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Lo sfruttamento degli Animali non è come l’Olocausto?

Pubblicato da Cereal Killer il 15 novembre, 2012 11:05 AM

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso che la PETA Germania non può esporre le sue pubblicità in cui la strage degli Animali è paragonata all’Olocausto degli ebrei.
La sentenza della Corte pone fine a una diatriba che si trascinava da anni.

All’indirizzo web di seguito un articolo esplicativo sulla vicenda: www.giornalettismo.com/archives/591975/lo-sfruttamento-degli-animali-non-e-paragonabile-allolocausto/

Per quanto ci riguarda riteniamo che non sia scandaloso il paragone, e che nonostante le finalità diverse che contraddistinguono la strage degli Animali e l’annientamento degli ebrei, le due tragedia siano assolutamente collegate.  Il nazismo con la “soluzione finale” (il termine Olocausto potrebbe tranquillamente essere considerato etimologicamente  improprio perché indica l’atto di espiativo di immolare un essere vivente mediante un rogo a una divinità, mentre gli ebrei venivano bruciati per far scomparire i loro corpi) intendeva sterminare fisicamente e culturalmente il popolo ebreo, nel mentre tentava di ricavarne ogni tipo di utilità sfruttando i prigionieri. La strage degli Animali invece avviene non per annientarli, ma per tutti i possibili trarne vantaggi. Le due tragedie però sono legate a doppio filo. A chi la pensa diversamente suggeriamo la lettura del libro “Un’eterna Treblinka. il massacro degli animali e l’olocausto” di Charles Patterson, storico americano, docente alla Columbia University di New York e alla International School for Holocaust Studies di Gerusalemme, in cui si spiega con dovizia di particolari e con ampia documentazione che i metodi usati nei lager nazisti derivavano da metodi ideati e utilizzati nei lager di Animali, e che addirittura molti responsabili di lager nazisti erano allevatori di Animali, o avevano esperienza in zootecnia.
Se quindi i due fenomeni possono parere distanti (a prescindere dall’indubbio antropocentrismo di chi si scandalizza per questo paragone), sono nella realtà uniti se non consequenziali.
La numerazione dei prigionieri ebrei ad esempio, la loro spersonalizzazione, la disumanizzazione mediante la perdita dell’identità, del nome, della storia personale, è un tipico metodo applicato nell’allevamento degli Animali: paragonare la tragedia animale all’Olocausto non è quindi una mancanza di rispetto nei confronti degli ebrei morti nei campi di concentramento, ma il tentativo di un’analisi più ampia del perché e delle origini di questa assoluta violenza di cui l’Umano è stato capace nei confronti dei propri simili, e di cui è ancora capace nei confronti di altre specie animali.
Inoltre lo stesso Patterson in un’intervista afferma:

Steven Simmons descrisse l’atteggiamento dietro lo sfruttamento degli animali come segue: “Gli animali sono vittime innocenti della visione del mondo che asserisce che alcune vite sono più importanti di altre, che i potenti hanno il diritto di sfruttare i deboli e che il deboli deve essere sacrificato per un bene più grande”.”

E’ questo il secondo punto focale che unisce Umani e Animali in un’immensa strage: la strage degli Animali innocenti ma considerati inferiori per trarne un vantaggio, la strage degli ebrei innocenti ma considerati inferiori e dannosi alla purezza della presunta razza ariana.

Tutto ciò a prescindere dagli intenti della PETA che nella sua campagna pubblicitaria ha fatto perno sulla frase «Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali» attribuita ad Theodor Adorno ma non effettivamente documentata. A noi basta pensare che altri autori hanno voluto fare tali collegamenti, come Isaac Bashevis Singer, ebreo e premio Nobel per la letteratura nel 1978 che nel racconto L’uomo che scriveva lettere afferma:

Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno.

O anche come  un altro premio Nobel, lo scrittore sudafricano John M. Coetzee che  nel libroVita degli animali fa dire alla protagonista parlando sulla crudentà umana nei confronti degli Animali che oramai «siamo circondati da un’impresa di degradazione, crudeltà e sterminio che può rivaleggiare con ciò di cui è stato capace il Terzo Reich».

Per i motivi di cui sopra ci rammarichiamo molto della decisione presa dalla Corte Europea per i diritti dell’Uomo, e crediamo che con tale decisione abbia compiuto un errore e una ulteriore grave ingiustizia.

Per chi volesse approfondire consigliamo di leggere:
www.veganzetta.org/?p=1252
www.manifestoantispecista.org/web/lanalogia-oscena-olocausto-e-animali-isaac-singer-e-primo-levi/

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