Protesta davanti all’allevamento di Visoni di Montirone


Tempo di lettura stimato:
2 minuti

Riceviamo e divulghiamo:

Protesta davanti all’allevamento di Visoni di Montirone

SABATO 22 SETTEMBRE 2012
Ritrovo in Piazza Manzoni, Montirone (Brescia) – Ore 15.00

Organizzata da: Antispecisti Libertari Bs – essereAnimali – Nemesi Animale

Disponibilità di pullman con partenze da Pesaro / Rimini Sud / Forlì / Bologna / Modena Nord, per tutte le Info (Orari, Prezzi, Prenotazioni)
http://on.fb.me/TJgElT A Montirone, paese di 4000 abitanti a pochi chilometri da Brescia, poco meno di due anni fa si è insediato un allevamento di visoni che imprigiona 3000 individui, di cui 800 femmine destinate a continui stupri e continui parti. Quel che prima era un lager di polli ora lo è per questi piccoli animali che dovrebbero, e vorrebbero, invece vivere in solitudine, in ampi spazi, che vorrebbero nuotare e correre, così come facevano i loro antenati prima di venir costretti ad una eterna prigionia e così come fanno i pochi visoni liberi, siano essi figli di quei pochissimi scampati allo sterminio perpetrato negli ultimi due secoli, siano invece figli degli individui liberati (in primis dagli stessi allevatori quando costretti al fallimento e alla chiusura).

L’allevamento sembra essere spuntato all’improvviso in mezzo alle case, portando con sé fetore, liquami, ma soprattutto i lamenti strazianti degli animali in gabbia, come ha dichiarato un’abitante a un giornale locale.
Davanti alle lamentele della popolazione il sindaco si è accorto della presenza dell’allevamento e ha successivamente emesso un’ordinanza per la sua chiusura, posticipata dal TAR a fine novembre, per non interrompere il ciclo vitale degli animali in gravidanza.
Parrebbe dunque che la questione sia già risolta, che il lieto fine sia già pronto.

Noi riteniamo comunque fondamentale far sentire in maniera incisiva la nostra presenza, far capire non solo alla famiglia Bellina – De Poli che, indipendentemente dalle decisioni delle autorità, non lasceremo che continuino indisturbati la loro attività di sfruttamento, siano i loro schiavi visoni o polli o altro, ma anche per dare un segnale chiaro e forte a tutti quegli allevatori e agricoltori in Italia che, attratti dal canto da sirena dell’AIAV (Associazione Italiana Allevatori Visoni) che da mesi sta proclamando a gran voce come l’allevamento di visoni sia la soluzione per tutti i mali, per sopravvivere alla crisi economica, stiano pensando di iniziare a guadagnare sulla pelle degli animali da pelliccia.
Gli allevamenti in Italia negli ultimi quindici anni sono passati da 150 a poco più di una decina. Un ruolo importante ha avuto nel declino di questo orrore la mobilitazione continua e la continua campagna di pressione, informazione, sensibilizzazione.
Non abbassiamo la guardia ora!

Questi individui sono destinati a una vita in gabbia e una morte atroce, storditi e gasati o con le ossa del collo spezzate. Lo scopo di tanta sofferenza è unicamente il profitto.
Gli allevamenti di visoni, così come tutti i luoghi di detenzione e di sterminio di animali, siano essi considerati da pelliccia, da reddito o da laboratorio, devono chiudere.

Per questo sabato 22 Settembre saremo presenti a Montirone, e vi invitiamo a partecipare e protestare, per essere la voce di quegli individui e portare avanti un messaggio etico e di lotta per la liberazione di tutti gli animali.

***
Antispecisti Libertari Bs – antispecistilibertari.blogspot.com
essereAnimali – www.essereanimali.org
Nemesi Animale – www.nemesianimale.net

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/9rZKP

3 Commenti

  1. Rossella franceschini ha scritto:

    E’ UNA VERGOGNA!!!
    ANIMALI CHE SUBISCONO SOFFERENZE CONTINUE FINO ALLA MORTE.
    BASTA FERMIAMO QUESTA BARBARIA

    19 febbraio, 2013
    Rispondi
  2. sergio bartolacci ha scritto:

    VISTO CHE VIVONO SOLO PER SODDISFARE LA VANITA’ DELLE SIGNORE….ALMENO FACCIAMOLI VIVERE E MORIRE MEGLIO.

    19 febbraio, 2013
    Rispondi
  3. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Sergio,

    Questi Animali soffrono e muoiono per la vanità di tutti: uomini e donne, di qualsiasi ceto ed età. E’ la vanità collettiva e personale che lo impone. Pertanto l’unica cosa che si può fare è smettere di sfruttarli, per qualsasi motivo, e liberarli permettendo loro di vivere una vita degna.
    Farli “vivere” e morire “meglio” non serve a nulla se non ad alleggerirci la coscienza.

    19 febbraio, 2013
    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *