La lezione di Casper


Tempo di lettura stimato:
2 minuti

casper a lezione - La lezione di Casper

Casper è stato avvelenato. Ucciso perché si recava a lezione con degli studenti umani presso l’Università Northwest A&F della contea di Yanglin, in Cina. Non disturbava, stava seduto in silenzio durante le lezioni. La direzione dell’ateneo ha pensato “bene” di farlo avvelenare, e di far gettare il suo corpo tra i rifiuti, come se si fosse trattato di uno straccio. La nostra spiccata propensione alla ghettizzazione, alla segregazione di chi non è come noi, ancora una volta ha vinto. Casper non faceva del male a nessuna/o, ma era un Cane, e si trovava nel posto che chi lo ha ucciso ha ritenuto “sbagliato”, pertanto ha pagato con la vita.
Il Messaggero scrive che Casper aveva l’abitudine di assistere alle lezioni. Non è vero: Casper si recava in aula per fare lezione. Con la sua presenza, la sua compostezza, il suo silenzio, ci insegnava la tolleranza e la voglia di condividere e comprendere, oltrepassando le stupide barriere ideologiche speciste che non ci permettono di godere pienamente della nostra animalità.
Chi pensa di poter catalogare, incasellare, segregare e controllare le vite altrui è destinato a un misero fallimento, nel frattempo però causa morte, indicibili sofferenze e ingiustizie. Non esiste un luogo per Cani, per Gatti, o per Umani – o meglio esistono solo nella nostra mente dominata dal pregiudizio -, esistono invece luoghi fisici condivisi da coabitare con chiunque voglia farlo pacificamente. Se non riusciremo a capirlo, se ciò non avverrà, continueremo a erigere muri per dividerci da chi non è come noi, rimanendo alla fine miserabilmente sole/i. Forse questo voleva dirci Casper.

casper morto - La lezione di Casper

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/W8Dun

7 Commenti

  1. Paola Re ha scritto:

    In diversi articoli ho letto la stessa frase “Non disturbava”. In realtà, un cane così docile, tranquillo, ben disposto a condividere tempi e spazi con gli umani, in Cina disturba parecchio. Non dimentichiamoci mai di che cosa è un cane in Cina: cibo, pelliccia e rifiuto. Credo che le nuove generazioni siano molto più sensibili ai cani e che inizino a vederli come un amici ma questo disturba molto. Pensiamo se in Italia gli animali “da macello” iniziassero a prendere il posto accanto a cani e gatti… Ci sarebbe una buona parte del sistema che certamente remerebbe contro perché quelli sono animali da ammazzare, non da amare. Comunque credo che l’assassinio di Casper sia stato un autogol da parte dell’autorità perché gli studenti se lo ricorderanno per sempre ed elaboreranno una loro reazione.

    25 novembre, 2014
    Rispondi
  2. paola lago ha scritto:

    Scusatemi, ma devo esprimere tutto il mio disprezzo verso cina e cinesi e paesi asiatici, sempre e solo da loro succedono le più infami crudeltà verso verso gli animali. Non cè animale che non venga torturato e ucciso nella maniera più atroce, più infame, cominciando dagli orsi per la bile, cani e gatti per le pellicce, corni di elefante, di rinoceronte perchè questi imbecilli credono che la polvere sia afrodisiaca, le tigri per il balsamo ecc ecc. Solo a vederli mi vengono i conati di vomito, farei volentieri a loro le torture che fanno a queste povere creature. Smettiamola di comprare qualsiasi prodotto che provenga da quei paesi, solo così li metteremo in difficoltà. Non comperando niente che provenga da quelle mani sporche di sangue, e inviando lettere di protesta all’ambasciata cinese in Italia. In Italia ci sono milioni di cinesi che rubano il lavoro agli italiani. Svegliatevi boicottiamoli.

    30 novembre, 2014
    Rispondi
    • cristina beretta ha scritto:

      Cara Paola: tutto il mondo è uniformemente strutturato sulla violenza a danno dei più esposti. Pensare che sia possibile ritagliare una zona peggiore delle altre per eliminare il problema della sofferenza animale causata dalle pratiche umane, è una pia illusione. Se pensi invece di aver individuato isole felici, facci sapere…io non ne ho mai avuto il sentore.

      30 novembre, 2014
      Rispondi
  3. Paola Re ha scritto:

    Paola, capisco in parte il tuo sfogo. Sono una funzionaria doganale e nella dogana in cui lavoro si sdogana quasi soltanto merce cinese: vedere certi prodotti è un incubo. Arrivano navi dalla Cina, inquinando i mari di mezzo mondo, cariche di container pieni di qualsiasi cosa superflua, inutile, per non parlare di quando questa merce è contraffatta. Se parliamo poi di prodotti alimentari e vestiario, si apre una voragine di orrore. Non che la merce italiana sia tanto meglio, anzi, basta guardarci attorno e vediamo che il marcio c’è pure lì. Quando la prima merce cinese ha iniziato a entrare nel mercato, la compravo, attratta dal prezzo basso, ma da qualche anno non la compro più proprio per il prezzo basso perché in quello si nasconde il marcio che c’è dietro questo commercio. Quella della merce cinese è una vera invasione. Il boicottaggio è una guerra che condivido e sarebbe davvero efficace se la facessimo in tantissimi. Boicottare la merce MADE IN CHINA può servire ma non dimentichiamoci che sono tante le aziende italiane del cosiddetto MADE IN ITALY che lavorano in Cina. Non so come si possa risolvere una questione così complicata.
    Riguardo i diritti degli animali in Cina, qualche segnale c’è ma è talmente flebile che dà poca soddisfazione. Comunque, quando penso alla Cina, non penso soltanto al governo ma al popolo: spesso sono due cose diverse. Del popolo fanno parte gli attivisti dei diritti degli animali che fanno sforzi pazzeschi per lottare contro una crudeltà senza pari. Credo che il problema cani si andrà risolvendo perché le azioni contro la macellazione dei cani sono parecchie e hanno dato qualche risultato. Purtroppo le nostre lotte, tutte, hanno tempi lentissimi.

    30 novembre, 2014
    Rispondi
  4. Paola Re ha scritto:

    Cristina, è vero ciò che scrivi sulla violenza. Non penso che esistano isole felici, anzi, penso che di supplizio ce ne sia davvero per ogni specie animale. Il mio discorso era riferito alla Cina che è davvero il Paese degli orrori. Ciò che penso è che in Cina, da qualche anno a questa parte, le torture perpetrate da secoli sui cani iniziano a fare un certo effetto su una buona parte della popolazione. Forse il cane inizia a essere visto come sotto una luce diversa. E’ tutto drammaticamente lento ma secondo me qualcosa si muove. La vicenda di Casper,forse non avrebbe fatto alcun effetto qualche anno fa invece ora gli studenti si sono ribellati. Intendo dire che è un segno. Il caso di Casper è simbolico… poi so benissimo che mentre sto scrivendo ne muoiono migliaia nel silenzio. Sono inguardabili i video dei cani in Cina: per noi che siamo abituati a vedere i nostri cani coccolati e amati nelle nostre case, è insopportabile guardare tanta violenza, che poi è la stessa per tutti gli animali in allevamenti e macelli.

    1 dicembre, 2014
    Rispondi
    • cristina beretta ha scritto:

      Ciao Paola Re, la mia era una risposta a Paola Lago, non a te :-)

      2 dicembre, 2014
      Rispondi
  5. Paola Re ha scritto:

    Sì, hai ragione, c’era pure la freccetta… sono io a essere stordita.

    2 dicembre, 2014
    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *