R.I.P. Chantek

L’Orango Chantek non c’è più. Ha concluso la sua triste e solitaria vita in un’area dello zoo di Atlanta, dopo aver subito per anni una serie di sperimentazioni sul linguaggio dei segni e sulla comunicazione, per poi essere dimenticato.
Chantek ha avuto la stessa sorte di Nim e altri Primati, vittime dell’ottusità, della crudeltà e della superbia umana, di seguito un testo in memoria di Francesco Cortonesi. Riposa in pace Chantek.

R.I.P. CHANTEK: nonostante le sue straordinarie capacità, che senza dubbio hanno aiutato il mondo, giocoforza, a comprendere cose che la maggior parte degli esseri umani si rifiutano di comprendere e aperto la strada a importanti riconoscimenti per i primati, la verità è che Chantek non ha fatto una bella vita. Se si esclude la prima infanzia che ha trascorso come un bambino umano, ma anche come l’orango che naturalmente era, il resto della sua esistenza è stato totalmente condizionato dall’essere umano che spesso gli ha inflitto vere e proprie torture psicologiche e fisiche. Per nove anni Chantek è stato costantemente sotto la supervisione degli scienziati, è stato costretto ad andare regolarmente a scuola e a svolgere i compiti. Con il passare del tempo ha cominciato a evidenziare i primi disturbi comportamentali culminati con un tentativo di fuga e l’aggressione a una studentessa. A quel punto, per motivi di sicurezza, è stato riportato nel laboratorio dove era nato. Ha trascorso qui undici lunghi anni in una gabbia di 5 metri per 5 ed è caduto in depressione. Nel 1997 lo zoo di Atlanta ha accettato di “ospitarlo” nella sua struttura permettendogli di vivere, se non altro, in uno spazio più grande e con del verde. Allo zoo di Atlanta Chantek ha messo in atto uno degli atteggiamenti più celebri della sua straordinaria intelligenza, svitando le rondelle delle amache della sua gabbia per poi utilizzarle come soldi e acquistare un drink, proprio come faceva quando frequentava il college. Utilizzando il linguaggio dei segni, Chantek ha continuato a chiedere gelati, caramelle e cheesburger senza però mai ottenerli a causa dell’obesità che nel frattempo aveva sviluppato. Ha dimostrato nel frattempo di saper utilizzare gli aggettivi per specificare gli attributi (uccelli rossi, formaggio bianco) e ha inventato anche alcune “definizioni” per indicare le cose. Una delle più celebri resta “occhi-drink” per indicare la soluzione liquida per lenti a contatto. Chantek lascia oggi la nostra dimensione. Ciò che possiamo fare, oltre ad augurargli miglior fortuna ovunque sia adesso, è sperare che il suo sacrificio non sia stato vano e che possa, se non altro, aiutare a fermare il massacro di migliaia di scimmie come lui che ogni anno vengono torturate e uccise nei laboratori dove si pratica la sperimentazione animale. 
Scusaci per tutto Chantek, se puoi. 
“Occhi drink” inteso in un altro senso amico, buon viaggio.

Francesco Cortonesi

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/28QxC

3 Commenti

  1. Giancarlo Emanuelli ha scritto:

    Ciò che viene definito “umano, umanità” sta perdendo il suo significato come aggettivo qualificativo per assumere l’aspetto negativo, di una crudeltà inaudita nel grande teatro della vita.

    9 agosto, 2017
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    • elydrum ha scritto:

      hai spiegato perfettamente quello che cerco di dire in ogni occasione simile…grazie di aver trovato le parole migliori!

      7 settembre, 2017
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  2. Paola Re ha scritto:

    I primati non umani sono gli animali più sfortunati perché si fa qualsiasi cosa per farli assomigliare a noi: una vera disgrazia.

    3 settembre, 2017
    Rispondi

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