura e del nostro ruolo su questo pianeta. Se i nostri riferimenti culturali sono tali per cui ci viene detto sin da piccoli che l’Umano è separato degli altri Animali, e che il nostro posto è quello in cima a una piramide di potere, allora è chiaro che le conseguenze sono quelle che tutte/i conosciamo e viviamo quotidianamente.
    Inoltre una visione dell’esistenza gerarchica e piramidale non è mai settoriale e riservata solo a una certa tipologia di soggetti, ma è generalizzata a ogni tipo di rapporti. Infatti la discriminazione dell'”altro”, e la volontà di sottometterlo, controllarlo, dominarlo o semplicemente allontanarlo se non è gradito, è estesa anche agli Umani che non fanno parte della nostra cerchia di interessi, che sono culturalmente, geograficamente, etnicamente lontani da noi. Il concetto di specismo ci permette di studiare e capire i nostri rapporti con gli altri Animali e la discriminazione che li caratterizza, ma le stesse dinamiche provengono da un concetto – o meglio un paradigma – più ampio che ingloba anche i rapporti intraumani. Spesso si legge soprattutto sui social network che questa o quella persona umana è una bestia: in tal caso chi scrive realmente la considera tale (considerando l’accezione negativa che correntemente viene attribuita a tale termine), e come tale la tratterebbe.

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
  14. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Francesca: Veganzetta sin dalla sua nascita ha sempre tenuta una condotta lineare e coerente, anzi la coerenza è uno degli aspetti identitari più caratterizzanti di questo sito web.
    Nella pagina “Linguaggio e principi” (http://www.veganzetta.org/?page_id=107) è riportato per intero il testo della pubblicazione “Proposte per un manifesto antispecista” che costituisce l’ossatura teorica di Veganzetta. Di seguito il paragrafo che più interessa l la questione che tu sollevi.

    Rapporti tra individui

    Una nuova società umana liberata potrà sussistere solo se saremo capaci di concepire un nuovo tipo di rapporto (individuale), finalmente paritario e solidale, con le altre società di senzienti e, più in generale, di viventi. Saranno quindi necessari nuovi strumenti per regolare i complessi e continui rapporti tra individui (siano essi Umani o no); per tale motivo si propone l’adozione di cinque principi utili alla creazione di nuovi criteri comportamentali basati su una reale e ampia imparzialità, intra e interspecifica, derivante da concetti di rispetto, solidarietà, empatia e compassione. Concetti, questi, da applicarsi tanto nei rapporti Umano Animale quanto in quelli tra Umani. I cinque principi sono mutuati da una proposta del filosofo Paul W. Taylor e, se interpretati in chiave antispecista, potrebbero divenire un semplice ed efficace modello relazionale anche nell’immediato:

    1) principio di autodifesa: è legittimo reagire solo ed esclusivamente se attaccati per proteggere la propria incolumità. Un atto di violenza può quindi essere concepito solo come estrema soluzione per difendere la propria vita;

    2) principio della proporzionalità: in qualsiasi rapporto intra e interspecifico prevalgono sempre e solo gli interessi fondamentali (6) sugli interessi non fondamentali a prescindere dalla specie animale di appartenenza;

    3) principio del minimo danno: qualora non si possa evitare in alcun modo di fare una scelta, essa deve attuarsi cercando il minimo impatto sull’altro soggetto e in generale sulle altre specie animali;

    4) principio della giustizia distributiva: da utilizzare qualora i primi tre principi non fossero assolutamente applicabili. In caso di parità d’importanza di interessi tra individui o tra specie coinvolte, si deve agire per il bene della comunità di viventi terrestre, per la collettività, in modo imparziale e altruistico. Quindi, in caso di uguale peso degli interessi di una parte prevale il bene comune;

    5) principio della giustizia restitutiva: qualora fosse assolutamente inevitabile arrecare un danno a un individuo o a un’altra specie per soddisfare un’esigenza fondamentale, tale individuo o specie ha diritto a un risarcimento in modo da riparare al danno arrecato.

    ————–

    Da quanto esposto ti potrai rendere conto di come si possano regolare i rapporti con gli altri Animali e che quanto tu hai scritto NON è la linea di Veganzetta.
    Inoltre l’antispecismo non è biocentrico, ma sensiocentrico e non parla di vita da difendere, ma di individui da rispettare, a prescindere dalla specie di appartenenza.
    Per quanto riguarda le forze armate: è chiaro che – sempre per coerenza – se l’antispecismo prevede una linea non violenta nei confronti degli altri esseri senzienti e in generale viventi, non si capisce come possa centrare con l’uso delle armi. In particolare, se si sta parlando di veganismo etico – e non dietetico – esso nasce da una precisa volontà di NON NUOCERE agli altri, e per tale motivo è una delle pratiche fondamentali dell’antispecismo, quindi ancora una volta non si capisce come possa essere possibile che una persona sia al contempo vegana etica e militare di professione.
    In questo sito non si giudica chi può essere vegan e chi non lo è, si evidenziano dei fatti e si prendono delle posizioni legate alla coerenza e alla teoria antispecista, ciò ovviamente riguarda anche il veganismo etico. Se i media parlano di vegani nelle forze armate, è chiaro che chi è vegan possa dire la sua sulla questione.
    l’inserimento di persone che hanno una alimentazione vegana nelle forze armate è da prendere in maniera favorevole“: in effetti è una notizia positiva, ma solo per quanto riguarda l’alimentazione vegana perché in tal modo si risparmia la vita a molti esseri senzienti, ma dal punto di vista teorico del veganismo etico e dell’antispecismo, la notizia non è affatto buona per i motivi già abbondantemente spiegati.

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
  15. francesca ha scritto:

    quindi vivete in una comune??? solo per info

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Le comuni sono esperimenti di convivenza importanti da considerare e attuare. Ci sono alcune realtà vegane dove si sperimenta la vita in comune, in ogni caso anche da soli o in piccoli gruppi si può sperimentare un’esperienza di vita a contatto con la natura cercando di mettere in pratica la teoria antispecista (come fa chi scrive). E’ chiaro che essendo parte di una società specista, ci si deve confrontare con una serie di compromessi che però possono essere intesi come contingenti e temporanei. Anche lo stesso utilizzo della tecnologia (computer, internet ecc…) è un grande compromesso, ma è utile per divulgare (come in questo caso) gli ideali antispecisti. In generale è opportuno soppesare i pro e i contro di ogni scelta quotidiana e regolarsi di conseguenza. In conclusione non è necessario vivere in una comune per vivere l’antispecismo nel quotidiano.

      7 Agosto, 2014
      Rispondi
  16. Roberto ha scritto:

    Concordo con l’articolo postato, vi sono lavori che un vegano nn può svolgere:
    barist* (come fa a servire latte?)
    camerier* (come fa a servire un piatto di carne?)
    edicolante (come fa a vendere un giornale di caccia?)
    cuoc* (a meno che il ristorante nn sia 100% vegano)
    Il calzolai* (calzature in pelle)
    Il politico (come farebbe un sindaco ad amministrare un paese in cui è presente un macellaio?)
    Casser* in un supermercato (come fa a vendere animali morti?)
    banchiere (affamatore di popoli)
    Giornalista (a meno che nn sia di veganzetta) :D (quanti giornalisti che prendono ordini da un caporedattore che li invita a scrivere un certo tipo di articolo… Ad esempio se fosse sulla caccia o un alimentazione onnivora?)
    Anche pagare le tasse è poco vegano poiché quelle stesse tasse vengono usate per pagare i soldati…
    Cambiamo questa società di M…
    dove troppi lavori nn sono praticabili x colpa di questa società che impone le sue regole…
    Ci vorrebbe però una definizione precisa per i vegetariani e vegani…
    Troppa gente che si definisce vegetariana e mangia pesce… Troppa gente che si definisce vegana e nn lo è… Suggerisco di fare un articolo a riguardo…

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Roberto,

      Vi sono lavori che una persona vegana non può assolutamente svolgere, come allevatore, cacciatore, vivisettore, macellaio ecc…
      Vi sono altri lavori che una persona vegana può svolgere (chiaramente è sempre un compromesso) ammesso e non concesso che una società futura antispecista preveda un lavoro salariato e l’impiego del tempo delle persone per ricevere in cambio una retribuzione in denaro.
      Barista: esiste il latte vegetale
      edicolante: l’edicolante può scegliere che giornali vendere
      cuoca/o: esistono ristoranti vegan
      calzolaia/o: esistono materiali non di origine animale
      politica/o: tu parli di sindaco, quindi si tratta di amministrazione pubblica (in teoria quindi è diverso). Anche in questo caso dipende dalla forma sociale che in un futuro antispecista si sceglierà, è auspicabile che non ci sia una democrazia rappresentativa ma partecipativa e diretta, quindi politici e amministratori non serviranno.
      cassiera/e: esisteranno soldi da incassare?
      banchiera/e: come non darti ragione?
      giornalista: esisteranno – si spera – tante Veganzette sicuramente meglio di questa.
      Tasse: hai assolutamente ragione, infatti i vegan che pagano le tasse finanziano contro la loro volontà l’acquisto di armi, l’allevamento, la ricerca che utilizza gli animali, lo sfruttamento e la distruzione dell’ambiente e via discorrendo… Servirebbe una forte e decisa obiezione fiscale.

      Ci vorrebbe una definizione precisa di vegan… è vero.
      In generale si può dire che troppa gente non è coerenze e nemmeno seria purtroppo.
      Grazie per il suggerimento.

      7 Agosto, 2014
      Rispondi
  17. Roberto ha scritto:

    È abbastanza utopico ciò che scrivi, ma tornare al baratto sarebbe una buona soluzione… Ma facendo i conti con la società odierna quei lavori nn sono svolgibili…
    Se è alle dipendenze altri devi stare alle regole di chi comanda… I dipendenti sono un po’ come soldati…
    L’unica speranza per i vegan è di gestire una azienda…

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
  18. Paola Re ha scritto:

    Quello del lavoro per una persona vegan è un bel cruccio. Ho fatto l’educatrice per 8 anni, 4 dei quali all’asilo nido dove, non solo le educatrici mangiano coi bambini ma, nella sezione 0-12, in certi asili il cibo viene preparato direttamente dalle educatrici, perché ogni bambino ha un suo programma alimentare, quindi dovevo tagliare, sminuzzare, frullare animali. Ho cambiato quel lavoro che amavo soprattutto per il momento del pasto: non mi sono mai abituata a quella orribile quotidianità. Da due anni lavoro alla dogana e, prima di andare in quell’ufficio, mi sono informata che in quella dogana non si sdoganassero animali. Non riuscirei a fare controlli quotidiani su quel tipo di “merce”: così sono definiti gli animali nel codice doganale. Per essere serenamente vegan, anche il lavoro ha un ruolo importante ma non sempre si è così fortunati da poterlo scegliere. Certamente, oltre una certa soglia non si deve andare perché certi lavori sono davvero inaccettabili.

    7 Agosto, 2014
    Rispondi
  19. francesca ha scritto:

    “Anche pagare le tasse è poco vegano poiché quelle stesse tasse vengono usate per pagare i soldati…”

    “Tasse: hai assolutamente ragione, infatti i vegan che pagano le tasse finanziano contro la loro volontà l’acquisto di armi, l’allevamento, la ricerca che utilizza gli animali, lo sfruttamento e la distruzione dell’ambiente e via discorrendo… Servirebbe una forte e decisa obiezione fiscale.”

    voi le tasse le pagate??? xkè sembra da ciò che scrivete che i vegani che pagano le tasse nn siano vegani… o.O
    spero in una vostra risposta! sono curiosa…

    7 Agosto, 2014
    Rispondi

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