Problemi etici legati ai Maiali super-muscolosi


Tempo di lettura stimato:
6 minuti

maiali-super-muscolosi

Un articolo pubblicato da Slate.com interessante per i dati riportati, capaci di fornire un’idea sull’entità dello sfruttamento animale per fini alimentari che è in atto. La tecnologia e la scienza applicata pare facciano passi da gigante ma l’etica che soggiace a ogni innovazione risulta arretrata, antropocentrica e specista. L’assurdità del concetto di “benessere animale” appare in tutta la sua drammaticità in casi come quello riportato nell’articolo: ancora una volta è chiaro che non può esistere alcun tipo di sfruttamento degli Animali che garantisca loro i diritti fondamentali che ogni essere senziente dovrebbe avere. Nessuna mirabolante – o atroce – novità scientifica potrà mai sopperire alla profonda ingiustizia che contraddistingue lo sfruttamento degli altri Animali da parte dell’Umano.

Fonte: www.slate.com/articles/technology/future_tense/2016/06/the_ethical_problems_with_super_muscly_pigs.html

Problemi etici legati ai maiali super-muscolosi

di Judith Benz-Schwarzburg e Arianna Ferrari

La ricerca sugli animali si sta muovendo rapidamente in due direzioni divergenti.
La ricerca sulle capacità cognitive degli animali, sul loro comportamento e sul loro benessere ci insegna che molte specie animali hanno una vita cognitiva ed emotiva complessa ed esigenze connesse al modo in cui conoscono ed esplorano l’ambiente circostante. Per esempio, nei maiali queste capacità sono piuttosto avanzate: sono dotati di memoria a lungo termine e sono sensibili alle emozioni di altri suini. Sono in grado di utilizzare specchi per localizzare il cibo dietro ad ostacoli e barriere e sono in grado di determinare se gli esseri umani gli stanno prestando attenzione.
E’ chiaro il pericolo che deriva dal sottovalutare queste capacità: se gli animali vivono in un ambiente molto ristretto, senza sfide cognitive e sociali, se gli si impedisce di esprimere comportamenti tipici della loro specie, possono ovviamente incorrere in problemi molto gravi. Il progresso nella ricerca sulle capacità degli animali dovrebbe darci una maggiore empatia per le altre specie e un migliore riconoscimento delle loro esigenze. Purtroppo i fatti dimostrano che così non è.
Allo stesso tempo, infatti, le nuove tecnologie di manipolazione genetica stanno permettendo agli scienziati di progettare gli animali in modo da massimizzare il loro valore economico come fonti di cibo. Queste tecnologie permettono la manipolazione diretta di qualsiasi gene di un organismo vivente in modo piuttosto semplice, a buon mercato e con una precisione inimmaginabile fino a poco tempo fa.

Negli ultimi cinque anni, queste tecnologie sono state utilizzate per modificare la linea germinale di oltre 300 suini, bovini, pecore e capre. Nel mese di giugno 2015, un team di scienziati delle Corea del Sud ha annunciato la creazione di suini super-muscolosi ottenuti utilizzando la tecnologia di manipolazione del singolo gene denominata Talens.

Se i dibattiti sugli aspetti etici e sociali legati alla manipolazione del genoma di embrioni umani e le colture hanno innescato polemiche politiche e pubbliche e una tempesta sui media, la manipolazione del genoma degli animali ha ricevuto molto meno controllo etico.
Eppure la manipolazione genetica degli animali da allevamento come i maiali super-muscolosi solleva questioni etiche complesse circa il benessere degli animali, su chi sta beneficiando di queste tecnologie e circa l’evoluzione del rapporto contraddittorio tra esseri umani e animali. Queste domande sono state ignorate fino ad ora, ma la nostra crescente consapevolezza della ricchezza interiore della maggioranza delle specie animali rende tale mancanza sempre più problematica.
La preoccupazione per il benessere degli animali geneticamente modificati inizia con il processo stesso della loro creazione: sperma e uova di donatori e madri surrogate sono normalmente uccisi se non sono riutilizzabili per altri scopi (come in altri esperimenti su animali). Animali le cui modifiche risultano non consone con il risultato cercato muoiono a causa della loro salute precaria e gravemente compromessa o vengono uccisi perché non sono né commercialmente validi né utilizzabili per scopi scientifici.

Le manipolazioni del genoma causano una serie infinita di problemi legati al mancato benessere degli animali, come ad esempio i livelli molto bassi di sopravvissuti dopo la nascita, le dimensioni abnormi che li rendono incapaci di muoversi naturalmente o i problemi respiratori e cardiaci.
Per i maiali super-muscolosi creati dagli scienziati della Corea del Sud, infatti, già alla nascita le grandi dimensioni comportano difficoltà di parto; solo 13 dei 32 maialini sono sopravvissuti fino agli otto mesi e solo uno è sopravvissuto in salute. Questo è un dato allarmante, dato che le nascite e le vite dei suinetti si svolgono in laboratori di ricerca e sotto stretta osservazione medica per cui in circostanze altamente controllate ci si potrebbero aspettare tassi di sopravvivenza ben più elevati.
Sebbene le tecniche di modifica del genoma dovrebbero far pervenire a risultati precisi, in realtà molti più animali di quelli effettivamente utilizzati per la sperimentazione.
Ad esempio leggiamo in un documento del 2016 (Research Transgenic di Wenfang Tan – Università di Edimburgo) che dei 23.216 embrioni di maiale che sono stati impiantati in 112 maiali e che hanno generato 62 gravidanze, 237 maiali sono nati vivi. Di questi, 179 (76 per cento) sono stati considerati rispondenti alle aspettative di modifica, il restante 58% non erano utilizzabili per gli esperimenti. Gli scienziati che lavorano nel campo si concentrano sul 76 per cento dei suini nati vivi, che a loro modo di vedere rappresenta un successo rispetto alle tecnologie precedenti. Tuttavia, se si considera il numero di embrioni necessari, i maiali coinvolti nelle gravidanze e gli individui nati “difettosi”, è chiaro che la valutazione di “efficienza” di queste procedure dipende da se e come si contano le vite degli animali coinvolti in tutte le fasi del processo.

Le minacce al benessere degli animali non finiscono con la loro creazione in laboratorio. I maiali, come molti altri animali utilizzati in agricoltura, hanno abilità ed esigenze cognitive e sociali precise. In quanto esseri senzienti hanno quello che i biologi e veterinari chiamano “bisogni etologici”, tra cui il desiderio di esplorare l’ambiente circostante e di impegnarsi in interazioni sociali significative con gli altri della loro specie. Ricercatori interessati al benessere degli animali hanno dimostrato che se alle scrofe non è permesso costruire nidi prima del parto o sono impossibilitate a svolgere le altre esigenze comportamentali, saranno spesso soggette a comportamenti compulsivi come masticare le barre metalliche delle loro casse, caudofagia o di masticazione a vuoto.
Questi animali soffrono di malattie presentano lesioni a volte legati a densità elevate di stabulazione o alle condizioni dei pavimenti delle aree a essi riservate, altre volte a causa della mancanza di spazio e stimoli comportamentali, alla malnutrizione, allo stress durante la manipolazione, all’isolamento, al trasporto, e, in ultima analisi, ai metodi di abbattimento.

Il numero di maiali coinvolti nelle modificazioni genetiche legate all’ottenimento dei suini super-muscolosi può sembrare esiguo, ma alcuni scienziati promuovono l’utilizzo di animali geneticamente modificati per la produzione alimentare. Sembrano considerare la manipolazione del genoma come una soluzione per garantire la sicurezza alimentare per una popolazione umana in rapida crescita e per fronteggiare il diminuire delle risorse in un mondo che cambia. Ma non sembrano tener conto dei costi etici; gli interessi economici in gioco creano un potente disincentivo a prendere in considerazione il benessere animale e altre problematiche connesse.
L’allevamento animale crea ‘inquinamento delle acque e del territorio e richiede una grande quantità di territorio. Si stima che il 45 per cento della superficie terrestre globale sia a oggi impiegata per questo. Il consumo di carne è legato anche a un aumento dei rischi per la salute, come il cancro, cardiopatia ischemica, ictus e diabete mellito. Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite ha concluso che sia la salute ambientale globale che quella umana beneficerebbero di un sostanziale cambiamento di dieta.
Eppure, la domanda di carne e latticini continua ad aumentare in tutto il mondo, a causa soprattutto dell’aumento della richiesta da Cina, India e Russia. Nella misura in cui la modificazione genetica degli animali aumenta la produzione di carne, è anche probabile che porti alla lunga a un effetto di rimbalzo, spingendo i prezzi verso il basso e aumentando ulteriormente la domanda di prodotti di origine animale, proprio come rendere le strade più larghe e creare più parcheggi tende a rendere i problemi di traffico peggiori.
Così il procedere parallelo d’incentivi economici, cambiamenti demografici e modifica delle abitudini alimentari, con i progressi della tecnologia genetica stanno tutti spingendo nella medesima direzione: verso un aumento dello sfruttamento a livello mondiale.

Alla luce di queste preoccupazioni, vi è una profonda tensione irrisolta tra il numero crescente di scienziati e istituzioni che sembrano andare nella direzione di una diminuzione dell’uso di animali per la produzione di cibo e, dall’altra parte, il supporto di numerosi biotecnologi impegnati nelle modifiche genetiche volte a creare forme di animali da carne e da impiegare nella produzione lattiero-casearia. Questa tensione è fondamentalmente di natura politica, ma è anche un problema di etica e di valori, non solo perché queste tecnologie hanno un impatto negativo sul benessere degli animali, ma anche perché profondamente modellano il modo in cui pensiamo animali.
Anche se la scienza si muove nell’aiutarci a comprendere le capacità cognitive degli animali e ci fornisce ragioni per entrare in contatto empatico con cani e suini nella stessa maniera, i progressi tecnologici come le modificazioni genetiche, riportano il valore intrinseco degli animali “da allevamento” a quello di prodotti con un mero valore strumentale e un prezzo di mercato.

Gli animali geneticamente modificati come i maiali super-muscolosi sono creati e ottimizzati per soddisfare desideri umani.
Sostanzialmente, questi animali così progettati, soffrono se è possibile più dei loro parenti non modificati a causa delle loro caratteristiche fisiologiche estreme.
Si tratta di un successo tecnologico esattamente perché sono ottimizzati, ad esempio attraverso l’aumento della loro massa corporea, ma cosa dire della loro sofferenza?

Traduzione a cura di Ada Carcione

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/Guqsq

Commenta per prima/o

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *