Morini non esiste più: la fine di un lager


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morini ha chiuso - Morini non esiste più: la fine di un lager

Il lager per Animali Morini di San Polo d’Enza non esiste più.

La chiusura è ufficiale e definitiva, tutti gli Animali sono stati affidati all’associazione Vita da cani e troveranno una famiglia che finalmente potrà  permettere loro di vivere dignitosamente.
Questa è l’ufficializzazione di una chiusura annunciata da tempo e che è stata direttamente causata dalle proteste e dalla determinazione di moltissime persone che attivamente e caparbiamente nel tempo hanno saputo combattere contro questo luogo di sofferenza, tortura e di morte.

Ora è chiuso. Non esiste più, rimarrà  solo nella memoria di chi ha tanto sofferto richiuso nelle sue gabbie, e di chi si è battuto perché tutto ciò finisse.

Vogliamo ringraziare chi non ha perso la speranza e la determinazione in tutti questi anni, chi si è battuto, chi ha trasmesso il messaggio antispecista, chi si è impegnato e ha rischiato di persona anche la propria incolumità  fisica per poter arrivare a questo risultato. Associazioni, Gruppi e singoli, nessuno escluso. Vogliamo ringraziare anche chi continua ad impegnarsi ancora adesso per sistemare i superstiti di questo lager: il loro lavoro è fondamentale.

Senza tutte queste persone il sogno della fine di un terribile lager per Animali non si sarebbe mai avverato.

Grazie!

La Redazione

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Link ad un articolo de L’Informazione di Reggio Emilia sulla chiusura del lager – 5 giugno 2010

Articolo de Il Giornale di Reggio – 9 giugno 2010

Il servizio sul TG2
Andare su “Edizione delle ore 13” 9 giugno 2010 e liccare su “Guarda i servizi” selezionando il numero 17.

Servizio sul TG5 – 9 giugno 2010

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Comunicato stampa del Comune di San Polo d’Enza

COMUNE DI SAN POLO D´ENZA
Provincia di Reggio Emilia
Ufficio Stampa

8 giugno 2010

Dismissione dell´allevamento Morini

SAN POLO. Grazie all´accordo sottoscritto tra Giovanna Soprani, titolare dell´allevamento Morini Sas e il sindaco di San Polo, Mirca Carletti, la ditta ha cessato l´attività  e al posto dello stabilimento il Comune ha previsto la riqualificazione e la valorizzazione dell´intera area.

L´amministrazione comunale ha affrontato la questione Morini fin dal suo insediamento in municipio, ed in particolare il sindaco Mirca Carletti ha cercato la soluzione in collaborazione con Giovanna Soprani e il contributo del servizio veterinario regionale e dell´Asl di Reggio. La decisione di dismettere l´attività  è stata presa dalla stessa titolare della ditta con la vendita degli animali al Comune.

I cani che erano rimasti in azienda erano difficilmente adottabili per via dell´età  e il rischio era che il Comune si accollasse il loro mantenimento con un costo notevole per la comunità  sampolese. Per risolvere il problema il Comune ha presentato un progetto alla regione per la riconversione dell´attività  in cambio della cessione di tutti gli animali.

Grazie al finanziamento regionale, il Comune di San Polo ha acquistato a prezzo di mercato dalla ditta Morini sas 283 cani beagle che ha ceduto, in modo gratuito, a “Vita da cani”un´associazione di volontariato di Milano, senza scopo di lucro, che fa parte dell´Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) e del Coordinamento Nazionale delle associazioni animaliste. La ditta Morini ha ceduto sempre a “Vita da cani” gratuitamente anche 105 criceti, 100 topi bianchi e 490 ratti.
L´associaizone milanese, infatti, da tempo, segue il progetto “vitadatopi”, attraverso il quale ha ritirato e collocato negli anni migliaia di roditori ex cavie da laboratorio.

I responsabili di Vita da cani si sono presi l´impegno di collocare i beagle in strutture dove potranno seguire il protocollo di riabilitazione prima di poter essere dati in adozione: è l´unica che ha un progetto di recupero cani e animali che provengono da allevamenti o laboratori. Ed è anche l´unica associazione che si è resa disponibile ad accogliere gli animali.

La ditta Morini Sas è un´azienda storica per San Polo, creata da Stefano Morini, ed ha avuto un ruolo importante per l´economia del paese; negli anni Ottanta aveva avuto una certa notorietà  partecipando alla trasmissione di Enzo Tortora, “Portobello”.

Daniela Salati
Ufficio Stampa Comune San Polo d´Enza
0522-241771
danielas@comunesanpolodenza.re.it

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/6d3f1

Un commento

  1. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Vita da cani Onlus
    http://www.vitadacani.org

    CIAO A TUTTI A CIRCA TRE MESI DAL RITIRO TOTALE DEGLI ANIMALI PRESENTI NELL’ ALLEVAMENTO E CON MOLTE ADOZIONI FATTE,
    ECCO UN RESOCONTO DELLA NOSTRA AVVENTURA!!!
    Morini ha chiuso.
    I cancelli si sono chiusi dietro di noi con l’ultimo lotto di roditori lo scorso 27 maggio.
    Prima avevamo ritirato tutti i cani.
    Duecentottantatre, per la precisione.
    La notizia che fossero 410 non è corretta.
    Il registro di carico e scarico non era aggiornato e contava molti più cani di quanti fossero presenti realmente in allevamento.
    I ratti, i criceti e i topini portati in salvo superano i settecento soggetti.
    Tutto è cominciato nel febbraio di quest’anno con la richiesta di aiuto da parte del Comune di S.Polo per una felice risoluzione della “questione morini” .
    Stavano trattando la chiusura dell’allevamento concludendo un accordo con la titolare, con l’impegno a non rinnovarle mai più la licenza e il veto ad allevare animali sul territorio regionale.
    Ma serviva prima sistemare gli animali.
    Morini avrebbe chiuso, ma vuoto.
    Data la nostra disponibilità  a trovare una soluzione adeguata per gli animali, è iniziata una trattativa tra noi e il Comune di S.Polo con la collaborazione del servizio veterinario di zona.
    Lunga.
    Con mille marce indietro a causa dei ripensamenti della Soprani.
    Comune e servizio veterinario, hanno scelto di lavorare sulla nostra proposta e con la nostra associazione.
    Perché dal 2003 seguivamo da vicino la vicenda dell’allevamento, chiedevamo il ritiro della licenza allo stesso e tentavamo di monitorare il rispetto dei parametri di legge all’interno della struttura, interessando comune e asl.
    Perché più volte, con le precedenti amministrazioni e con il commissariamento del Comune avevamo proposto piani di rientro attraverso cui svuotare l’allevamento e portare in salvo gli animali.
    Perché la nostra associazione gestisce dal 1998 un progetto di recupero di animali da laboratorio.
    Perché il progetto in questione, dal nome DL4, sembra essere l’unico progetto di recupero e riabilitazione di cani da laboratorio sul territorio nazionale.
    Perché negli anni abbiamo potuto mettere a punto ed elaborare uno specifico protocollo di riabilitazione degli animali da laboratorio in particolare dei cani.
    Perché da oltre 10 anni seguiamo il progetto vitadatopi attraverso il quale abbiamo ritirato e collocato negli anni migliaia di roditori ex cavie da laboratorio.
    Il programma di ritiro, adozione e presa in carico di tutti gli animali presenti presso l’allevamento morini prevedeva:
    l’adozione immediata dei cani meno traumatizzati e in buone condizioni presso privati che dessero garanzie di buon trattamento,
    il ritiro di tutti i cani sia direttamente da parte nostra sia da parte di enti da noi selezionati,
    il trasporto degli stessi o presso le nostre strutture o presso rifugi, canili e stalli adeguati in vista dell’adozione definitiva a privati,
    il ritiro di tutti i roditori in vista di un’adozione.
    Per lo svolgimento del programma ipotizzato, abbiamo e stiamo tutt’ora collaborando con associazioni, gruppi, rifugi e singoli presenti sul territorio nazionale che hanno dato la disponibilità  a partecipare all’emergenza.
    Tutti gli enti disponibili ed interessati a collaborare sono stati i benvenuti.
    E le richieste di partecipazione al programma da parte di associazioni non ancora coinvolte o con le quali non vi sia già  attiva una collaborazione saranno bene accette.
    Per questo si è scelto di frazionare in piccoli e medi gruppi il lotto totale di cani in modo da suddividere la possibilità  ricettiva e di adozione tra i vari gruppi e onlus situate su più territori regionali.
    Quasi nessuno dei cani era cucciolo.
    I più giovani erano poco sotto l’anno.
    Moltissimi invece gli adulti, i “molto adulti” e gli anziani.
    Le fattrici e i maschi riproduttori.
    Pieni di rogna, micosi, zecche, ferite, tumori.
    Molti dei cani più giovani sono già  andati in famiglia, in quanto meno “traumatizzati”.
    Quelli più adulti ed anziani hanno invece necessità  di un programma di riabilitazione più lungo.
    Per esperienza abbiamo purtroppo constatato che spesso l’origine dei traumi dei cani da laboratorio va indagata già  nella modalità  d’allevamento.
    Per tanto molti cani provenienti da stabilimenti fornitori come Morini, ma non transitati dal laboratorio, generalmente presentano gli stessi disturbi comportamentali di quelli che hanno affrontato il laboratorio.
    Per questo abbiamo fornito ad ogni rifugio ed associazione che ha collaborato accogliendo un gruppo di cani una copia del nostro protocollo di riabilitazione dei cani da laboratorio in modo che possano sapere come gestirli per meglio ottenere una riabilitazione comportamentale nel caso in cui essa si riveli necessaria.
    Siamo ovviamente consapevoli che questa sia un’emergenza e come tale è stata gestita cercando di portare subito in salvo gli animali in luoghi dove possano stare al sicuro e tentando di affrontare nel migliore dei modi un percorso di adozione e prima di riabilitazione.
    Generalmente nel progetto DL4 ci troviamo a trattare e gestire un piccolo gruppo di cani alla volta.
    La riabilitazione viene per tanto affrontata direttamente da noi con calma e con strumenti ed esperienza consolidati.
    Questa volta ciò sarebbe stato impossibile per tanto si è deciso di mettere le strutture che ci hanno aiutato in condizione di gestire il problema, seguendo i consigli e gli step di riabilitazione da noi ipotizzati.
    Al Comune di San Polo viene garantita una totale trasparenza e tracciabilità  di tutti i cani ritirati con consegna di ogni singola copia di modulo di adozione sia dei singoli cani affidati ai privati sia dei gruppi di cani affidati alle associazioni e ai gruppi animalisti.
    In questo secondo caso verranno in seguito anche consegnate le schede di adozione a terzi, ovvero ai privati che andranno ad adottare i cani presso i rifugi delle associazioni e gli stalli temporanei.
    Da parte nostra controlleremo ogni singola adozione per accertarci del buon esito delle stesse.
    Ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato.
    Nei trasporti, nel ritiro e nell’accoglienza degli animali.
    Persone singole, gruppi informali, attivisti, gruppi di volontari, associazioni, canili, rifugi, pensioni.
    Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile la chiusura di questo allevamento della morte.
    Un grazie particolare a:
    PENSIONE PIRIPINZIO
    GLI AMICI DEL RANDAGIO
    FATTORIA DELLA PACE IPPOOASI
    RIFUGIO DEL CANE ONLUS
    CHIARA
    ATAR
    CANILE RIFUGIO DI PONDERANO
    DOG’S HOLIDAY
    PAL LEGNANO
    RIFUGIO U.A.I.
    ASILO DEL CANE
    ASSOCIAZIONE AMICI DEGLI ANIMALI
    ELENA
    GRUPPO ZOOFILO CARPIGIANO
    ASSOCIAZIONE ANIMALI PER AMICI
    ASSOCIAZIONE TOM & GERRY
    ASSOCIAZIONE AMICI DI ZAMPA
    LEAL
    RIFUGIO IL CASCINOTTO
    MATILDE
    ASSOCIAZIONE CINOFILA MANTOVANA
    ROMINA
    ASSOCIAZIONE ZOOFILA LOMBARDA
    CASA FAMIGLIA VILLA ROJLY
    ALESSIA
    PENSIONE RIFUGIO OASI
    RIFUGIO LA CUCCIA
    ENPA CHIERI
    RIFUGIO IL BAU
    ENPA VICENZA
    CANILE DI ROVERETO
    GRUPPO CINOFILO BALLA COI LUPI
    VALLE VEGAN
    FEDERICO
    CASA ORIZZONTI
    per averci aiutato ad accogliere cani e roditori.
    GRAZIE DI CUORE!!!

    Adesso pensiamo agli altri centri di tortura.
    Nascosti ovunque nelle nostre città .
    E primo tra tutti l’altra “fabbrica della morte”.
    Immensa.
    Greenhill, di Montichiari, Brescia.
    Acquisito dal colosso americano Marshall Farm.
    Leader nel mercato di animali da laboratorio.
    Tiene prigionieri oltre 2.500 beagle che vende ai laboratori.
    Ripartiamo da lì, da quell’orrore.
    E cerchiamo uno spiraglio di forza e speranza per aprire le gabbie.
    Grazie a tutti.

    vitadacani onlus

    5 ottobre, 2010
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