Quanto uccide realmente il cacciatore?


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Nonostante la riapertura dell’attività venatoria sia stata fortemente contrastata da una nuova ondata di indignazione e da una manifestazione nazionale tenutasi a Firenze sabato 14 Settembre 2013, da qualche giorno i cacciatori sono tornati a sparare nei boschi e nei campi. Già di prima mattina è possibile udire, più o meno lontani, gli spari delle armi da fuoco che generalmente scandiscono la morte di un Animale. Ogni anno, al termine della stagione di caccia, è possibile stilare un elenco di vittime Umane, principalmente comuni cittadini impallinati accidentalmente e cacciatori deceduti per incidenti o arresti cardiaci. Lo stesso non si può dire delle vittime Animali, per cui è solo possibile immaginare il numero di morti. Occorre poi precisare che gli Animali che perdono la vita a causa dell’attività venatoria sono comunque più di quelli su cui i cacciatori riescono a mettere le mani. Il proiettile non è sempre letale. Se un Animale rimane ferito, a seconda dell’entità del danno, c’è la possibilità, più o meno alta, che esso muoia (per infezione, per fame), anche dopo diversi giorni e non pochi dolori. Se invece, l’Animale che viene ucciso possedeva una prole, quest’ultima, se non ancora in grado di procurarsi il cibo, ha ben poche possibilità di sopravvivenza. E ancora, possiamo citare il caso di Animali che perdono il proprio partner. Lo zoologo Carlo Consiglio, nel suo saggio Divieto di Caccia (1), porta ad esempio la monogamia stagionale della maggior parte delle Anatre dell’emisfero settentrionale. Se viene a mancare il partner maschio, le femmine possono avere maggiori probabilità di non sopravvivere o squilibri comportamentali.
Finora però, abbiamo elencato solamente le situazioni che riguardano il singolo individuo, la singola famiglia o la singola coppia. Occorre prestare particolare attenzione al cosidetto “saturnismo”, o avvelenamento da piombo. Consiglio afferma che ogni anno e solo in Italia, vengono sparate indicativamente 500 milioni di cartucce, equivalenti a circa 20 mila tonnellate di piombo, che si disperde nell’ambiente circostante, zone umide incluse nel caso della caccia agli Uccelli acquatici. Tutto questo piombo viene accidentalmente ingerito ed entra così nella circolazione. Gli Uccelli acquatici sono soliti ingoiare sassolini per sminuzzare il cibo consumato precedentemente e così, i pallini finiscono all’interno dell’Animale. Consiglio ci fornisce una descrizione degli effetti del saturnismo sull’organismo:

Gli animali colpiti sono semiparalizzati e non riescono più a volare, le ali si abbattono ai lati del corpo e le zampe non ne sostengono più il peso. Nei cigni, il lungo collo, non più sorretto dai muscoli, non riesce più a stare eretto. La paralisi colpisce anche l’intestino, con il rallentamento dei movimenti peristaltici e il rigonfiamento della cistifellea. Le feci sono verdi e acquose e gli uccelli colpiti si riconoscono per le piume sporche di verde e per l’aspetto emaciato.

A essere colpiti dall’avvelenamento non sono solo gli Uccelli acquatici.
I pallini sono stati rinvenuti anche nei corpi di Uccelli rapaci e altri. Senza voler aggiungere disturbo venatorio, ripopolamenti e altri danni di cui la caccia è responsabile, sappiamo con certezza che il numero di Animali che perdono la vita è molto più alto di quello che si crede, cioè quello attribuito ai semplici fucili. Ma ancora una volta, secondo i cacciatori, è tutto normale. E’ un’attività giusta, accettabile e rispettosa dell’ambiente in cui si svolge. E di nuovo, a rimetterci, sono sempre gli Animali.

Samuele Strati

Note:

1) Carlo Consiglio, Divieto di caccia. Tutto quello che i cacciatori non vogliono farci sapere, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2012, pp. 26-31

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/k4iHZ

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