Veganzetta | Notizie dal mondo vegan e antispecista Posts




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La nostra attuale società  ha fatto della classificazione uno degli strumenti principali nella riformulazione della realtà  percepita. Molto spesso la finalità  di tale organizzazione delle cose e dei concetti risponde alle necessità  dell’industria, del mercato, della comunicazione o…dell’occultamento della realtà . Non che vi sia una volontaria cospirazione in questo senso, ma pare che vi sia una sorta di meccanismo, di collegamento, tra necessità  pratiche e modificazione della percezione della realtà . Ad esempio il termine “bistecca” che per molti richiama visioni di succulenti banchetti, cela però la sua origine violenta, non corrisponde nell’immaginario popolare alla realtà , ma ne crea un’altra fittizia ed alternativa (solo di natura gastronomica), etimologicamente sarebbe più corretto dire: “fetta di carne di bove” come recita la radice etimologica beefsteak, o meglio “parte del cadavere di una Mucca sgozzata appositamente”.

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v2_illustrazione.jpgRecentemente Il Corriere della Sera ha pubblicato un curioso articolo dal titolo: “La nuova moda estiva: i “vegansessuali””, il testo riportava i risultati di una ricerca condotta da Annie Potts, direttrice del New Zealand Centre for Human and Animal Studies dell’università  di Canterbury, che mediante l’intervista di 157 persone vegane è giunta a delle conclusioni a suo dire “l’hanno lasciata di stucco”.
La ricerca consisteva nel porre una serie di domande molto varie: da ciò che gli intervistati pensavano del Pollo in batteria alle loro preferenze sessuali, dal tipo di scarpe usate all’importanza degli odori negli incontri erotici. La maggior parte delle donne intervistate (non si parla degli uomini) ha dichiarato che preferisce evitare rapporti sessuali con partners che mangiano la carne di Animali uccisi, e la stampa riporta soprattutto una delle motivazioni addotte da una delle intervistate “Se Feuerbach aveva ragione (“Sei quello che mangi”, NdR), allora dobbiamo preoccuparci dei fluidi corporei di chi si nutre di animali morti, soprattutto quelli sessuali”.

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LIBERO

16 OTTOBRE 2007

Com’e amara la giustizia all’astice

LUIGI SANTAMBROGIO

Questa è la storia di una ragazzina diciassettenne, S. C. (le iniziali sono d’obbligo data la sua minore età ), di un giudice del Tribunale dei minori (dottoressa Poli, il nome si può fare perché sicuramente maggiorenne) e di quattro astici (il nome scientifico è homarus vulgaris). Ecco come i tre si incrociano in una storia che si può definire assurda per come è andata a finire.

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Vi comunichiamo che dal numero 2 della Veganzetta parte un nuovo piccolo servizio che si chiama SUGGERIMENTI VIRTUALI, il link lo potrete trovare nel menu di navigazione sulla destra della pagina.

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