Mensa obbligatoria all’asilo, famiglia vegana ritira la figlia

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Da: Campagne per gli animali

Fonte: www.ilgiorno.it/brescia/vegani-1.86079

La bambina frequenterà così l’ultimo anno di scuola materna a casa con la madre: “Quel cibo non rispecchia il nostro modo di vivere
Brescia, 28 luglio 2014 – La famiglia vegana non accetta il menù della mensa dell’asilo e ritira la figlia dalla scuola. E’ successo a Pontevico: una coppia che per protesta ha deciso di ritirare la propria figlia dalla scuola dell’infanzia contro la decisione dell’amministrazione comunale di obbligare tutti i bambini a frequentare la mensa della scuola. “E’ una questione di educazione e di stile di vita: quel cibo non rispecchia il nostro modo di vivere”

La mensa fa parte dell’offerta formativa e del progetto educativo” ha replicato l’assessore ai servizi alla persona di Pontevico, Luciano Migliorati. La bambina frequenterà cosi’ l’ultimo anno di scuola materna a casa con la madre.

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Commento Ca: “la mensa fa parte dell’offerta formativa e del progetto educativo”, quindi secondo l’assessore ai servizi alla persona di Pontevico non esiste alcun altro progetto educativo all’infuori di quello deciso da lui. Sarebbe utile capire su quali basi l’assessore si possa permettere di fare un’affermazione del genere, parlando inoltre di un’”offerta formativa” che in tutta evidenza non si può rifiutare, e che quindi diviene un’”imposizione formativa”.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/xSzk2

6 Commenti

  1. Sandra ha scritto:

    I genitori hanno fatto bene a ritirare la figlia ognuno ha diritto di scegliere il cibo che crede. Purtroppo l’ignoranza è ancora tanta, ma qualcosa si sta muovendo, la sensibilità e le conoscenze stanno aumentando.
    esprimo molta solidarietà a quei bravi genitori.
    Sandra

    5 agosto, 2014
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  2. Roberto Contestabile ha scritto:

    Esatto è un imposizione!….non bastano i supermercati incatenati ad assortimenti blindati…ora anche le mense! Di bene in meglio!

    6 agosto, 2014
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  3. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Lettera inviata da Paola Re all’Amministrazione del Comune di Pontevico e prevenuta a Veganzetta:

    —————

    Ogg: Mente sana in famiglia vegana

    Gentilissim*,

    ho appreso dai mezzi di informazione che a Pontevico (BS) una famiglia ha deciso di ritirare la figlia dalla scuola dell’infanzia a seguito della decisione dell’Amministrazione Comunale di obbligare le scolaresche a frequentare la mensa della scuola. Basterebbe una simile decisione dal sapore vagamente autoritario a giustificare il ritiro di una figlia dalla scuola perché mi pare che una mensa non debba essere obbligatoria, tuttavia la decisione della famiglia è stata presa per motivi ben più profondi così motivati: “E’ una questione di educazione e di stile di vita: quel cibo non rispecchia il nostro modo di vivere”. Il modo di vivere della famiglia è un “vivere vegan”.

    L’Assessore ai Servizi alla Persona Luciano Migliorati ha così replicato: “La mensa fa parte dell’offerta formativa e del progetto educativo” .

    Sono d’accordo con ciò che afferma l’Assessore: la mensa è un’ “offerta” e la prerogativa di un’offerta è proprio quella di non essere un’imposizione perché se, se lo fosse, si entrerebbe in contraddizione. Infatti, così facendo, l’Assessore è entrato in contraddizione imponendo la sua offerta come una sorta di monopolio. Al contrario, la mensa è una possibilità che si dà ad alunni e docenti di condividere un momento della giornata scolastica.

    Affermo ciò con cognizione di causa perché ho fatto l’educatrice per otto anni e ho mangiato in svariate mense con bambini da zero a quattordici anni. So che cosa significa mangiare insieme ed è per questo che condivido pienamente la decisione della famiglia perché, oltre a essere stata educatrice, sono vegan. In mensa ho provato sensazioni di disagio, sofferenza, inquietudine nel vedere i corpi fatti a pezzi di coloro che da sempre considero i miei amici cioè gli animali. Non ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia vegan e quando in famiglia, da piccola, mi obbligavano a mangiarli o li vedevo nei piatti degli altri, li ho sempre definiti amici, non cibo.

    Una bambina educata al veganismo, a cui siano state spiegate le motivazioni etiche di tale scel­ta, percepisce come una cosa negativa mangiare gli animali. Capisco che per un’Amministrazione Comunale sia difficile abolire il cibo animale nelle mense perché la cultura carnista è ancora troppo radicata nella società ma ave­re pasti vegan anche a scuola tutelerebbe la salute fisica e psicologica dei bambini vegan. Non tenere conto di questa esigenza di una bambina è fortemente discriminatorio: se da adulti la discriminazione, seppur fastidiosa, è gestibile, da bambini pone maggiori problemi.

    Inoltre l’equilibrio nutrizionale di una dieta vega­n è ormai sancito dalle più importanti associazioni mediche, tanto che in Italia e nel mondo il vegetarismo e il veganismo sono in aumento e, proprio perché milioni di persone pranzano quotidianamente in mensa, è un diritto di tutti poter scegliere pasti completi e bilanciati senza ingredienti di origine animale, in base ai principi di uguaglianza che dovrebbero regolare i rapporti nella società civile.

    Non è chiaro perché in molte mense siano tutelate le scelte alimentari condizionate da un credo religioso e invece debbano essere sottovalutate quelle di chi fa una scelta etica.

    La famiglia della bambina ha capito e tenta di far capire al Comune di Pontevico che gli animali non sono ingredienti ma esseri senzienti.

    Credo che non sia la bambina ad avere perso la scuola dell’infanzia ma la scuola dell’infanzia ad avere perso la bambina.

    Cordiali saluti.

    Paola Re

    8 agosto, 2014
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  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Cara Stefania,

    Grazie a te per ciò che stai facendo. Se ti va tienici informate/i sulla vicenda.

    12 settembre, 2014
    Rispondi
  5. Daniele ha scritto:

    No esiste la scuola materna ma solo … quella scuola dell’infanzia!!!!

    3 ottobre, 2014
    Rispondi

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