Paura di un Pianeta vegano


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nuvole.gifPaura di un Pianeta vegano, questo era il titolo di un capitolo del libro “Tutto quello che sai è falso” AA.VV. edizioni Nuovi Mondi Media, una sorta di raccolta di informazioni, o meglio disinformazioni, tratta dal celebre sito internet www.disinfo.com.
Il capitolo snocciolava dati ed informazioni dettagliate sulla filosofia vegan, e sulle sue possibili ripercussioni sulla società  moderna umana. Forse questo libro (data anche la tiratura astronomica, un vero e proprio caso editoriale) dev’essere giunto anche nelle mani di qualche direttore di TG, visto l’accanimento mediatico contro i vegan a cui stiamo assistendo ultimamente.

Come riportato dal sito Vallevegan.org il 22 maggio 2007 il TG1 delle ore 20 (fascia oraria di massimo ascolto, e soprattutto fascia oraria dedicata alla famiglia) manda in onda un servizio a cura di Manuela Lucchini che affronta il veganismo introducendo un libro recentemente dato alle stampe negli Stati Uniti, ed intervistando uno dei numerosissimi nutrizionisti che la televisione pubblica e privata ci hanno abituati a sopportare, tale Prof. Pietro Migliaccio:

«Si chiama Nina Planck.
E’ una scrittrice americana che in un suo libro, presentato dal N.Y. Times, ha denunciato i danni della dieta vegana. La Plank ha ricordato i tre bambini morti nel giro di quattro anni.
Anche lei era vegana, dice, e cioè: non solo non mangiava carne, ma neanche latte, uova e tutti gli altri prodotti animali. Ma poi ha capito l’errore. Un errore gravissimo se la dieta si impone ai bambini.
La dieta vegana è carente di vitamina B12 che si trova solo nei prodotti animali.
Le vitamine A e B che si trovano in carne, pesce, uova e burro. E di minerali, quali calcio e zinco.
Quando i bambini vengono privati di tutto questo hanno ritardi nella crescita, rachitismo e danni al sistema nervoso.

Ma perché vegani no e vegetariani sì? (intervista al Prof. Pietro Migliaccio, medico nutrizionista)

“Nei bambini e specialmente nei lattanti il vegano proibisce praticamente qualsiasi nutriente di origine animale.
I vegetariani invece possono consumare uova, latte e derivati: questo fa sì che l’alimentazione possa essere completa”.»

Cosa si deduce dal testo dell’intervista? La risposta pare ovvia: siamo giunti allo sdoganamento del vegetarismo, ormai universalmente riconosciuto come pratica alimentare innocua, sia dal punto di vista della salute, sia (e soprattutto) da quello economico. Anzi, non è raro imbattersi in pubblicità  sui media che reclamizzano prodotti vegetali privi di colesterolo. Come per l’eco business, si può quindi parlare tranquillamente anche di vege business.
Una delle carattetistiche salienti della moderna società  umana, è la sua incredibile capacità  di trovare di continuo un nemico da combattere, nel nostro caso, le notizie allarmistiche si concentrano sui vegan che obbligano i loro figli in fasce a rinunciare a qualsiasi nutriente di origine animale, condannandoli (a detta del “disinteressato” dietologo dell’intervista) a delle gravi carenze, se non alla morte – come afferma la redenta autrice del libro citato nel servizio filmato della RAI. Quindi che fare? Perché non organizzare una crociata mediatica contro il nuovo pericolo vegan? Detto fatto.

Ciò di cui si può essere sicuri, comunque, è che ci troviamo oramai nel bel mezzo della seconda delle tre fasi della verità  (come vengono definite dal documentario Earthlings), ossia le tre diverse tipologie di reazione della società  nei confronti del verificarsi di un movimento di pensiero che minacci lo stato delle cose: la ridicolizzazione, l’opposizione, l’accettazione.
E’ fuor di discussione che ormai la prima delle tre fasi (la ridicolizzazione del movimento vegan) si sia estinta da un pezzo, ormai quasi nessuno trova divertente o ridicolo chi si professa vegano con convinzione, al contrario, prova un senso di disagio se non di preoccupazione. I vegani sono in continuo aumento in Italia come all’estero, si parla sempre più spesso della filosofia vegana e delle sue implicazioni pratiche che sono infinitamente più destabilizzanti per il sistema economico vigente rispetto a quelle vegetariane. Un vegano si rifiuta di consumare prodotti che implichino lo sfruttamento e l’uccisione di esseri senzienti, questo, in parole povere, significa mettere in crisi l’intero sistema economico, e, a ruota, quello sociale che si basano proprio sullo sfruttamento dei più deboli.
Ecco quindi la discesa in campo dei professionisti della persuasione di masse con servizi recanti messaggi allarmanti sul veganismo e su coloro che lo praticano (fase dell’opposizione), cercando di dissuadere chi è interessato alla filosofia vegan a non compiere il fatidico passo.

La verità  è che la filosofia vegana comincia a creare grattacapi se non preoccupazioni, la rivoluzione che parte dal piatto per estendersi a tutto lo scibile fa paura, ogni vegano etico è un consumatore critico in più, sottratto alla lobotomia della pubblicità , è una persona che pensa e compie le proprie scelte secondo una logica ferrea e pertanto scomoda per tutti gli imperi economici che hanno costruito la propria fortuna sfruttando la profonda ingiustizia che pervade la società  umana.

A tutti coloro che sono interessati all’argomento e desiderano approfondire in modo compiuto e responsabile senza dare ascolto alle sirene della televisione, si ricorda la Posizione Ufficiale sulle diete Vegetariane dell’American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada, aggiornata al 2003, la quale afferma che

Le diete vegane ben bilanciate ed altri tipi di diete vegetariane risultano appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia ed adolescenza.”
Per maggiori informazioni: ADA.

In conclusione ci piace sottolineare che la filosofia vegana etica implica una pratica di vita che abbraccia ogni singolo aspetto dell’esistenza e, di conseguenza, è ben più che una semplice dieta. La scelta di non nuocere a chi non ha diritti ed è impossibilitato a difendersi, la lotta per l’affermazioni di tali diritti negati, e la ricerca di soluzioni per una nuova società  umana allargata fondata sull’uguaglianza, la solidarietà  e la giustizia trascende qualsiasi argomentazione salutistica.

Attendiamo commenti a questo articolo e contributi sull’argomento sul nostro FORUM

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/75ca9

9 Commenti

  1. stefanover ha scritto:

    tre bambini morti in quattro anni…
    trenta iracheni morti ogni giorno…
    tremila soldati americani morti in iraq…
    trentamila tra morti e condannati
    nella tragedia di bhopal…

    certo che il pericolo sono i vegani/vegetariani!!!!
    sono gli unici ai quali non è sparita la memoria
    grazie al fatto che non mangiando carne non
    si ingozzano di schifezze chimiche…
    e quindi ricordano tutto, ma proprio tutto!!!
    hiroshima ed i lager nazisti, ilaria alpi,falcone e borsellino,ustica,la nave con 140 morti carica di
    armi al largo di livorno…
    ecchecavolo!!! certo che diamo fastidio!!!
    stefanover degli animal shelter

    23 maggio, 2007
    Rispondi
  2. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Stefanover e come darti torto?
    I pericoli maggiori derivano da chi cerca in qualche modo di cambiare questa società  fondata sul sopruso, l’ingiustizia e l’iniquità . Il resto (anche se ciò può significare la morte di milioni di esseri senzienti e la distruzione del Pianeta) se è fatto in nome del “progresso” o della “civiltà ” è supinamente accettato da tutti.

    La memoria corta è molto utile a tutti.

    Cereal Killer

    24 maggio, 2007
    Rispondi
  3. Piero Liberati ha scritto:

    Ciao Fratelli, grazie per la citazione a ValleVegan…
    Complimenti per questo nuovo progetto. L’importante è che i vegani si riproducano sempre di più, non solo facendo bambini. :-)

    24 maggio, 2007
    Rispondi
  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Piero,
    Ti ringraziamo per i complimenti, fanno sempre piacere, noi siamo ottimisti: cresceremo! :=)

    UN caro saluto

    24 maggio, 2007
    Rispondi
  5. Andrea ha scritto:

    complimenti per l’articolo,
    molto interessante e brillante,
    soprattutto quando citi la necessità  del popolo umano di scagliarsi contro qualcuno o qualcosa, concordo pienamente!
    another world is possible!
    andrea

    29 giugno, 2007
    Rispondi
  6. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Caro Andrea,

    Ti ringrazio per i complimenti che sono sempre molto graditi.
    Purtroppo avrei preferito citare ben altre necessità  della specie umana, ma questa temo sia la cruda realtà  delle cose.

    Se ti fa piacere iscriviti pure alla nostra newsletter o al sito per poter fare altri interventi, ogni contributo è prezioso per noi proprio perché per costruire un’altra società  umana ed avere finalmente un mondo nuovo, serve l’aiuto di tutti.
    Noi nel nostro piccolo ci crediamo e, pertanto, ci proviamo.

    29 giugno, 2007
    Rispondi
  7. ilaria ha scritto:

    Grandissimi!Un articolo favoloso perchè affronta tematiche difficili da contrastare e forse quelle che più mi innervosiscono!
    Nutrizionisti che si ostinano a combattere questa crociata contro i vegani facendoci passare come pazzi fanatici.
    Dobbiamo anzi continuare a sentire i lori discorsi che promuovono carne come elemento fondamentale per apportare nutrienti essenziali.(Quando ormai sappiamo bene e lo sanno anche loro che non è così).
    Ecco come la tv cerca di fare il lavaggio del cervello promuovendo solo ciò che porta guadagno e nient’ altro!
    Continuiamo a sperare in un mondo nuovo come dice Andrea..
    Non ci arrenderemo!

    9 ottobre, 2007
    Rispondi
  8. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Cara Ilaria,

    Una resa non è nemmeno contemplata, stai tranquilla :=)
    L’importante è anche agire a livello mediatico controllando, analizzando, ribattendo e diffondendo le nostre tesi il più possibile, per non lasciar spazio a ciarlatani, pseudo esperti prezzolati e rappresentanti delle lobbie della carne e dello sfruttamento degli Animali.
    Certo loro hanno i soldi, noi abbiamo l’entusiasmo di chi si batte per una grande causa.

    10 ottobre, 2007
    Rispondi
  9. sdf ha scritto:

    complimenti per l’articolo…
    forse stiamo togliendo un po’ di quegli strumenti che creano la dipendenza, la conoscenza sequestrata dagli “esperti” che ancora fanno breccia nella vulnerabilità  (o pigrizia) delle persone normali (noi siamo gli strani) che vengono portate a credere che le risposte ai loro problemi stiano nelle mani e nelle menti degli altri.
    Alcune volte mi sento rispondere quasi con fastidio: ” ma cosa cambia?????”
    La risposta più bella che potrei dare e che non ho mai dato potrebbe essere:” non preoccuparti, non cambierà  mai niente, almeno così non avrai mai rimorsi o sensi di colpa, va tutto bene…tutto come prima…
    ciao.

    30 luglio, 2008
    Rispondi

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