Non sono fratelli. Non sono esseri sottostanti


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“coniglietto” fotografia di Laura Melis

Abbiamo bisogno di una diversa concezione, più saggia e forse più mistica, degli animali.
Lontano dalla natura universale e vivendo secondo complicati artifici, l’uomo civilizzato osserva le creature attraverso la lente della propria conoscenza, e quindi vede una piuma ingrandita e l’intera immagine ne è distorta.
Noi li trattiamo con superiorità per la loro incompletezza.
Per il loro tragico destino di aver assunto forme così lontane dalle nostre.
E in questo sbagliamo, e sbagliamo enormemente.
Perché un animale non deve essere misurato secondo il metro umano.
In un mondo più antico e più completo del nostro, essi si muovono finiti e completi, dotati di quell’estensione dei sensi che noi abbiamo perso o mai avuto, vivendo circondati da voci che noi non udiremo mai.
Non sono fratelli. Non sono esseri sottostanti. Sono altre entità, intrappolate insieme a noi nella rete della vita e del tempo, prigionieri come noi dello splendore e delle sofferenze della Terra.

Henry Beston, The Outermost House: A Year of Life On The Great Beach of Cape Cod by Henry Beston, 1928

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