L’insostenibile leggerezza del vegetarismo


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Le persone vegetariane pare siano sempre più numerose in Italia, i dati statistici riferiscono di una tendenza netta e continua all’incremento del fenomeno. Ma cosa significa davvero essere vegetariane/i?
Sull’argomento c’è molta confusione, tanto che c’è chi mangia Pesci, o mangia carne raramente e si definisce ugualmente vegetariana/o… Ci sono poi i flexitarian, ossia chi è vegetariana/o per qualche giorno, ed altri no… In definitiva anche chi consuma assiduamente pezzi di Animali può definirsi, secondo tali parametri, vegetariana/o, basta che per un pasto non consumi carne, ed il gioco è fatto. 
Siamo talmente abituate/i a scendere a compromessi, a smantellare ideali e concetti, considerati troppo rigorosi, in nome di una vita comoda e “flessibile” che ci permetta di alleggerire la nostra coscienza, e al contempo di non rinunciare a nulla o quasi, che niente può più impressionarci.
A prescindere da queste considerazioni, però, è importante sottolineare che pur essendo delle persone davvero vegetariane, ossia latto-ovo-vegetariane, si contribuisce pesantemente alla violenza contro gli Animali, al loro sfruttamento e alla loro morte.
Concentrandosi solo sul versante alimentare del problema (ma la questione è ben più ampia), è palese che chi si nutre di uova, latte, formaggi (anche con il caglio vegetale…) e derivati, contribuisce fattivamente – e consapevolmente – alla tortura e alla morte di milioni di Animali. Di seguito è possibile visionare un breve video girato in una fattoria biologica francese, un luogo che gli esperti di marketing vogliono spacciarci per paradisiaco, un luogo dove si rispetta il fantomatico “benessere animale”; ebbene, in questo video tratto da “Addio vitello, mucca, maiale, pulcino“, documentario realizzato da Beatrice Limare, e trasmesso il 13 giugno 2012 e il 25 aprile 2013 dal canale televisivo France 3, è possibile constatare tra l’altro cosa accade a un neonato bovino, a un piccolo vitello che ha potuto passare solo poche ore di vita con sua madre (se fosse nato in un allevamento intensivo sarebbe stato strappato alla madre alla nascita), per poi esserne definitivamente separato per divenire schiava da latte (se femmina), o un futuro pezzo di carne (se maschio). 
Chi decide di abbracciare il vegetarismo non può non sapere che esso rappresenta in ogni caso una condanna senza appello per cuccioli come quello del video. Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere dell’esistenza degli altri, il vegetarismo contribuisce ad alleviare le sofferenze animali, è vero, ma non è una valida soluzione per la causa animale, è anzi una non-soluzione: molte persone sono vegetariane da lungo tempo e pensano che ciò possa bastare, questo video si spera che faccia loro capire che il vegetarismo è un’insostenibile leggerezza, che costringe esseri senzienti a soffrire e a morire per chi crede di aver intrapreso una vita eticamente accettabile.

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/7Ukdd

2 Commenti

  1. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Certamente, ed è importante chiarire, una volta per tutte, che vegetarismo e veganismo non sono comparabili, e che con tutte le informazioni a disposizione al giorno d’oggi, nessuna persona vegetariana può dire di non essere al corrente delle tragedia come quella esposta nel video.

    2 novembre, 2014
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