L’antispecismo è per gli invisibili

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Pulcino che muore solo

A noi Umani sono sempre piaciuti i ribelli e gli eroi, perché in definitiva le loro figure e le loro gesta soddisfano una nostra certa propensione al romanticismo. In questo non fa eccezione il mondo animalista e antispecista, che ha preso a considerare negli ultimi anni sempre più gli Animali che trovano la forza di ribellarsi e di fuggire alla sorte decisa dai loro aguzzini umani. Certo chi scappa per salvarsi la vita, chi rompe le catene e fugge, chi si oppone e reagisce contro un’ingiustizia attira sempre simpatie e solidarietà, nel caso di molti Animali assume addirittura sua un’identità: smette di essere un numero o un oggetto per divenire un soggetto, attore della propria esistenza.
In questo finale d’anno (un anno come sempre tragico per gli Animali, se non addirittura peggiore dei precedenti), desidero invece rivolgere il mio pensiero a tutti coloro che non hanno avuto la forza di ribellarsi, di fuggire, di urlare, ma che hanno sofferto e sono morti in silenzio o semplicemente lontani dal nostro sguardo, rimanendo fino alla fine anonimi, invisibili, disperati e privi di ogni considerazione. E’ a questa immensa massa di senzienti nascosta e indifesa che dovremmo sempre pensare, perché per un Animale che si ribella e fugge, ce ne sono altri milioni che muoiono straziati senza riuscire a reagire. Perché la vera tragedia sta nella loro assoluta condizione di sottomissione nei confronti di chi infligge ogni sorta di torture per soddisfare i propri interessi.
Certo si deve gioire per i ribelli, per coloro che si difendono, pur senza caricare i loro gesti disperati di contenuti e sensi che inevitabilmente riportano a logiche prettamente umane (un Toro fugge per salvarsi la vita, non per combattere al fianco di qualcuno o contro un sistema iniquo); ma l’antispecismo è nato per considerare finalmente gli invisibili: più sono lontani da noi e invisibili, più vanno cercati e posti al centro dei nostri pensieri. Così dovrebbe essere: l’antispecismo è per gli invisibili.

Adriano Fragano

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6 Commenti

  1. Avatar Gianni ha scritto:

    Bellissima riflessione!

    24 Dicembre, 2019
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Grazie Gianni, è importante comprendere e tener sempre presente chi è davvero nel fondo dell’abisso dello sfruttamento.

      24 Dicembre, 2019
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  2. Avatar Paola Re ha scritto:

    Sono invisibili ma non basta il danno. C’è pure la beffa perché la loro invisibilità è frutto di un formidabile lavoro: economia, finanza, politica… ogni sorta di potere forte usa le migliori armi per renderli tali. Meno sono visibili, meglio si possono sfruttare.
    Gli animali che si ribellano e si guadagnano gli onori della cronaca o diventano stelle del web sono intoccabili, sono simboli dell’amore per gli animali. Tutti si scoprono sensibili e pronti a commuoversi davanti alla mucca che fugge dal lager ma nel piatto hanno un pezzo di mucca invisibile e nei piedi un altro pezzo.
    Buon anno e grazie a Veganzetta.
    C’è ancora molto lavoro da fare.

    29 Dicembre, 2019
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    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      C’è ancora molto lavoro da fare, è vero, per questo nel prossimo anno cercheremo di impegnarci ancora di più. Auguri anche a te cara Paola.

      29 Dicembre, 2019
      Rispondi
  3. Avatar Joel ha scritto:

    Uno degli articoli più significativi che abbia mai letto sullo sfruttamento animale. Che tremenda realtà!
    Dobbiamo difenderli a ogni costo.
    Grazie per la vostra empatia, buon proseguimento.

    9 Gennaio, 2020
    Rispondi
    • Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Joel grazie mille per il tuo apprezzamento che fa molto piacere.
      E’ vero dobbiamo difenderli (da noi stessi) ad ogni costo.

      9 Gennaio, 2020
      Rispondi

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