24 Commenti

  1. alex ha scritto:

    Condivido pienamente! Complimenti anche – oltre che per il contenuto – per come e’ stato scritto l’articolo in modo chiaro, semplice e diretto

    28 aprile, 2014
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  2. ha scritto:

    un bellissimo esempio di divulgazione arrembante! mi piace! :)

    29 aprile, 2014
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  3. ignazio ha scritto:

    Molto ben detto!!! Grazie.

    6 maggio, 2014
    Rispondi
  4. Satyavan ha scritto:

    Concordo. Inoltre, la ragioni salutiste non mi hanno mai veramente convinto. Non ho trovato così schiaccianti le presunte evidenze scientifiche che il veganismo faccia poi questa grande differenza in termini di salute. Io metto sempre al primo posto le ragioni etiche. Poi accenno anche a quelle ambientali. Mentre quelle salutiste penso sia meglio lasciarle stare, sia per le ragioni qui menzionate, sia perché tecnicamente meno sostenibili.

    6 maggio, 2014
    Rispondi
  5. Tiziana ha scritto:

    Ottimo articolo, grazie.

    Non è un caso che alla domanda: “sei vegan per la salute?” io risponda: “sì, quella dei miei fratelli non umani di cui non mi nutro.”

    6 maggio, 2014
    Rispondi
  6. Franca ha scritto:

    ciao Tiziana
    chissa per quale “onda” siamo in contatto, perche alla stessa domanda do la stessa identica risposta.
    Mi fa tanto piacere……………ciaociao si asociano i pelosi e non

    6 maggio, 2014
    Rispondi
  7. Carla ha scritto:

    Meravigliosa descrizione che condivido, di una situazione che mi pesa sempre di più: sono antispecista come persona, ma dietologa come professione e quindi mi trovo spesso a sostenere tutte quelle motivazioni ” salutistiche” con le persone che si rivolgono a me , approfittando,appena possibile, per affrontare la questione della condizione animale e del rapporto uomo-animale.
    Molta fatica!
    Complimenti per l’articolo scritto in modo chiaro e accattivante!

    6 maggio, 2014
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    • Cereal Killer ha scritto:

      Ciao Carla,

      la tua non è una posizione facile e la fatica sarà tanta ovviamente, l’essenziale è che tu continui a perorare la causa antispecista ogni volta che ti è possibile.

      6 maggio, 2014
      Rispondi
  8. Sem ha scritto:

    Ciao, mi hanno sempre detto sin dall’infanzia di mangiare carne, uova, formaggio, bere latte perché fa bene alla salute, fa crescere e diventare grandi e forti perché contengono le proteine, ferro e calcio per rafforzare le ossa. Ci credevo poco ed avevo dei dubbi. Da bambino 5-6 anni avendo visto uccidere polli e conigli in campagna davanti ai miei occhi, sono rimasto terrorizzato dalla violenza, il sangue e la morte, e così capì da dove proveniva la carne prima di arrivare nel piatto, che già non mi piaceva, come la carne di vitello, il pollo, con le ossa in evidenza, orribile… al palato mi dava la nausea, un senso di sporcizia, di morte, mi ricordava qualcuno che è morto che ha vissuto ed è stato ucciso, sentivo il palato sporco di morte. L’unica carne che riuscivo a mangiare era quella che non ricordava la forma dell’animale erano gli affettati, wurstel e hamburger, se mi piacevano erano per via delle le spezie non per la carne. Iniziando a leggere il libro ” Alimentazione per la nostra salute ” di Henry Charles Geffroy mi apri la strada per diventare finalmente vegetariano nel 1990 e poi vegano nel 1993 anche perché prima avevo forti dubbi se eliminando del tutto la carne, il pesce, latte e latticini avrei avuto dei problemi di salute in quanto tutti affermavano delle possibili carenze nutrizionali e anemia, soprattutto i medici. Avendo letto il libro Alimentazione per la nostra salute che tratta la dieta VegetaLIANA con l’esclusione di carne, pesce, uova, latte e latticini mi diede l’input per sperimentarla nonostante tutti mi dicessero che fosse pericolosa per la salute, ma il libro infatti spiegava che le proteine di origine animali erano dannose. Ad oggi sono 24 anni che non mangio carne e pesce. Mi sono reso conto che tutti mi hanno truffato sin dall’infanzia con la storia delle proteine nobili e tutto grazie ai medici che hanno l’interesse di ternerti malato a lungo per vendere i loro maledetti farmaci. Oggi sono fruttariano, mai stato bene di salute quanto ora. Noto che alcune persone vorrebbero essere animalisti puri togliendo la carne dalla propria alimentazione ma non fanno il passo perchè i medici gli dicono che la carne non va eliminata perchè andrebbero in contro a carenze di ferro, proteine, ecc. Di fatti la maggior parte dei medici sono onnivori, oltre ad essere disinformati non hanno mai provato su se stessi la dieta vegetariana o vegana, come fanno a parlare di carenze alimentari? Il famoso medico del passato Ippocrate (vegano) padre della medicina diceva “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. C’è chi diventa vegetariano o vegano inizialmente solo per etica, altri per salute e dopo scoprono anche l’etica e l’ambiente. Alla fine chi rimane onnivoro pensa di avere svantaggi sia di perdere il gusto del cibo che di compromettere la salute. Ma noi vegani sappiamo che ci sono solo vantaggi per il benessere animale, l’ambiente e la salute grazie all’alimentazione naturale a base vegetale.

    6 maggio, 2014
    Rispondi
  9. Cereal Killer ha scritto:

    Ciao Sem
    Grazie per la tua bella testimonianza. Che vi sia un grande inganno sulla questione del cibo è indubbio, ma ciò che preme sottolineare con forza è che non dovremmo pensare ai vantaggi che noi avremmo dal veganismo, ma ai vantaggi (vitali) che gli altri Animali avrebbero. Se davvero desideriamo cambiare questo stato di cose non è con un cambiamento alimentare che lo si potrà fare, ma con una rivoluzione culturale che parte dall’ammissione del fatto che i nostri interessi non sono al di sopra di quelli degli altri

    7 maggio, 2014
    Rispondi
  10. ha scritto:

    C’é un errore di fondo…. un errore ‘filosofico’, nella riflessione troglodita. Anzi, forse ce n’é più d’uno.
    Il primo è quello di voler stabilire il limite della riflessione all’interno delle proprie priorità.
     Il secondo, che ne deriva, è quello di giudicare come secondarie e persino ‘devianti per la causa’ le priorità altrui, dettate dal livello di evoluzione personale, negando così dignità agli esseri che non riescono a ‘vedere al di là’. Questo lo considero ‘specismo intellettuale umano’… quello delle amorevoli ‘gattare’ che estinguerebbero il genere umano a favore di quello animale: perché gli uomini sono cattivi e gli animali le vittime. Non considerando le persone come animali, imprigionati anch’essi da schemi mortiferi, benché a livelli apparentemente diversi.
    Il terzo è quindi di sottovalutare l’edonismo al quale siamo stati educati, indotto ed assicurato anche dal cibo ingerito (sofisticato e canceroso): il diritto al cibo sano, accessibile e culturalmente adeguato è una battaglia che deve ancora cominciare.
    Il quarto, che dal precedente deriva, è di non associare mente e corpo in questo percorso di liberazione: il cibo che mangi determina il modo di pensare, se mangi ‘etico’ , pensi e senti ‘etico’.
    Il quinto ed ultimo è quello di limitare i mezzi di ‘combattimento’ pacifico e di sottrarre importanza a tutta la ricerca della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, agli sbattoni dei genitori per ottenere la mensa vegan per i figli a scuola, alla cultura della salvaguardia della terra che il veganesimo propone (e secondo me ‘impone’, ma me lo tengo per me), al pari con i diritti animali. Liberare le terre del terzo mondo dalla fame, da ogm e pesticidi é il diretto prodotto del recupero di una cultura culinaria del primo mondo, che deve essere messo al corrente di quello che sta combinando e in grado di rivoluzionare le proprie abitudini.
    E fondamentalmente: NOI RINGRAZIAMO OGNI LIVELLO DI LOTTA!!!! Senza specismi umani a livello di coscienza. Si tratta solo di fare rete per rimettere radici: noi, in modo duro e puro, sempre più profondamente ed affrancarci dal megasfruttamento globale applicato al pianeta intero e perpetrato dall’uomo, attraverso l’uomo, schiavo e assassino di sé e di tutto. E patapin e patapan!
    Per ultimo, ma non meno importante: sono pienamente d’accordo coi Trogloditi, quando pongono l’accento sul non voler perdere di vista il punto fondamentale della sensazione dell’animale come individuo!
    Abbracci.
    Anna e i veganierranti

    P.S. Al solito: fate delle mie riflessioni un po’ cosa credete.
    Come madre: spesso mi sono trovata a dire ai miei figli di non dare epiteti sgradevoli ai compagni o di non rispondere alle percosse, solo per dignità propria e per fiducia nel pacifismo. Altre volte li ho guardati darsele per gioco, per sfogo, perché lo facevano senza cattiveria e senza disperazione, perché loro ‘dovevano’ e io ‘non dovevo’ fare niente….L’ esempio dei Trogloditi sui bambini rivela, secondo me, un’osservazione un po’ stilizzata del mondo infantile, a meno che non si considerino le reazioni dei bambini col medesimo metro con cui venivano considerate (come stereoti) quelle animali, nelle osservazioni praticate dagli studi zoologici ottocenteschi… Brrrrr!!! Non so, ho avuto come la sensazione che non abbiano mai avuto a ché fare con l’infanzia, propria o altrui, e la usassero a sproposito….Non ha senso, mi rendo conto…Forse perchè la mia sensazione d’infanzia libera è altro dalla loro e proprio quell’esempio mi fa capire come ci sia bisogno di tutto, anche nella lite e nel suo processo di riassorbimento e rinascita dell’amicizia: diritto, dovere, voglia di salvarsi la pelle e di sfogarsi, di creare un legame con l’altro-da-te, attraverso tutte le tue risorse…. Forse vaneggio…ma non mi sento di fare una scala di valori: ogni combattente metta a frutto i propri talenti!

    7 maggio, 2014
    Rispondi
  11. Cereal Killer ha scritto:

    Cara Anna,

    Nel testo pubblicato non ci sono “limiti alla riflessione”, ma si cerca di comprendere l’esatta portata di un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti.
    Forse i Troglodita Tribe hanno evitato di definire il veganismo come “etico”, questo per contraddistinguerlo dal veganismo come dieta, moda, o business, ma a ben pensarci l’idea vegana è etica, tornando indietro nel tempo si può facilmente constatare che Donald Watson diede una definizione ben precisa al termine “vegan” da lui inventato e riportato dalla Vegan Society: “the word “veganism” denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose”
    Si parla di filosofia, non di stile di vita, si parla di escludere tutte le forme di sfruttamento nei confronti degli Animali. Le indicazioni sono chiare e precise. Che il veganismo faccia bene alla salute, o che eviti malattie cosiddette “del benessere”, è un argomento secondario che però al giorno d’oggi sta divenendo fondamentale.
    Non stiamo parlando di ghettizzare qualcuno o di filosofeggiare su questioni etiche di dubbia rilevanza, stiamo parlando di un problema serio: la possibile perdita di un’identità a tutto beneficio di tendenze, mode, interessi di specie o personali e mercato.
    Le tue obiezioni sulla fame nel mondo, OGM ecc… sono sacrosante, e nessuno mette in discussione questo, ma è anche chiaro che per debellare queste aberrazioni è necessario un cambio culturale radicale che una dieta non può fare. Serve un nuovo paradigma, perché sulle basi di ciò che sta accadendo nessuno vieterà (e avverrà ben presto) a chi produce semi OGM, estrae petrolio, distrugge foreste, schiavizza Animali Umani e non, di produrre prodotti vegan per consumatori vegan.

    Bisogna sempre ringraziare “ogni livello di lotta”, ma chi gioisce perché trova dei prodotti vegan sugli scaffali di un centro commerciale, siamo sicure/i che stia lottando per qualcosa?

    7 maggio, 2014
    Rispondi
  12. wilma ha scritto:

    condivido il vostro punto di vista e anch’io purtroppo non posso che constatare che il veganismo è ormai preda del commercio/consumismo
    “di tendenza”.
    tanti vegan, credo anche in buona fede, non hanno capito l’insidia che sta dietro la propaganda salutista.
    occorre cercare di farli riflettere, voi ci riuscite ottimamente, come sempre.

    7 maggio, 2014
    Rispondi
  13. Satyavan ha scritto:

    Non bisogna dimenticare però che il lavoro fatto dalla SSNV e dai medici e nutrizionisti, come p.es. la Luciana Baroni, non va sminuito. Perché hanno una funzione importante: non tanto quella di dimostrare che essere vegani è salutare ma che non è dannoso. Non è la stessa cosa. Credo sia questa la loro vera funzione e non andrebbero inclusi nella “tendenza” del discorso di cui sopra.

    8 maggio, 2014
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    • Cereal Killer ha scritto:

      Nessuno vuole sminuire il loro lavoro che è importante, si sta parlando di impostazioni teoriche che prescindono il lavoro nel singolo campo.
      Il veganismo è una filosofia di vita che permette di evitare per quanto possibile la sofferenza altrui, fa anche bene alla salute, all’ambiente e via discorrendo, ma questo – come già specificato – è un aspetto del tutto secondario anche se ampiamente positivo. Si è vegan perché è giusto, compassionevole, per questioni altruistiche ed egualitariste, tutto il resto è da annoverare nelle pratiche riservate solo a noi Umani, e come tali speciste.

      8 maggio, 2014
      Rispondi
  14. ha scritto:

    Un caro saluto e abbraccio a tutte le persone che stanno riflettendo con noi su questa tematica sempre più calda. Torniamo da poche ore dalla quinta tappa di Antispecismo ad Alta Voce che si è svolta a Torino.

    Anche ieri si è presentata la tematica del salutismo e si è discusso anche in seguito al testo “La febbre del salutismo vegan” che ha animato il desiderio di approfondire.

    Molti sono assolutamente d’accordo e dicono che è indispensabile fare chiarezza per centrarsi sulle questioni etiche.

    Altri, però, sostengono che, alle motivazioni etiche, si possa arrivare da diverse strade perchè ognuno ha il suo percorso…

    E’ vero, questo è sacrosanto. Ci si può arrivare dal salutismo, come dalla meditazione, come dallo sport… Ma questa non è certo una buona ragione per sostenere il salutismo, lo sport, la meditazione come metodi accettabili per raggiungere la liberazione animale a livello collettivo. Noi stiamo solo sostenendo quanto, in questo preciso e delicato momento in cui, anche grazie a tanti filosofi, giuristi, attivisti, antropologi ecc, si sta parlando sempre di più della questione animale, sia basilare centrarsi sull’ingiustizia e sulle motivazioni etiche che dovrebbero far nascere un movimento per la liberazione animale. Non si tratta di demonizzare, di ghettizzarsi o di voler imporre una strada. Si tratta, invece, secondo la nostra opinione, di compredere tutti e tutte insieme, quanto lo specismo sia radicato in noi e di quanto sia necessario riconoscere gli errori del passato per superarlo. Sempre secondo la nostra personale opinione si comprende l’antispecismo solo quando si comincia ad individuare lo specismo che abbiamo dentro, che si manifesta nelle nostre azioni, nel nostro linguaggio, nel nostro modo di abitare, di consumare, di lavorare. La bellezza del concetto di liberazione animale è proprio questa. Liberando liberi te stesso. Nella libertà altrui cominci a vedere la tua libertà in un processo sempre più collettivo e condiviso.

    8 maggio, 2014
    Rispondi
  15. Satyavan ha scritto:

    @Cereal Killer: certo, non intendevo dire che qui qualcuno insinuasse di volere sminuire il loro lavoro, ma solo che se ne deve comprendere la funzione primaria che, a mio avviso, non è quella di dimostrare che da vegan si vive più sani.

    @Troglodita Tribe: Ma infatti…. se ci si ferma lì, non si può essere considerati vegan. Dovremmo anche ricordare che l’essere vegan non può riferirsi solo all’alimentazione. Se uno non mangia carne, latticini e uova solo per motivi di salute, probabilmente continuerà a mettersi scarpe e cinture in cuoio, piumini d’oca e non troverà nulla di strano nel frequentare circhi con animali e gli zoo. Ma difficilmente mi si potrà convincere di chiamarlo “vegan”. Basterebbe questo per mettere in evidenza come l’idea di alimentarsi vegan per soli motivi di salute non implica l’essere vegan.

    8 maggio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer ha scritto:

      Satyavan ma anche se vivendo vegan non si vivesse più sani, cosa cambierebbe?
      Forse che non si dovrebbe mirare a risolvere i conflitti in modo pacifico anziché usare le armi solo perché è più difficile la prima via?
      Forse tu difficilmente chiamerai vegan una persona che si comporta come hai descritto, ma c’è molta gente che si definisce vegan e non lo è affatto, e molta gente che si definisce vegetariana e continua a mangiare Pesci o peggio… L’unica cosa sicura in tutto questo è la confusione che regna sovrana.

      8 maggio, 2014
      Rispondi
  16. Satyavan ha scritto:

    “Satyavan ma anche se vivendo vegan non si vivesse più sani, cosa cambierebbe?”

    E’ un’ottima domanda… ;) Forse tanti vegan non sarebbero più tali, e questa la direbbe lunga sullo specismo più o meno inconscio che ci si porta dentro. Per fortuna viviamo in un mondo in cui non siamo posti davanti a questo dilemma (anche se molti lo credono). Perché il bello è proprio quello: esiste il modo (ed è anche molto semplice) per cui si può vivere e convivere tutti pacificamente senza che nessuno debba soffrire. In fondo basterebbe capire questo…. Si tratta solo di de-condizionarci la mente e rimettere in discussione le convinzioni che ci sono state inculcate fin dall’infanzia guardando oltre al sistema vigente. Quanto ai cosiddetti “vegetariani” che mangiano pesce ne ho conosciuti (nei miei 25 anni di vegetarismo e sei vegani) in tutte le salse, specie, condimenti e formati. Lo so bene che c’è un sacco di confusione. Fino a poco fa ho lavorato come ricercatore in Germania (tra poco come insegnante nelle scuole, sarà interessante coi ragazzi….) e ti assicuro che con tutta la peste e corna che pensiamo dell’Italia, credo che sotto il profilo della confusione sul veganismo siamo ancora relativamente ben messi culturalmente. Qui il Würstel è sacro, come per gli italiani gli spaghetti. E’ veramente dura riuscire a fare breccia, almeno dove sto io. E allora, riuscire a convincere qualcuno che se rinuncia alla carne non starà male, magari citandogli qualche articolo scientifico che vado a pescare dal sito del SSNV, è già una conquista….

    8 maggio, 2014
    Rispondi
    • Cereal Killer ha scritto:

      Satyavan,
      Tu parli di “Si tratta solo di de-condizionarci la mente e rimettere in discussione le convinzioni che ci sono state inculcate fin dall’infanzia guardando oltre al sistema vigente” è esattamente questo di cui si parla, è esattamente questo che intendiamo fare, proprio questo che denunciamo si sta affievolendo e perdendo, perché ai corsi di cucina vegan con prezzi stratosferici, nei supermercati o negozio specializzati con prodotti vegan che imitano la carne, nelle attività commerciali e sui giornali di gossip nessuna/o parlerà mai di questo.
      Scuola: meno le menti sono indottrinate dal sistema vigente, più sono disponibili a comprendere e accettare. I piccoli hanno un mare di cose da insegnarci: tutto quello che ci siamo dimenticate/i.

      9 maggio, 2014
      Rispondi
  17. Satyavan ha scritto:

    Ma certo Cereal Killer, concordo in tutto. Quanto alla scuola: il problema maggiore, più che i piccoli, sono quelli un po’ più grandicelli delle medie-superiori e che sono già stati indottrinati. Già alle 10 del mattino si trangugiano i loro panini al salame. Staremo a vedere che succede quando si vedranno arrivare un prof (di matematica e fisica poi) che gli parlerà di veganismo. Bisogna anche sapere rendere la cosa il più interessante ed ‘appetibile’ possibile. So già che si aspettano un taglio salutista, che però non ci sarà. ;) Se ci sono altri insegnanti in linea che hanno fatto esperienza in proposito sarò interessato a condividere.

    9 maggio, 2014
    Rispondi
  18. Sem ha scritto:

    Il medico nutrizionista onnivoro (Carlo Cannella) grande sponsorizzatore di carne e latte morto di tumore il 23 febbraio 2011 che denigrava i vegetariani, vedi alla fine del video http://youtu.be/A3SMdjwGbzk

    11 maggio, 2014
    Rispondi

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