Lettere dai lettori: Associazioni mentali


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Riceviamo questa lettera e volentieri la pubblichiamo.
Il terribile fatto in questione è descritto nei dettagli a questo indirizzo dove è possibile partecipare ad una petizione: www.firmiamo.it/scempioaportoempedocleapplicazionedelleleggi

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Associazioni mentali

Il mondo animalista è esterrefatto dalla terribile storia del povero Cane di Porto Empedocle, torturato, violentato, poi sotterrato vivo, infine salvato (forse: nel momento in cui scrivo, confido con grande partecipazione emotiva, che possa sopravvivere…) da una donna intervenuta quasi per sorte. Chissà  quanti casi simili avvengono in Italia e non raggiungono la cronaca. Quando accadono assurgono all’attenzione generale per il loro valore simbolico negativo. Essi descrivono quanta strada deve essere ancora percorsa nel mondo, e anche in Italia, prima che si possa parlare di civiltà  di una specie degenere.

La storia mi ha richiamato alla mente, chissà  per quale strano fatto associativo, una notizia ricevuta poco tempo fa. Una certa Francesca Martini, sottosegretaria al Ministero della Salute, ha annunciato alla stampa che il ddl Fruttero, cioè l’Ordinanza in materia di ‘Tutela dell’incolumità  pubblica dall’aggressione di canì’, firmata dall’ex ministro Livia Turco che scadrà  nel gennaio 2009, quella che impediva “il divieto di allevamento, della produzione, dell’importazione, della vendita e dell’acquisto di razze canine considerate come pericolose”, dovrà  essere annullato dalla nuova gestione ministeriale. Inoltre, chi avrà  questi Animali sarà  esentato dall’obbligo di sterilizzarli. Perchè? Ma è semplice, caro lettore: la Signora sottosegretaria ha scoperto che non ci sono Cani cattivi o geneticamente pericolosi, ma che sono solo gli stimoli ambientali indotti a renderli tali. Beh, ma questo si sapeva già  da prima… Certo, ma il governo Prodi non aveva una gran voglia di andare a fare i controlli presso i mafiosi e i gruppi di delinquenti che fanno scommesse sulle lotte dei Cani, troppo impegnativo, perciò aveva scelto la via più facile, quella del taglio del nodo di Gorda. Invece la sottosegretaria, conformemente al pronunciato attivismo del governo Berlusconi, non solo provvederà  a minacciare i gruppi di delinquenti invitandoli a trovare altre forme “scommettitorie” ed a lasciare in pace i Cani, ma si darà  cura di lavorare “a stretto contatto con tutti i centri di addestramento affinchè sia abolita qualsiasi metodica che stimoli l’aggressività “. Auguri Signora sottosegretaria!

Occorre dire comunque che la Signora Martini non lavorerà  da sola, e dunque il peso di tale onere, per quanto non esagerato, sara condiviso con altri partner grazie a un tavolo permanente indirizzato al benessere degli animali di affezione. Intorno a quel tavolo si riuniranno tutte le categorie coinvolte, come “la veterinaria pubblica e privata e le Associazioni”. Beh, sui veterinari pubblici e privati non avevo dubbi. Più Cani, Gatti, Furetti, Serpenti e quant’altro la mente umana riesca a trasformare in animali d’affezione tanto più diventa importante il ruolo di quelli. Ma le associazioni quali sarebbero? Detto in questo modo sembra che il comunicato si riferisca alle associazioni animaliste. Considerando che razza di associazioni animaliste esistono, senz’altro riuscirà  a trascinarne al tavolo qualcuna che “ama i Cani di tutte le forme, colori e taglie” e che probabilmente vedeva nell’ordinanza della Turco un’orribile perdità  di variabilità  genetica. Ma la parola “associazioni”, penso, è probabilmente usata per indicare qualcos’altro. Diciamo un segmento di quella formidabile mano invisibile, il mercato, che tutto regola e tutto ordina secondo un piano di armonia universale. Insomma, detto in modo grezzo, suppongo che si siano fatte sentire, facendo la voce grossa, i canifici e le canivendite. Del resto, in Italia, più le lobby sono portatrici di disvalori, più hanno voce in capitolo.

Allora ecco che la nebbia iniziale incomincia a diradarsi e comprendo la natura dell’associazione mentale che ha unito le due notizie. Possibile che un Paese come l’Italia si possa avere la faccia tosta di riesumare razze canine a rischio con una promessa che già  in partenza si sa impossibile da mantenere? La Signora Martini riesce ad affermare “che il nostro è un Paese che pone il benessere animale e la promozione della presenza di Animali da affezione nelle nostre famiglie come pilastro di civiltà “. Ma come fa a pronunciare frasi così altisonanti in una nazione in cui si è riuscito a trasformare una legge civile di salvaguardia dei Cani randagi in un sistema per foraggiare delinquenti che sopravvivono con i soldi destinati ai Cani e ai canili? O in cui accadono fatti come quello che hanno coinvolto il Cane di Porto Empedocle? Ma di che pilastri di civiltà  parla? Come si fa a crederle quando poi, alcuni giorni dopo, firmando un’ordinanza che ripristina l’impiego di richiami vivi nell’ambito delle cacce tradizionali alle specie migratorie, dichiara: “Ritengo molto importante per il mondo venatorio la firma di un’ordinanza che va proprio nella direzione della tutela di tradizioni che hanno fatto parte dell’identità  della nostra terra (sic!!!). Chiaramente la firma di questo provvedimento viene in un momento in cui sono venute praticamente a decadere le motivazioni per le quali era stato precedentemente vietato l’uso dei richiami vivi (l’aviaria, n.d.r.)”.

Non comprendo bene, mi sembra contraddittorio e allora rileggo: “…la presenza di Animali da affezione nelle nostre famiglie come pilastro di civiltà “. Ah, che idiota che sono. Avevo letto superficialmente. Primo: Animali di affezione, mica tutti! Secondo, quelli nelle nostre famiglie. Gli altri che centrano? Che senso ha associarli alla civiltà ? Dunque il cagnino di Porto Empedole poteva girare alla larga. Se l’è voluta. Come le ragazze che portano la minigonna e girano al calar del sole.

Mi s’è formata un’altra associazione in testa. Chissà  perchè mi è venuto in mente l’ultima frase pronunciata nella penultima sequenza del film “Il prestanome”.

Aldo Sottofattori

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/x2gmv

5 Commenti

  1. Violet ha scritto:

    Ciao caro Aldo,
    concordo con tutto quanto scrivi e vorrei continuare con le associazioni.Purtroppo lo spazio commenti è esiguo dunque devo limitarmi molto.Molti avranno ancora negli occhi l’immagine del corpicino esanime di una cagnolina, incinta, uccisa per assfissìa tramite un cuneo di legno conficcato in gola a colpi di martello-fino a fratturarle il cranio- e poi “assicurato” con nastro adesivo. Sempre a Porto Empedocle. Chi conosce il lavoro di Frank R. Ascione e di Camilla Pagano non avrà  difficoltà  a comprendere non solo l’estrema gravità  ma la pericolosità  della situazione empedoclina.La violenza sugli animali è insieme nutrimento e scuola per lo sviluppo di profili umani criminali, sociopatici fino ad arrivare alle biografie di pedofili e serial killers. La catena è poi anche un anello perchè il comportamento crudele sugli animali può essere un trasferimento rituale di quanto dagli adulti si è subito o si e’testimoniato. segue

    15 agosto, 2008
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  2. Violet ha scritto:

    2.Diviene cruciale quindi l’educazione all’empatia, alla capacità  di immedesimazione nell’altro “…è legata fondamentalmente alla percezione di un comune destino che lega esseri umani ed animali….la percezione di un destino comune è considerata parte integrante sia dell’identificazione con l’altro, essere umano od animale, e dell’empatia nei suoi riguardi,sia di un atteggiamento di rispetto nei riguardi della natura in generale” (C.Pagani). Cosa stà  succedendo quindi a Porto Empedocle, dove una donna,sola,da anni, cerca di proteggere i più deboli dalla palestra criminale accettata, quando non condivisa, da tutta la popolazione empedoclina che non solo non interviene ma rifiuta di fornire testimonianza dei fatti che ha visto?E cosa stanno insegnando le istituzioni stesse che IGNORANO questi fatti negando qualsiasi intervento ? Ignorare il “destino comune” porta ad una cultura

    15 agosto, 2008
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  3. Violet ha scritto:

    3.della violenza,dove il cerchio terribile dell’ “altro” si espande,poi,a dismisura.La radice del male è qui.”Il bambino ancora non mostra segni dell’orgoglio che spinge l’uomo civilizzato a porre una profonda linea divisoria tra la sua natura e quella di tutti gli altri animali:Il bambino non esita ad attribuire piena uguaglianza a tutti gli animali…” (S.Freud cit.in Ascione). Quando l’altro diviene un oggetto, una merce,uno schiavo o la vittima del reindirizzo della violenza, perpetrata o subita,l’indice di allarme è da espandersi alla numerosa catena di umani complici dell’addestramento, dal più sottile al più letterale, alla violenza.E’ da estendersi ad intere culture,con gli effetti devastanti sotto gli occhi di tutti. Accendere questa consapevolezza ed agire su queste responsabilità  è un primo importantisimo passo per spezzare questa catena.

    15 agosto, 2008
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  4. Violet ha scritto:

    4. Catena dove gli animali, che possono essere maestri di saggezza ed empatia, sono invece assurti ad inascoltate vittime sacrificali.
    Violet

    15 agosto, 2008
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  5. anto ha scritto:

    Non parlerò di Porto Empedocle perchè non sono ora nelle condizioni psichiche per farlo. Solo il ricordo mi fa piangere. Mi sono sempre chiesta però perchè a chiunque sia concesso di far divenire il cane di casa fabbrica di cani da vendere esentasse ad individui dei quali si ignora tutto, o all’occorrenza da buttare. Perchè il microchip e basta (in Sicilia fra l’altro moltissimi lo ritengono un optional) e non piuttosto la tutela degli animali attraverso l’obbligo del controllo delle nascite? Se i veterinari fossero obbligati a segnalare le gravidanze e se queste fossero obbligatoriamente sottoposte a iter di controlli e i cuccioli “fatti in casa” fossero tassati ciò potrebbe essere un deterrente? Incroci neonati di rotwailer sono stati abbandonati sotto un albero quando la loro mamma è dovuta tornare in città  con la famiglia. Sarebbe potuto accadere?

    29 settembre, 2008
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