Prigionieri dei prigionieri


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Gaza, una città prigioniera di un conflitto che pare senza fine tra palestinesi e israeliani, una città di un territorio chiuso, controllato e assediato perennemente, dal quale nessuno può fuggire nemmeno durante i bombardamenti, ha uno zoo (lo zoo di Al Bisan). Un luogo di prigionia, miseria e di sofferenza estrema dove sono rinchiusi esseri senzienti per servire da “svago” ad altri esseri senzienti a loro volta rinchiusi: prigionieri dei prigionieri si potrebbe dire, ma in realtà lo zoo di Gaza ci dimostra solo – per l’ennesima tragica volta – che la gerarchia creata dalla volontà di dominio dell’Umano non ha mai fine, e che chi è dominato a sua volta domina, senza un’apparente soluzione di continuità.  
Di seguito il reportage fotografico di The Huffington Post tradotto in italiano da Linda Possanzini:

Le ultime vittime del conflitto israelo-palestinese: ill dramma degli animali dello zoo di Gaza

Sfiniti, denutriti e traumatizzati per gli shock subiti gli Animali dello zoo di Gaza sono le ultime vittime del conflitto israelo-palestinese. Immagini strazianti hanno rivelato il dramma di questi Animali. In mezzo al tiro infuocato dei combattimenti tra israeliani e palestinesi che hanno portato alla morte di più di 1960 palestinesi e 67 israeliani, la vista dello zoo di Gaza “non poteva essere più triste” è quanto affermano i reporters che hanno assistito alla scena. Leoni denutriti arrancano disperatamente nelle loro gabbie distrutte, Coccodrilli immobili in acque stagnanti e Scimmie impotenti di fronte le carcasse dei loro compagni o cuccioli.

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Un guardiano dello zoo tra le macerie all’entrata dello zoo

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Un’Amadriade veglia la carcassa del suo compagno all’interno della loro gabbia

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Una carcassa di Scimmia allo zoo al Bisan

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Macerie e carcasse sono sparse per tutto lo zoo 

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Un Leone e una Leonessa si coccolano all’interno della loro gabbia distrutta 

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Rapaci fotografati all’interno della loro gabbia

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Un guardiano dello zoo ispeziona i danni alla gabbia dei Leoni

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Un’Oca e un’Antilope all’interno della loro gabbia

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I resti dello zoo turistico devastato di Bisan City 

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Un’Amadriade tra le macerie dello zoo

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Le recinzioni dello zoo attorcigliate e distrutte in seguito ai bombardamenti

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Un guardiano dello zoo porta cibo agli Animali

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Un Leone ruggisce intrappolato nella sua gabbia

Il guardiano dello zoo, Wasef Hamad, rischia la sua vita quotidianamente per sfamare gli Animali ancora in vita, ci racconta Al Jazeera poiché l’area è soggetta a frequenti bombardamenti da parte degli israeliani. Secondo Hamad, più della metà degli Animali presenti nello zoo sono stati uccisi, la maggior parte per frammenti di proiettili mentre i restanti morti di stenti.
Reporter della CNN hanno riferito che molti Animali sembravano stremati e traumatizzati.
Secondo Frederik Pleitgen “I membri dello staff raccontano che oltre alle ferite subite durante i bombardamenti, molti Animali non hanno neanche mangiato per mancanza di fondi per comprare il cibo, e non hanno ricevuto alcun tipo di assistenza”.
“La situazione è drammatica”, dice al reporter il capo veterinario. “Non possiamo far uscire gli Animali per pulire le gabbie. Molti si stanno ammalando per la denutrizione e le precarie condizioni igieniche. Ma non abbiamo altri posti dove portarli”.
Per dare una mano, “anche se piccola”, il gruppo della CNN ha acquistato sei polli al mercato locale per sfamare i Leoni.
Un portavoce dell’esercito israeliano ha riferito all’AFP che le forze armate stanno cercando prove su chi ha lanciato missili nell’area del parco zoo di Al Bisan.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/Wrs4g

6 Commenti

  1. Sandra ha scritto:

    spesso mi domando perchè sono venuta in questo mondo così crudele…..e come mai sono “umana” seppur dentro sento terribilmente vicino”il mondo animale” e la loro sofferenza è la mia…..

    23 Settembre, 2014
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  2. Roberto Contestabile ha scritto:

    Non ci sono parole per commentare tutto questo!

    Come al solito…nel silenzio totale dei media!

    23 Settembre, 2014
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  3. Paola Re ha scritto:

    E’ l’esempio cristallino della cultura della supremazia che considera gli altri, umani e non umani, bersagli su cui esercitare tutto il potere possibile. E da quelle parti è proprio tanto il potere possibile da esercitare. Sostituire con un abile gioco fotografico le immagini dei disgraziati animali con quelle di umani (pure bambini), non cambia di un millimetro il senso del servizio. Ci hanno abituato a tutto da quelle parti.

    24 Settembre, 2014
    Rispondi

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