La storia della morte dei Pinguini Imperatore

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Questa celebre fotografia, scattata nel 2011 dal fotoreporter Daniel J.Cox, immortala il lutto di massa dei Pinguini Imperatore che, dopo aver perso i loro pulcini, si inchinano a causa del dolore.
«Una parte del mio lavoro consiste nel fotografare le straordinarietà della natura, […] purtroppo così facendo arrivano anche i fatti crudi della vita. Vedere i Pinguini Imperatore che piangono in modo quasi umano per la morte dei loro pulcini è straziante. Si incurvano come se il dolore fosse incontenibile e si aggirano per i ghiacci nel tentativo di ritrovare i loro pulcini. È difficile dire come e perché sono morti, ma gli scienziati sostengono che a questi eventi si assiste sempre più spesso. L’aumento delle temperature che sciolgono i ghiacci così come la fame, possono causare questi eventi».
A distanza di 8 anni nulla è evidentemente cambiato e deve essere una scena straziante di questo tipo quella che hanno osservato i due ricercatori Peter T. Fretwell e Philip N. Trathan del British Antarctic Survey nella colonia di Halley Bay dove tra il 2016 e il 2018 sono morti migliaia di Pinguini. Ad Halley Bay che si affaccia sul Mare di Weddell nei pressi dell’Antartide, si riunivano infatti fino a 25mila coppie di Pinguini Imperatore (circa il 10 percento della popolazione mondiale di questa specie) e nel giro di due anni sono quasi tutti annegati a causa dei cambiamenti climatici, che hanno fatto sciogliere anzitempo l’enorme lastra di ghiaccio stagionale dove si trovavano.
La prima tragedia si è infatti verificata nel 2016, quando il ghiaccio di Halley Bay si è sciolto troppo presto, nel mese ottobre, facendo finire in acqua i giovani pulcini che, ancora incapaci di nuotare, sono tutti morti annegati. La stessa catastrofe si è verificata nel 2017 e nel 2018. D’altra parte l’allarme per lo scioglimento della banchisa era già stato lanciato nel lontano 1978 quando il ricercatore John H. Mercier dell’Università dell’Ohio aveva pubblicato un report in cui sosteneva che «uno dei segni di surriscaldamento a convalida della presenza della pericolosa tendenza all’aumento delle temperature in Antartide sarà lo scioglimento delle piattaforme di ghiaccio su entrambe le coste della penisola Antartica, iniziando dall’estremo Nord arrivando gradualmente a Sud».
Detto fatto. Le registrazioni della base Faraday Bernadsky raccontano una storia tanto semplice quanto drammatica: dal 1951 a oggi la media annuale della temperatura atmosferica nella regione è aumentata di circa 3 gradi centigradi. Le temperature invernali si sono elevate ancora più nettamente, aumentando di 6 gradi centigradi negli ultimi 60 anni. Confrontando la media delle temperature del mese di luglio del decennio degli anni 50 con quello dal 1999 al 2008 l’aumento risulta ancora più consistente con un astronomico innalzamento di 7 gradi centigradi e mezzo. Passando da – 12 a – 5. E se il 2008 per qualcuno risulta un anno troppo lontano, allora vale la pena precisare che negli ultimi 25 anni le piattaforme di ghiaccio dell’Antartide hanno perso qualcosa come 3000 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Come conseguenza di questo scioglimento dei ghiacci gli scienziati hanno notato che una grande percentuale di piccoli Pinguini Imperatore ha ridotto il proprio peso corporeo rispetto ai coetanei di 20-30 anni fa. Questo significa che le loro riserve caloriche si esauriranno se non troveranno più rapidamente del Krill o dei Pesci di cui cibarsi. Ciò è un problema perché una trentina di anni fa la banchisa iniziava ad avanzare da sud nel mese di marzo fornendo ai piccoli un’ottima piattaforma per alimentarsi.
Oggi invece la banchisa inizia a formarsi in ritardo di due mesi e il sicuro paradiso di ghiaccio dei Pinguini non è più presente in un momento tanto cruciale della vita dei pulcini. Non solo. La banchisa a causa della riduzione dello spessore tende più facilmente a rompersi anche in modo improvviso e i piccoli Pinguini precipitano giù. Proprio com’è accaduto nella colonia di Halley Bay.

Nota: Il Pinguino Imperatore non è l’unico a rischiare l’estinzione. Qualche tempo fa avevamo parlato dell’estinzione che riguarda il Pinguino africano.

Francesco Cortonesi

Fonti:

Fen Montaigne, Il Principe dell’Antartide. Viaggio alla scoperta dei pinguini, Orme editori, 2011 
books.google.it/books?isbn=8888774920

British Antartic Surrey
www.bas.ac.uk/media-post/catastrophic-breeding-failure-at-one-of-worlds-largest-emperor-penguin-colonies

Daniel J.Cox website
naturalexposures.com

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Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/rbGtA

Un commento

  1. Avatar Paola Re ha scritto:

    Mai vista una cosa simile. Però ho visto mucche in lutto. Pare che impazziscano.
    E’ chiaro che colpisce molto di più una fotografia con pinguini piangenti piuttosto che una con mucche disperate dopo che sono stati sottratti loro i vitellini.
    Eppure il lutto è lo stesso.
    Il latte è una sorta di bomba atomica.

    12 Maggio, 2019
    Rispondi

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