Scimmie e Umani cavie di esperimenti sui gas di scarico


Tempo di lettura stimato:
3 minuti

scimmie gas scarico 120x120 - Scimmie e Umani cavie di esperimenti sui gas di scarico

La notizia è stata lanciata da un dossier del New York Times e ripresa dal giornale tedesco Bild: i costruttori di automobili tedeschi (praticamente tutti: Gruppo Bmw-Mini, Gruppo Daimler-Benz, Gruppo Volkswagen) hanno commissionato nel 2015 test su Scimmie per verificare la nocività dei gas di scarico delle automobili con motore diesel.
Su Repubblica.it a riguardo si legge:

[…] nel laboratorio della “Lovelace Respiratory Research Institute”, in New Mexico, dieci scimmie giavanesi sono state chiuse in una stanza per quattro ore: mentre veniva proiettato un cartone animato per distrarle, gli veniva fatta respirare aria inquinata con i gas di scarico delle auto. Secondo l’inchiesta della Bild tutte e dieci le scimmie sono ancora vive, ma “non si sa in quale stato di salute”.

Tutto nacque dal famoso allarme del 2012, una tappa fondamentale nel mondo dell’ambiente, quando secondo uno studio dell’organizzazione mondiale della sanità, i gas di scarico delle auto furono bollati come cancerogeni. I colossi dell’auto volevano vederci chiaro e iniziarono dei test specifici, fino ad arrivare ai famosi test con le scimmie del laboratorio di Albuquerque, nel New Mexico.

“Le scimmie – ha spiegato il numero uno dell’associazione tedesca contro gli esperimenti sugli animali, Klaus Kronaus – sono animali che hanno bisogno di muoversi molto, già tenerle ferme per 4 ore corrisponde a una tortura. Il gas di scarico ha poi messo a rischio la loro salute”.

Tutti i colossi dell’auto oggi si sono scusati definendo quei test una follia e un errore clamoroso. Ma poteva andare anche peggio: erano anni in cui si sapeva ovviamente che i gas di scarico delle auto facessero male, ma non si sapeva nel dettaglio “quanto”. Secondo il dossier del New York

Times infatti gli scienziati Usa avrebbero discusso con gli ingegneri tedeschi dell’eventualità di fare test con cavie umane, ovviamente volontarie. Sembra che dovette intervenire lo stesso direttore generale della fondazione, Michael Spalleck, per bocciare la folle idea.

La terribile vicenda degli esperimenti-tortura non si ferma qui, anzi lo scandalo si allarga quando viene rivelato da Süddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung che nei test sui gas di scarico delle automobili sono state coinvolte anche 25 cavie umane. Secondo i due media tedeschi la Società di Ricerca europea per l’Ambiente e la Salute nei Trasporti, fondata da Volkswagen, Daimler e Bmw, ha promosso “un breve studio di inalazione con ossido d’azoto su persone sane”. Sulla vicenda Ansa scrive:

“Venticinque persone sono state sottoposte a dei controlli presso la clinica universitaria di Aquisgrana dopo che avevano respirato, per diverse ore, e in diverse concentrazioni, dell’ossido d’azoto”, scrive la Sz. Stando al rapporto della stessa società di ricerca (Eugt) che ha promosso gli esperimenti, e che viene citato dal giornale, non sarebbero stati rilevati effetti sui pazienti dall’emissione del gas. La stessa società, probabilmente anche alla luce del dieselgate, è stata poi sciolta nel 2017.

I test sulle 25 persone si sono basati sull’inalazione di diossido di azoto per tre ore al giorno per quattro settimane consecutive. E’ quanto emerge nella ricerca pubblicata il 7 maggio 2016 sulla rivista International Archives of Occupational and Environmental Health, condotta dall’univesità tedesca di Aquisgrana e dalla Società di Ricerca europea per l’Ambiente e la Salute nei Trasporti (Eugt), chiusa nel 2017.

I test sui gas di scarico fatti sulle persone furono realizzati per verificare la sicurezza delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’industria dell’auto, secondo quanto afferma il policlinico universitario RWTH di Aquisgrana, sottolineando che lo studio sulle emissioni di diossido di azoto fu “autorizzato dal comitato etico dell’università”. Questi test, si afferma, non avevano “nulla a che fare contenutisticamente con la questione del dieselgate”, “né avevano alcun collegamento con gli esperimenti fatti sulle scimmie citati dal New York Times”.

Ancora una volta è palese il disprezzo nei confronti dei viventi e dell’ambiente dei grandi gruppi (questa volta automobilistici) e la stretta connessione tra grande industria, politica e ambito universitario e di ricerca. Il fatto che l’esperimento sugli Umani sia stato “autorizzato dal comitato etico dell’università” la dice lunga sull’etica che tali istituzioni seguono. Per quanto riguarda le Scimmie è chiaro che non ci sia stato nemmeno il bisogno di una pronuncia di un comitato per torturarle. Il dettaglio dei cartoni animati usati “per distrarle” non fa altro che aggiungere ulteriore tristezza a questa vicenda vergognosa.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/i6QpB

2 Commenti

  1. Roberto Contestabile ha scritto:

    Tanto scalpore per i presunti esperimenti su Animali (e forse Umani) utili a testare i motori diesel di grandi gruppi automobilistici tedeschi. Sicuramente c’è uno sdegno profondo nell’apprendere queste notizie, ma non dobbiamo dimenticare che lo sfruttamento animale è attorno a noi ogni giorno, in ogni oggetto o azione che produciamo: nei farmaci, nei cosmetici, nel cibo, ed anche nel vestiario. Ogni comportamento attribuibile ad un consumo specifico è strettamente correlato allo sfruttamento sui generis. Possiamo mangiare diversamente e con più consapevolezza, evitando derivati animali, ma la confusione è tanta e non sempre è facile distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è. Possiamo fregarcene ed andare avanti senza pensare alle conseguenze, ma poi non lamentiamoci se il mondo fa schifo.

    31 gennaio, 2018
    Rispondi
  2. Paola Re ha scritto:

    Ho visto tanta gente scandalizzarsi davanti a questa notizia ma chi è informato su che cosa subiscono gli animali quotidianamente non ha bisogno di leggere queste notizie bomba per rendersi conto della cruda realtà.
    Ci mancavano proprio i cartoni animati a distrarre le disgraziate vittime…

    3 febbraio, 2018
    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *