Senato: per Green Hill si voterà a giugno


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Fonte: www.ecoblog.it/post/15655/green-hill-slitta-lemendamento-salva-beagle

Nulla di fatto ieri in XIV Commissione: la decisione sull’emendamento Brambilla per la chiusura definitiva dell’allevamento di beagle destinati alla ricerca, Green Hill di Montichiari è slittata al prossimo 16 maggio. Mentre la decisione finale si avrà a metà giugno. Il sospetto degli attivisti animalisti contro la vivisezione di Fermiamo Green Hill è che si stia prendendo tempo per far decantare l’interesse mediatico e pubblico intorno alla vicenda e dunque annunciano proprio per il 16 maggio una manifestazione analoga a quella appena trascorsa e di successo dell’altro ieri 8 maggio.

A provare a capire come stanno le cose in XIV Commissione è GeaPress che ha intervistato il Sen. Roberto Di Giovan Paolo del Pd accusato con la presidente della Commissione, la Senatrice leghista Rossana Boldi di essere l’autore di un contro emendamento all’emendamento Brambilla volto a azzerare la richiesta di chiusura dell’allevamento Green Hill. La questione oltre a essere priva di fondamento, secondo il Senatore Di Giovan Paolo ruota intorno a un possibile deferimento europeo qualora non sia recepita la direttiva in materia:

Per il Senatore Di Giovan Paolo, infatti, quanto previsto nell’articolo quattordici, doveva essere presentato agli uffici europei entro e non oltre il nove novembre 2010. Così prevede all’articolo due la Direttiva. A farsene carico doveva essere l’allora Governo Berlusconi con il tramite del Ministro competente, ovvero quello della Salute Fazio. Mi meraviglia che altre compagini di quel Governo non abbiano fatto niente e ora si rifiutano pure di venire a conferire le loro ragioni in Commissione.

Rileva comunque Geapress una certa rigidità politica:

Quello che non convince, però, è il troppo attenersi alla regola richiamata. Ad ogni modo, proprio per la centralità assunta da Green Hill nella discussione sulla vivisezione, sembra che l’articolo 14 viaggi con un carico aggiunto. Di certo, della Direttiva europea del settembre 2010, poco o nulla se ne sapeva prima della sua votazione. Sarà invece difficile scordarsi quanto scritto dalla lobby animalista, ovvero che trattavasi di un “buon punto di partenza“.

 

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/wygFE

6 Commenti

  1. Renix ha scritto:

    Ma andiamoci a prendere ‘sti cuccioli e ‘fanculo la XIV Commissione.

    16 maggio, 2012
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  2. Angela Spadafora ha scritto:

    “Un sistema iniquo non può generare equità, non sono le leggi che devono cambiare, ma la mentalità della gente”… parole vostre, no?
    La cosa per la veganzetta valeva solo per il referendum sulla caccia (lo sapete che l’hanno annullato per l’ennesima volta? o, visto che non ve ne siete voluti occupare, ignorate l’evolversi della faccenda?) o vale anche per le scelte politiche relative alla vivisezione? Mi piacerebbe proprio capire come la pensa la veganzetta riguardo a questa faccenda. C’è chi lotta politicamente per far chiudere Green Hill. Che fa la veganzetta? appoggia chi sta lottando per questo o sostiene che sia il caso di aspettare che cambi la mentalità della gente (magari degli allevatori o dei vivisettori)?

    17 maggio, 2012
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  3. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    La cosa per la Veganzetta vale per tutto.
    Sappiamo benissimo che il referendum è stato annullato e questo cara Angela potrà solo dimostrarti ancora una volta che impiegare le energie in un progetto sbagliato non porta a nulla: un sistema iniquo non può generare equità, non sono le leggi che devono cambiare, ma la mentalità della gente. Repetita iuvant.

    Lo stesso vale per la vivisezione: la Veganzetta come molte altre realtà lotta per la liberazione di tutti gli Animali, e lo senza chiedere leggi, norme o carità, ma parlando alla gente. Si cambia davvero perché lo si vuole e non perché costretti da una legge.

    17 maggio, 2012
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  4. Angela Spadafora ha scritto:

    Chi lotta per la liberazione, libera. E non lo dice. E non sta scritto da nessuna parte che chi libera non possa anche spingere per i cambiamenti legislativi. Voi della veganzetta dimostrate una fiducia nell’essere umano che io ho perso da tempo. Davvero credete di poter scardinare questo sistema solo con l’informazione? Questo sistema infame si fonda sul profitto e, quindi, sull’oppressione e sullo sfruttamento. Lo vedete anche voi in che razza di mondo viviamo!!! E chi sfrutta ha il potere per mettere a tacere le voci dissonanti. Se oggi non accade è solo perchè non sono pericolose per la tenuta del sistema. Le rivoluzioni sono state possibili solo perchè c’era una base politica. Ed i diritti si sono conquistati a suon di leggi. E, comunque, continuano ad essere in pericolo. E se per i diritti umani sono sempre stati gli stessi oppressi a scendere in piazza, non può essere cosi per i diritti delle altre specie. Una mucca, un coniglio o un cervo non potranno mai scendere in piazza ad urlare “Non voglio essere macellato! Non voglio essere vivisezionato! Non voglio essere impallinato! Voglio vivere! Voglio essere libero! Ho diritto alla vita ed alla libertà perchè anch’io sono un essere senziente!”. Spetta agli umani farsi portavoce di chi non ha voce. E non è sufficiente cercare di diffondere un pensiero antispecista. Ritorniamo all’esempio della caccia. Il 90% dei piemontesi è, in vario modo, genericamente, contro la caccia (il 70% vuole l’abolizione della caccia)! Il restante 10% si divide tra cacciatori (lo 0,6% della popolazione!!!!), familiari di cacciatori, aziende che producono/vendono materiale per la caccia, etc! Il 90% sono la maggioranza! Eppure la minoranza armata e chi ci sta dietro (e quando ci sono di mezzo le armi non può che trattarsi di veri e propri poteri) riesce ad influenzare le scelte politiche in modo determinante! Che si dovrebbe fare? Aspettare che la minoranza, cacciatori, etc., cambino modo di pensare? Ammesso che possa succedere (ed io ci credo poco, dal momento che ci sono interessi enormi dietro), quanti animali continueranno ad essere ammazzati in attesa di questo cambiamento? Se ogni vita ha valore (come io penso), ci si deve muovere in modo da salvarne il più possibile! E, mi dispiace, non è proprio sufficiente parlare alla gente! Siete mai andati nei boschi a parlare con i cacciatori? Se si, conoscete anche il rischio. Ogni anno, in Italia, vengono uccisi per divertimento, con la caccia, circa 200 milioni di animali (senza contare quelli che feriti muoiono successivamente dopo ore e giorni di agonia): portare in Piemonte (che era, comunque, già la regione con la regolamentazione più restrittiva) le specie cacciabili da 29 a 4 avrebbe significato salvare moltissime vite e si sarebbe fatto un grosso passo avanti, dando anche una spinta significativa alle restanti regioni in materia di tutela della fauna selvatica. Il mondo non si cambia dall’oggi al domani e non si cambia neppure aspettando che la gente cambi. Ed, infatti, non aspetteremo, non faremo favori ne ai cacciatori, ne ai politici lasciando passare il trucchetto liberticida usato per annullare il referendum! Faremo in modo da riprendercelo questo referendum e lo vinceremo!

    17 maggio, 2012
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  5. Luisa Vegman ha scritto:

    Quello che ha scritto cereal killer è una splendida ipotesi, ma nella realtà le cose vanno molto diversamente . Intanto che fai cambiare mentalità a 10 persone la “società” ne sforna 50 con idee “vecchio stampo” . Semplicemente perchè il processo di omologazione degli individui è molto più rapido e POTENTE dei processi di cambiamento (specie quelli controcorrente) che possono contare solo sul buon senso e la crescita personale. Per cui NIENTE cambierà finchè gli antispecisti non entreranno in politica e non cercheranno di cambiare le leggi. Per tutti valga l’articolo che compare sul n. 6 di LIBERAZIONI pagg 46-68 . Martin Balluch – Riformismo e abolizionismo . Quale tipo di campagna per i diritti animali?
    Tornando un attimo al referendum caccia in Pemonte è però d’obbligo ricordare che esso nasce con la raccolta di 60.000 firme ben 25 anni fa. Firme che venivano in via trasversale da ogni fonte. Non si tratta quindi di una spinta solo animalista. Tuttavia l’obiettivo era porre dei limiti che avrebbero portato all’estinzione dei cacciatori in Piemonte. Chi più avrebbe pagato 800 euro l’anno, mantenuto cane , tasse per licenze se non avesse più potuto sparare a domenica, sulla neve, in quantitò illimitata in zone private e SOPRATTUTTO NON a 25 specie ora cacciabili ? Sarebbe stato l’ìinizio dell’estinzione dei cacciatori in Piemonte. Cmq non è finita qui . La battaglia ricomincia..

    18 maggio, 2012
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  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Cara Luisa,
    La tua è una pia illusione!
    Il referendum del Piemonte serve solo a limitare nella Regione Piemonte l’esercizio della caccia che però rimane sempre permesso e normato (e garantito) da una legge nazionale, se il Piemonte operasse contro una legge nazionale, immediatamente sarebbe vanificato ogni provvedimento.
    Basta leggere cosa si scrive nel sito del COMITATO REFERENDUM CACCIA per avere l’esatta misura di quello che si chiede http://www.referendumcaccia.it/le-ragioni-del-si/
    http://www.referendumcaccia.it/domanderisposte/
    Spero che qualcuno (e anche tu) si prenda la briga di leggere per capire la reale portata di quanto richiesto.

    Gli antispecisti FANNO politica e da molto, solo che si confonde la politica come esercizio legittimo con il partitismo e la politica professionistica, cosa ben diversa. Non serve entrare in partiti e non serve chiedere leggi a un sistema che prevede lo sfruttamento e l’uccisione di Animali, in tal modo si riconoscerebbe solo la validità del modello verticale della nostra società e nulla più. Il referendum sulla caccia diverrebbe un nuovo esempio di legge-farsa come quella sulla protezione degli Animali che le associazioni animaliste hanno così caldamente appoggiato perché pareva fosse in grado di garantire realmente la protezione degli Animali dalla crudeltà umana… I risultati sono sotto gli occhi di tutti e si commentano da soli.
    Le questioni alla Balluch o alla Francione in questo caso centrano ben poco perché le richieste del referendum sono così minime da non permettere alcuna valutazione degna di nota. Inoltre ti basterà pensare a ciò che sta accadendo (l’annullamento del referendum) per farti chiaramente capire a cosa servono tutte queste battaglie legaliste e welfariste che possono solo chiedere alcune briciole di giustizia.
    Al tuo esempio (10 persone che cambiano mentalità e 50 nuove con idee “vecchio stampo”), è possibile facilmente risponderti che a un referendum la politica partitica e le lobbies possono rispondere con una miriade di nuove leggi, regolamenti, deroghe e via discorrendo utili a non far cambiare nulla.

    Alla Spadafora si può solo rispondere che le rivoluzioni non si fanno con le leggi ma con un cambio pardigmatico, con una nuova mentalità perché il singolo dovrebbe arrivare a pensare che non è giusto uccidere un Animale e non che non lo si deve uccidere perché è vietato farlo. E il singolo è parte della massa. E sarebbe anche utile che si chiedesse come mai lo 0,6% della popolazione può ottenere tutto ciò e nulla cambia da decenni se non in peggio. La fiducia negli Umani è insita nell’antispecismo altrimenti saremmo tutti estinzionisti, e siccome fino a prova contraria anche noi siamo Animali, sarebbe una contraddizione in termini essere antispecisti ed estinzionisti. E’ comunque singolare aver perso la fiducia negli Umani e sperare che gli stessi concepiscano e votino una legge che vieti l’uccisione degli Animali. Non si libera perché si è costretti, si libera perché si vuole.

    22 maggio, 2012
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