Salvateci da una vita da vegani!


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La disperazione dei norvegesi corre sul web. Pare ci sia una penuria di burro e dalla Norvegia si alzano le prime grida di allarme: come si potrà sopravvivere senza questo prelibato rpodotto dello sfruttamento, tortura ed uccisione di milioni di Mucche? E’ un vero dilemma. Già in molti si immaginano una vita da vegan priva di tutto ciò che deriva dal massacro degli Animali! Un’alternativa etica ad una vita governata dal dominio e dallo sfruttamento dei più deboli a favore della nostra pancia? Non sia mai!

Ecco un articolo che parla di questa “tragedia nazionale”:

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=172910&sez=LEALTRE

Norvegia, penuria di burro scatena il panico pre natalizio e il mercato nero

ROMA – La notizia impazza da giorni su twitter e ha varcato i confini nazionali norvegesi, blogger pubblicano foto con strazianti richieste di aiuto, parlando di «tragedia nazionale», fiorisce il mercato nero: nel regno di Norvegia manca il burro, proprio mentre i sudditi di re Harald V stanno apprestandosi a cucinare tutte le prelibatezze natalizie, dove il burro, naturalmente, la fa da padrone.

«Senza burro, i nostri biscotti nazionali hanno il sapore della sabbia», «brioches senza burro non sono brioches», recitano didascalie poste sotto le foto di panetti di burro. «Aiutateci, abbiamo bisogno di burro. Siamo disperati. Siamo norvegesi», «salvateci da una vita da vegani! Donate burro» sono i toccanti appelli rivolti, mentre un’altra foto mostra uno scaffale di negozio desolatamente senza burro: «una tragedia nazionale!».

Le cause della penuria? Secondo il sito Views and News from Norway vanno dalla minor produzione di latte durante l’estate alla moda dilagante di una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati che ha fatto aumentare esponenzialmente il consumo del prelibato condimento. Più realisticamente altri hanno accusato la cooperativa che domina il mercato, Tine, di cattiva pianificazione e di rischiare così di trovarsi ogni settimana con 50 tonnellate di burro in meno proprio nel periodo delle Feste.

A complicare la cose c’è anche il fatto che la Norvegia non fa parte dell’Unione europea e quindi per importare burro si pagano alti dazi: la dirimpettaia Danimarca, grande serbatoio di prodotti caseari, si crogiola nella sua abbondanza, e un programma tv ha anche perfidamente offerto ai vicini la miseria di mille panetti. Un sito svedese invece rassicura: i cittadini della Svezia «possono rilassarsi», il burro non manca, mentre i norvegesi delle zone limitrofe vanno ad acquistarlo oltre confine. Addirittura i doganieri svedesi hanno bloccato ieri uno “spallone”, un cittadino russo che cercava di passare la frontiera nascondendo 90 kg di burro. Ma come in un racconto di Natale, c’è un lieto fine.

Le autorità di Oslo hanno ceduto e alleggerito le rigide norme protezioniste consentendo di importare burro con tariffe doganali drasticamente ridotte. Ne ha subito fatto tesoro l’unico vero concorrente, anche se più piccolo, di Tine, Synnove Finden, che si appresta a immettere sugli scaffali fra le 260 e le 300 tonnellate di burro importato dal Belgio.

Lunedì 12 Dicembre 2011 – 00:41

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/GiIBW

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