Le Balene prigioniere in Russia


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Alcune informazioni sulla situazione attuale di numerosi Cetacei prigionieri in Russia.

Per prima cosa ricostruiamo la vicenda: a metà novembre 2018, Greenpeace Russia diffonde un video scioccante: in alcune immagini riprese dall’alto si vedono circa 100 Cetacei tenuti all’interno di una serie di piccoli recinti al largo della costa pacifica della Russia, vicino alla città sud-orientale di Nakhodka. e La notizia rimbalza su tutti i quotidiani del mondo. Nelle vasche si distinguono 11 Orche, 90 Balene Beluga e 5 Trichechi che nuotano disperatamente in tondo. Nulla di tutto ciò che si vede nel video è legale e anzi è rigorosamente vietato dalle leggi sulla tutela ambientale e della fauna marina russe.
Secondo la Whale and Dolphin Conservation, questo è il più grande numero di Animali marini tenuti in prigionia al mondo. In brevissimo tempo le più grandi organizzazioni mondiale per la difesa della fauna marina si mobilitano e il solito Leonardo Di Caprio si fa promotore di una petizione su change.org con un tweet:
Per favore, firma la petizione qui sotto e, insieme a me, fai sentire la tua voce contro la cattura disumana di orche e balene beluga in Russia”.
Mentre Di Caprio lancia la sua personale campagna, alcuni scienziati fanno notare che questi Mammiferi marini sono quasi sicuramente destinati a essere venduti agli acquari in Cina. Conferma che arriva pochi giorni dopo quando la prima denuncia (per aver violato le regole della pesca) nei confronti di quattro società implicate nella vicenda viene depositata. Una vicenda comunque imbarazzante per l’intero governo russo reduce dalla condanna per aver sequestrato l’equipaggio di una nave di Greenpeace nel 2013 e che, non dimentichiamolo, permette la cattura dei Cetacei per “scopi scientifici”. Le denunce depositate non servono quindi a placare i media che continuano ad attaccare il governo di Putin chiedendo di fare ulteriore chiarezza. A quel punto lo stesso presidente Putin si presenta negli uffici dell’Fsb, il servizio di sicurezza federale, per assicurarsi che la “prigione delle balene” venga smantellata al più presto. Il problema è però riportare in mare aperto le Balene senza recare loro danni, e per questo la loro liberazione viene rimandata. Si parla di trasferirle temporaneamente in una delle baie nell’isola di Russkiy vicino a Vladivostok, in un centro specializzato (che per ora esiste solo sulla carta) dentro vasche simili a quelle attuali per permettere loro di riambientarsi lentamente al mare. L’organizzazione Free Russian Whales però sostiene che ciò sia molto pericoloso per i Cetacei perché questo spostamento non farà altro che creare ulteriore stress agli Animali. La cosa da fare è rilasciarle in mare aperto, senza trasferimenti ulteriori. Il riadattamento alla vita selvatica deve essere fatto dove si trovano adesso.
A quel punto il ministro dell’Ambiente russo Dmitry Kobylkin, che a quanto pare vuole prendere tempo, dichiara:
Non ci sono dubbi che le balene saranno liberate, ma la cosa importante è farlo nel modo giusto”.
Nel frattempo un’appassionata lettera che chiede la liberazione dei Cetacei arriva sul tavolo di Putin. Tra i firmatari figurano la Regina Noor di Giordania, Jean-Michel Cousteau, Jane Goodall, Sir Richard Branson, Tom Gruber e David Shaw, attori come Pamela Anderson, Mark Ruffalo e Holly Marie Combs, i musicisti Jackson Browne e Ann e Nancy Wilson di Heart e una quarantina tra leader, attori, cineasti, top model e artisti internazionali e russi.
Nella lettera si legge:
Stiamo scrivendo per ringraziare Lei e il governo russo per le misure adottate per proteggere i 90 beluga e le 11 orche ora detenute in condizioni inadeguate nella baia di Srednyaya, vicino alla costa orientale della città di Nakhodka. Ci complimentiamo per l’azione che avete intrapreso finora per bloccare l’esportazione di questi incredibili esseri nei delfinari di altri Paesi, dato che balene e delfini non riescono ad affrontare bene la cattività. Raccomandiamo inoltre a Lei e al suo governo di non approvare nuovi permessi di cattura per il 2019 e di sostenere pienamente l’iniziativa russa di attuare un divieto permanente di cattura di orche e beluga russi. Un’azione del genere impedirebbe che l’orribile situazione in atto nell’Estremo Oriente si verifichi più e più volte”.

Contemporaneamente 34 scienziati invitano Putin a permettere l’accesso alla “prigione dei cetacei” a un team di esperti russi e internazionali per
valutare e trattare i cetacei e avviare il processo di miglioramento della struttura in cattività. Tali miglioramenti potrebbero includere l’espansione delle dimensioni delle recinzioni per fornire più spazio ai cetacei (specialmente quelle dei beluga, che sembrano eccessivamente affollate), fornendo un modo per riscaldare le acque per evitare la formazione di ghiaccio nei recinti (se il ghiaccio è ancora un problema presso la struttura), e riducendo i batteri e altri contaminanti nei recinti attraverso, ad esempio, una migliore circolazione dell’acqua. La scarsa qualità dell’acqua probabilmente contribuisce al declino apparente della salute di questi animali, come risulta evidente dal cattivo stato della loro pelle”.

Inoltre, rispondendo a chi dice che i Cetacei non possono essere rimessi in libertà nei siti dove sono stati catturati perché sono ancora ricoperti di ghiaccio marino, alcuni scienziati riuniti in una delegazione evidenziano che:
data la nostra conoscenza delle strutture sociali di queste specie, riteniamo che sia molto importante restituire questi giovani animali alle loro popolazioni di origine. Se questo verrà fatto, il lavoro di rilascio, dopo una appropriata riabilitazione, potrebbe essere un successo. Mentre vengono curati, possono essere completati gli accordi per il trasporto dei cetacei. Nel frattempo, i siti di rilascio in questione dovrebbero liberarsi dal ghiaccio e i gruppi di cetacei dai quali sono stati prelevati questi individui dovrebbero essere tornati nelle aree di caccia. Questi fattori contribuirebbero tutti a una maggiore probabilità di successo. Saremo lieti di consultare gli specialisti russi e il vostro governo sui piani per restituire questi cetacei ai loro siti di cattura e rilasciarli”.
E concludono:
Come ha drammaticamente dimostrato questo episodio, orche e beluga sono traumaticamente stressati dalla cattura e affrontano un alto rischio di mortalità in prigionia. Anche le catture possono avere un impatto significativo sullo status di conservazione delle popolazioni selvatiche e questo potrebbe danneggiare le preziose risorse naturali della Russia”.

Attualmente a guidare la delegazione di scienziati risulta essere Mark J. Palmer dell’Earth Island Institute, che afferma:
sono molto contento per questo interesse di personalità globali ed eminenti scienziati per la sorte delle orche e dei beluga russi e spera che la sua associazione e altre ONG possano aiutare il governo russo a riportare in modo sicuro questi cetacei nelle quali sono stati catturati”.

L’Impp – Earth Island Institute ricorda inoltre che:
le orche e i beluga sono state catturati la scorsa estate sicuramente per venderli ad acquari in Cina, in violazione delle leggi russe che specificano che le catture dovrebbero essere a scopo educativo o scientifico, non per esportarli per milioni di dollari per la crescente industria cinese dell’intrattenimento in cattività. L’Immp ringrazia questi cittadini e le numerose organizzazioni e persone che lavorano per liberare i cetacei russi e restituirli ai loro territori d’origine, per ricongiungersi alle loro famiglie”.

Che succederà quindi adesso? Difficile fare previsioni a breve scadenza, anche se la liberazione sembrerebbe ormai assicurata. La deadline pare essere fissata a giugno, ma Il problema è capire come avverrà. Intanto il circo mediatico tra star, divi, personalità e scienziati continua.

Francesco Cortonesi

Fonti:

Organizzazione per la liberazione dei cetacei russi
freerussianwhales.org/en/

Greenpeace Russia
greenpeace.ru/

CBS
www.cbsnews.com/news/russia-will-free-100-captive-whales-from-prison-after-public-outrage/

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/zebl5

2 Commenti

  1. Avatar Anna ha scritto:

    Set them free!!!

    2 Aprile, 2019
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  2. Avatar Paola Re ha scritto:

    Francesco Cortonesi ci mette spesso al corrente di storie al limite del credibile.
    Non riesco a farmi una ragione di queste mostruosità.

    5 Aprile, 2019
    Rispondi

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