Porca vacca, e l’immagine sessista pubblicizza anche una mangiata di carne


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Fonte: Unavoceperledonne.it

porca vacca - Porca vacca, e l'immagine sessista pubblicizza anche una mangiata di carne

La cena è prevista per questa sera e il titolo è eloquente: porca vacca. E l’immagine che la pubblicizza è svilente sia per la donna che per gli animali.
Una faccia di donna sul corpo di mucca e una donna con la faccia di maiale. Tutto in griglia a 15 euro. E il corpo della donna paragonato a quello di carne da macello da mangiare. Ma i titolari del ristorante Badia, sui Colli Euganei nel padovano, come fanno a pensare che una donna possa andare a degustare carne di maiale e di vitello in un posto che evoca la propria immagine. Come dovrebbero fare a mangiare se stesse? Un corpo da far mangiare agli uomini? Consumatori ultimi di questo edonismo mascherato da pubblicità. Siamo davvero curiosi di sapere come andrà la serata a questo ristorante che ha usato un’immagine sessista e specista per eccellenza.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/dmwDq

7 Commenti

  1. stefanover ha scritto:

    il problema è si nel propositore della pubblicità… ma anche nelle donne che si prestano a simili squallide sceneggiate !

    29 gennaio, 2014
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Stefano,

      E’ chiaro che nessuno ha obbligato le due donne della foto a posare per la pubblicità, di conseguenza si può parlare in questo caso di soggetti consenzienti.

      29 gennaio, 2014
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  2. Paola Re ha scritto:

    Ci sono donne che hanno SOLO quel ruolo. E’ vero che nessuno le obbliga (salvo quelle schiave del racket) ma è anche vero che per loro quella è la sola strada da percorrere perché è la loro scelta di vita. E’ avvilente ed è ancora più avvilente l’incessante paragone denigratorio della donna con certe specie animali come la vacca con Vestirsi come una vacca, Comportarsi come una vacca. E poi la gallina con Avere il cervello di una gallina, Gallina vecchia fa buon brodo. E poi l’oca, animale tra i più intelligenti, eppure va alla grande Avere il cervello di un’oca e Fare l’oca. E poi ci sono gli insulti a sfondo sessuale come Troia, Maiala, Porcella e via dicendo. Sono solo alcuni dei detti più diffusi di cui noi donne dovremmo essere liete per l’affetto che ci lega a quelle creature. Invece quasi sempre le donne si offendono, querelano, denunciano quando basterebbe rispondere con qualche nozione minima di etologia per zittire in un attimo l’interlocutore.

    7 febbraio, 2014
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  3. Emanuele ha scritto:

    Scusate, se non sbaglio la donna assimilata all’animale è presente anche in alcune pubblicità vegane, senza dimenticare le donne che si mettono (nude) in enormi vaschette plastificate per imitare la carne dei supermercati. Anche queste sono da condannare?

    3 ottobre, 2014
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Emanuele,

      Veganzetta è assolutamente contraria all’uso del corpo della donna per fini pubblicitari, di seguito uno dei vari articoli dedicati all’argomento: http://www.veganzetta.org/la-peta-si-leva-le-mutande/
      Ci sono anche pubblicità che mettono in evidenza lo sfruttamento animale in relazione allo sfruttamento della donna come per esempio quelle di Campagne per gli animali: http://www.campagneperglianimali.org/web/le-campagne/
      Pubblicità che sono ben altra cosa rispetto a quelle della PETA o di associazioni simili. Visita il sito web proposto e leggi i testi che accompagnano le pubblicità, ti renderai conto che l’impostazione è diametralmente opposta a quella di chi usa i soliti stereotipi sessisti per attirare l’attenzione.

      4 ottobre, 2014
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  4. Emanuele ha scritto:

    Ciao Cereal Killer,

    ti ringrazio per il chiarimento. Fa piacere scoprire che “pubblicità” di quel genere non siano condivise dalla maggior parte degli animalisti.

    5 ottobre, 2014
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      L’uso strumentale e discriminatorio della figura femminile, del corpo delle donne (e dell’errata “idea” che la società umana ha della donna), come pure del corpo degli Animali (e dell’errata “idea” che la società umana ha degli Animali) e qualsiasi altro uso di questo genere è assolutamente in antitesi con il pensiero antispecista. Purtroppo esistono molte realtà animaliste che si sono adeguate al pensiero comune e alla pratica della pubblicità commerciale che sfrutta la figura della donna per veicolare messaggi pubblicitari a sfondo sessuale. Questo è un grande problema che come antispecisti combattiamo.

      5 ottobre, 2014
      Rispondi

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