Schopenhauer e la vivisezione


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Quando studiavo a Göttingen il professor Blumenbach ci parlò molto seriamente, nel corso di fisiologia, degli orrori delle vivisezioni e ci fece notare come esse fossero una cosa crudele e orribile.

Invece oggi ogni medicastro si crede autorizzato a effettuare nella sua stanza delle torture gli atti più crudeli nei confronti delle bestie, al fine di decidere problemi la cui soluzione si può trovare già da molto tempo nei libri, nei quali però è troppo pigro e troppo ignorante per ficcare il naso.
I biologi francesi sembrano aver dato per primi l’esempio in questo campo e i biologi tedeschi fanno a gara con loro a infliggere le torture più crudeli ad animali innocenti, spesso in numero enorme, per risolvere problemi puramente teorici e non di rado assai futili. Voglio ora documentare quanto dico con un paio di esempi che mi hanno particolarmente indignato, sebbene non siano affatto isolati: se ne potrebbero citare cento altri simili. 

Il professor Ludwig Fick di Marburg racconta nel suo libro ‘Sulle cause delle formazioni ossee’ (1857) di avere estirpato a giovani animali i bulbi oculari al fine di ottenere una conferma della sua ipotesi secondo cui, in simili casi, le ossa crescono nei vuoti creatisi dopo l’estirpazione!
Ancora: una menzione particolare meritano gli obbrobri che il barone Ernst von Bibra ha commesso a Norimberga e che, tanquam re bene gesta (com’è successo), racconta con incomprensibile disinvoltura al pubblico. Egli ha fatto deliberatamente morire di fame due conigli! Al fine di effettuare la ricerca, del tutto inutile ed oziosa, se a causa della morte per fame le particelle chimiche del cervello subiscano una modifica nelle loro proporzioni! Per l’utilità della
scienza – n’est-ce pas?

E’ mai possibile che a quei signori del bisturi e del crogiuolo non venga mai in mente che essi sono in primo luogo esseri umani e poi chimici?
Come si può dormire tranquillamente, quando si tengono prigioniere in gabbia creature innocenti, allattate dalla madre, allo scopo di far patire loro una morte lenta e straziante per fame?
E’ mai possibile che simili studiosi non si sveglino di soprassalto nel sonno?
E’ mai possibile che l’azione crudele del Bibra, se non si poteva impedire, sia rimasta impunita?

Un tipo come quel von Bibra, il quale ha ancora da imparare tante cose dai libri, dovrebbe meno di tutto pensare a spremere le ultime risposte attraverso crudeltà, a torturare la natura per arricchire il proprio sapere, e a estorcerle segreti che forse già da lungo tempo sono noti. Giacché per questo studio vi sono altre e innocue maniere, senza che sia necessario torturare a morte delle
povere bestie inermi.
Che crimine ha dunque commesso il povero innocuo coniglio che viene chiuso in gabbia, ed è così condannato alla pena di morte lenta per fame?
Nessuno è autorizzato a effettuare vivisezioni!

Tratto da: Arthur Schopenhauer, L’arte di Insultare, trad. di Franco Volpi, Adelphi edizioni, 1999, pag. 145

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/74y7Q

6 Commenti

  1. cristina beretta ha scritto:

    Da fare imparare a memoria ai protest

    2 luglio, 2014
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  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Non c’è da stupirsi dato che è uno scritto di Schopenhauer :)

    4 luglio, 2014
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  3. Paola Re ha scritto:

    Pur essendo Schopenhauer un filososofo che fa parte del programma ministeriale di filosofia della scuola superiore, non credo che alcun testo scolastico di filosofia proponga questo suo aspetto. Sapevo di questa presa si posizione di Schopenhauer solo perché ho letto “L’arte di insultare”, non di certo per averlo saputo al liceo, dove ho sentito per la prima volta il nome di Schopenhauer. Vale anche per altri pensatori che si sono schierati dalla parte degli animali, per esempio perché non li mangiavano: pare che sia un aspetto irrilevante per gli autori dei manuali filosofici e per i docenti di filosofia. Quando mi capita di citare qualche caso simile, chi ascolta si butta in una ricerca ossessiva per verificare se ho detto la verità…

    6 luglio, 2014
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  4. Peter Charles ha scritto:

    assolutamente d’accordo con te Paola Re, lo stesso accostamento si può fare anche in altri settori come l’energia, quale nome vi risulta più familiare e risonante dalla scuola: EDISON o TESLA? (naturalmente il 99% dovrebbe rispondere EDISON mentre tesla a scuola era solo l’unita di misura dell’induzione magnetica e nulla più) ecco l’estratto da wiki, tanto per farsi un idea:
    Negli anni iniziali della distribuzione dell’energia elettrica, la corrente continua di Edison era lo standard per gli Stati Uniti ed Edison non era disposto a rinunciare alla rendita derivante dal suo brevetto.

    Durante quella che è comunemente definita l’epoca della “Guerra delle correnti”, l’immigrato serbo Nikola Tesla ed Edison diedero inizio ad un’accesa disputa verbale. Edison difendeva il sistema di distribuzione a corrente continua (DC) contro la più efficiente corrente alternata (AC) che Tesla aveva brevettato a Graz in Austria. Edison, secondo notizie non certe, con il contributo di uno dei suoi impiegati e partendo dai brevetti di Tesla, costruì la prima sedia elettrica per lo stato di New York, esaltandone la pericolosità, allo scopo di screditare l’utilità della corrente alternata.

    Il mito popolare è che Edison abbia inventato la sedia elettrica, nonostante fosse contro la pena capitale, al solo scopo di convincere l’opinione pubblica che la corrente alternata fosse più pericolosa della corrente continua, e che quindi fosse la scelta logica per la sedia elettrica. In realtà la sedia fu soprattutto opera di pochi suoi dipendenti, in particolare di Harold P. Brown, che lavorava a Menlo Park. Edison fece una vasta campagna per scoraggiare l’uso della corrente alternata, rivelatasi una vera e propria campagna di disinformazione.

    Edison presenziò personalmente[senza fonte] a molte esecuzioni di animali, soprattutto gatti e cani randagi, affinché gli articoli che la stampa pubblicava diffondessero la convinzione che il suo sistema a corrente continua (DC) era più sicuro del sistema a corrente alternata (AC). La serie di esecuzioni ebbe il suo culmine con l’uccisione mediante folgorazione dell’elefantessa Topsy. Alla fine Edison perse la sua battaglia in difesa della corrente continua di fronte all’innegabile innovazione dei dispositivi a corrente alternata. Era la vittoria del sistema polifase sostenuto da Tesla e da altri, come Charles Proteus Steinmetz (della General Electric).

    Nonostante la maggior sicurezza e le minori perdite della distribuzione in corrente continua, questa non si sviluppo a livello nazionale come Edison auspicava. Dagli anni cinquanta, i sistemi di trasmissione ad alta tensione in corrente continua sono poco utilizzati, se non in casi particolari, come l’interconnessione di sistemi di potenza sottomarini, o comunque strettamente “a due capi”, quindi con linee dirette e senza sistemi di trasformazione e distribuzione. Dal 1930 la corrente continua viene utilizzata nelle ferrovie italiane, in sostituzione del vecchio sistema trifase.

    Traetene le dovute conclusioni amici antispecisti.

    7 luglio, 2014
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  5. cristina beretta ha scritto:

    Ha ragione Paola: queste informazioni non circolano in ambiti scolastici. La spiegazione è semplice: c’è un tacito consenso sociale a non discutere e a non mettere in crisi il sistema specista: troppi vantaggi rispetto allo svantaggio di porsi in posizione critica. In effetti tutti vanno a controllare maniacalmente le fonti per cercare una falla nelle posizioni antispeciste di qualche autore o filosofo, e tutto ciò per quale motivo? Per poter mangiare la prossima bistecca senza problemi, no?

    8 luglio, 2014
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