Papà sparava ai miei amati animali


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Fonte: La Tribuna di Treviso

GIAVERA DEL MONTELLO. «Mio padre sparava ai miei animali, cani e gatti. Un gesto che io non capivo e per il quale rimanevo male, molto male. Per questo motivo, ho deciso di non seguire mia madre in Brasile e di rimanere a casa. Non volevo separarmi dai miei cani per timore di tornare e trovarli morti». Tre ore e mezza d’interrogatorio per difendersi ma anche per dire la sua verità. Per dare una spiegazione a quel raptus che, un pomeriggio di fine luglio, nella sua abitazione a Cusignana, la spinse a prendere in mano una pistola e a scaricare cinque proiettili sul padre, tre dei quali andarono a segno.  È stato un lungo e difficile interrogatorio quello che la diciassettenne, due giorni fa, ha affrontato, in un’aula del tribunale dei minori di Venezia, davanti al pubblico ministero Alina Rossato. Un interrogatorio dal quale sarebbero emerse le prime giustificazioni di un gesto che, nell’immediatezza dei fatti, non aveva trovato nessuna spiegazione.

Finora si era parlato genericamente di un difficile rapporto tra un padre anziano, noto imprenditore del settore del ferro, e una giovane e brillante figlia, brava negli studi e con molti interessi extra-scolastici. Ma un alone di mistero era calato sul tentato omicidio di Cusignana.

Ora la verità, quella della ragazzina, è emersa in un’aula del tribunale dei minori di Venezia. Oltre ai difensori della minorenne, gli avvocati Antonio Prade e Massimo Montino, c’era anche la madre brasiliana, che in questi mesi ha continuato a fare da spola tra il Montello e il carcere minorile di Pontremoli dove si trova rinchiusa la ragazzina. «Mi pento e sto male per ciò che ho fatto», ha subito detto la diciassettenne al pm Rossato, «e non so darmi pace». Poi per tre lunghe ore e mezza la diciassettenne ha parlato e spiegato quello che il 24 luglio scorso avvenne in casa e le ragioni che la spinsero a impugnare l’arma e sparare contro il padre. In altre parole, la ragazzina temeva che il padre sparasse ai suoi animali, come sarebbe successo altre volte, e per questo motivo non aveva seguito la madre ed il fratellino per le vacanze in Brasile.

Erano da poco passate le 17 del 24 luglio scorso quando, durante un acceso diverbio col padre, è scattato il raptus nella minorenne. La ragazzina, all’improvviso, prese la pistola calibro 22 del padre e sparò cinque volte verso l’anziano genitore: due colpi andarono a vuoto, perché era inserita la sicura, e tre a bersaglio a braccio, gamba e di striscio alla testa. L’imprenditore del Montello fu successivamente soccorso e trasportato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove venne ricoverato nel reparto di terapia intensiva e sottoposto a diversi interventi chirurgici. La ragazzina, invece, fu arrestata e portata dai carabinieri al centro di prima accoglienza per minori a Santa Bona.

Qualche giorno dopo il trasferimento al carcere minorile di Pontremoli in Toscana, dove si trova tuttora.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/HOGqW

2 Commenti

  1. Jack ha scritto:

    E un peccato…. Che non sia riuscita ad ucciderlo! Una merda del genere non ha nessun diritto di vivere. Occhio per occhio, ha avuto quello che si merita. Semmai volesse ancora sparare a qualcosa, lo faccia al suo uccello!!! Prima che lo faccia qualcun’altro.

    13 settembre, 2013
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      La vendetta e la legge del taglione non servono a nulla.
      Ora quella ragazza dovrà per sempre portare dentro il trauma per quello che ha fatto.
      La vicenda è una tragedia nella tragedia dove una figlia è costretta a sparare al padre per difendere gli Animali che ama, è un classico esempio di come sia diverso l’approccio al mondo e di come si in tenda il rapporto con gli “altri”. In questa vicenda nessuno esce vincitore, ma rappresenta una sconfitta per tutte/i. La ragazza non doveva essere lasciata sola, nessuno ha compreso il suo dramma.

      14 settembre, 2013
      Rispondi

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