Rivendicazione liberazione Visoni a Calvagese


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Giunge via email a Veganzetta la rivendicazione della liberazione di Visoni avvenuta a Calvagese (BS) la notte dell’8 dicembre 2013

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CHIUDIAMO GLI ALLEVAMENTI APRIAMO LE GABBIE

Nella notte dell’8 Dicembre siamo entrati nell’allevamento di visoni a Carzago della Riviera (Brescia).
La presenza dei tanti cani da guardia, di due custodi e sistemi di sicurezza non ci hanno fatto desistere.
E’ stato creato un passaggio per i visoni tagliando parte della recinzione e demolendo alcune lastre di protezione.
Dalle gabbie sono stati tolti tutti i cartellini con informazioni utili a tracciare la storia di ogni singolo animale, soprattutto per quei visoni destinati ad essere riproduttrici. Le piccolissime gabbie richiudevano anche quattro visoni. Queste prigioni avvolte dalla nebbia oltre al corpo rinchiudono la sofferenza di milioni di individui animali. Sono state aperte e danneggiate le gabbie di quasi sette degli otto capanni presenti. Siamo stati interrotti dall’arrivo dei due custodi, svegliati dalle grida dei visoni liberi, che ci hanno rincorso sparando alcuni colpi di fucile probabilmente caricato a sale.
Correndo nei capanni tra mille piccoli occhi che risplendevano nel buio, col favore della notte anche noi abbiamo iniziato la nostra fuga.
Molti animali erano già stati uccisi e scuoiati. Molti altri verranno ricatturati. Solo alcuni troveranno la libertà. Com’è possibile avere mille parole contro lo sfruttamento animale e non compiere un solo semplice gesto che porta alla libertà quegli animali dai luoghi di tortura? Questa semplice azione, che chiunque può riuscire a realizzare, è parte di quella lotta che vuole la chiusura totale di questi allevamenti fabbriche di morte. Questa lotta non si ferma solo agli allevamenti, ma è contro ogni forma di sfruttamento e dominio, anche per questo abbiamo scelto di intraprendere l’azione diretta. La liberazione che passa attraverso il teatrino democratico e parlamentare, con tutte la molteplici forme di delega, spettacolo e pacificazione sociale, è solo una parvenza di cambiamento o uno sfruttamento che ha assunto nuove sembianze.
Non aspetteremo l’arrivo di gabbie più grandi, ma distruggeremo immediatamente quelle esistenti.
Gli allevamenti in Italia sono in aumento, si stanno ingrandendo e rinforzando, ora più che mai è urgente farli desistere dall’aprirne di nuovi e per far chiudere quelli presenti. In queste notti gli allevatori non dormiranno sonni tranquilli, nonostante tutte le misure di sicurezza che avranno, qualcuno riuscirà sempre a entrare nei loro lagher.

… A quei piccoli mille occhi risplendenti nel buio corriamo visoni corriamo…

… Ci definiranno “terroristi”…
Chi è terrorista tra chi decide di liberare degli animali anche sapendo che non tutti sopravviveranno, ma dandogli una possibilità di libertà, o chi rinchiude degli animali in una gabbia per allevarli, ucciderli e scuoiarli per farli diventare una pelliccia? Animali privati della libertà, della loro soggettività e individualità che dovrebbero vivere liberi e invece passano parte della loro vita rinchiusi in una gabbia per poi essere vivisezionati, torturati, uccisi, diventando una cavia su cui sperimentare, diventando una mera merce, un prodotto, una pelliccia, un pezzo di carne…

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/B1YPc

5 Commenti

  1. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/607238_li_ho_visti__stata_unazione_terroristica/

    «Abbiamo cercato di tamponare – spiega Cerri – abbiamo subito tappato il buco, abbiamo fatto rientrare gli animali nelle gabbie. Ma ormai il danno era fatto, i visoni avevano già cominciato a litigare fra loro, fino ad ammazzarsi. Nei campi poi ne sono scappati 200, tra canali e stradine. Non vi dico quello che abbiamo trovato la mattina, non appena è sorto il sole. Almeno un centinaio di animali morti, molti di loro in modo terribile, schiacciati dalle automobili».

    «Purtroppo sono animali violenti, quasi cacciatori – continua Cerri – e fuori dalle gabbie hanno dato sfogo a tutta la loro aggressività».

    «Non lo nego – si sfoga Cerri – è stata un’azione terroristica. Fatta da chi racconta di voler difendere gli animali, e che invece ha fatto una strage».

    Le dichiarazioni non sono di un animalista gandhiano preoccupato per la sorte dei Visoni liberati, ma di Giuseppe Cerri proprietario del lager dove i Visoni erano rinchiusi. Le frasi sono state pronunciate da chi fa riprodurre forzatamente, alleva in gabbie minuscole, e uccide con il gas migliaia di Visoni ogni anno per vendere le loro pellicce, salvo poi accusare chi li ha liberati di aver fatto una strage…

    12 dicembre, 2013
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  2. stefano ha scritto:

    è tempo di tornare in massa fuori dai negozi che vendono pellicce a manifestare, volantinare, fare picchetti, anche senza autorizzazioni, è tempo di ricominciare a “colorare” di rosso quelle “signore” che vanno in giro in pelliccia… è tempo di bombardare le televisioni che trasmettono pubblicità di chi vende pellicce…è tempo di intensificare le azioni dirette per causare dann ieconomici e rendere la vita dura a chi guadagna sulla morte e la sofferenza…anche solo dei sassi o graffiti contro una vetrina…meglio che niente…

    per la liberazione animale…

    14 dicembre, 2013
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  3. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Stefano,

    i picchetti davanti alle pelliccerie sono stati fatti a suo tempo e sono stati moltissimi e partecipati, di sicuro ne servono molti altri, ma l’esperienza ci insegna che se le persone non cambiano la loro visione e capiscono una volta per tutte che le pellicce sono sofferenza e morte, non ci sono picchetti che tengano. la battaglia è culturale: le pellicce parevano finite pochi anni fa, ora sono ricomparse.

    15 dicembre, 2013
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  4. stefano ha scritto:

    ciao,
    concordo che finchè non ci sarà evoluzione “culturale” sarà difficile raggiungere un cambiamento definitivo, però l’informazione è fondamentale e tanta gente ancora non sa (o non vuole sapere) come si producono le pellicce (e gli inserti o i colli su indumenti vari). A mio parere i picchetti servono non solo a informare ma anche a rendere ben visibile fuori dai luoghi di vendita che esiste un forte movimento di opposizione e a rendere un pò meno “comoda” la vita di chi compra e specialmente di chi vende. I commercianti stanno promuovendo con rinnovato fervore il prodotto pelliccia e non sarà una manifestazione, che probabilmente troverà poco spazio sui mezzi di informazione, ad avere un impatto significativo. Come in passato io ritengo che sia utile una campagna capillare e diversificata, e che possibilmente renda la vita non agevole a chi vende…

    16 dicembre, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Stefano,

      di sicuro hai ragione. Ma davvero tu credi che la gente non sappia come si fanno le pellicce? Vogliamo ancora rimanere fermi a queste convinzioni del tutto errate e fuorvianti? La gente sa… ma non è interessata. E’ partendo da questo presupposto che si deve fare contro-informazione e attivismo.

      16 dicembre, 2013
      Rispondi

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