La crudeltà  come arte


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APPELLO

Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista del Costa Rica, in una delle sue mostre presso la Galerà­am Códice a Managua (Nicaragua) in occasione dell’evento Exposición N° 1 svoltosi in agosto ha esposto la sua peggiore opera: un Cane, pelle ed ossa, legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e di sete.
Vargas aveva pagato dei bambini affinché catturassero un cane randagio per poi utilizzarlo come “opera”. L’opera d’arte consisteva appunto nel proporre al pubblico di assistere all’agonia del Cane che sarebbe successivamente morto di inedia.
Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di porgere cibo ed acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per soccorrere l’Animale, veniva allontanato in malo modo.
Nelle vicinanze del Cane, una scritta fatta di crocchette per Animali che recitava:”Sei quello che leggi“.
Vargas è stato selezionato per rappresentare il Costa Rica alla Biennale Centro Americana del 2008.
Firmate e diffondete la petizione OIPA affinché simili atrocità  non vengano mai più commesse. La morte di un Animale non è arte bensì crudeltà .


Una piccola riflessione a latere da parte della Redazione:
Vorremmo porgere delle domande a chi, al contrario di noi, si occupa di arte: è da considerarsi arte la tortura di un essere senziente? La privazione di cibo ed acqua è da considerarsi facente parte del sacrosanto diritto dell’arte di essere libera? E quali sono, se ve ne sono, i confini che non dovrebbero essere oltrepassati?
Noi vogliamo dedicare queste parole alla memoria di un povero Cane di strada usato per attirare la curiosità  morbosa ed insana di spettatori idioti, che non hanno nemmeno avuto il coraggio di opporsi ad una crudeltà  senza pari. Condanniamo allo stesso modo a chi ha ideato tale atrocità , e a chi vi ha assistito impassibile. Se questo atto sconsiderato è da considerarsi arte, proponiamo che alla prossima esposizione a cui prederà  parte, sia lo stesso Vargas ad essere incatenato e lasciato morire di stenti, solo così potrà  raggiungere l’acme (inteso nel senso medico del termine come fase culminante di un processo morboso) del proprio percorso artistico, oltre che a fare un favore a Cani ed Umani dotati di un minimo di rispetto per l’esistenza altrui.

Navidad… così è stato chiamato il Cane, oltre al danno… anche la beffa.

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Maggiori informazioni:
www.nacion.com/ln_ee/2007/octubre/04/aldea1263590.html
www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/
5_piezas_de_habacuc

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OGGETTO: “Cruelty to animals is not art!”

Dear sir/madam,
I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas, who paid local children to catch a dog on the street and then confined, starved and publicly displayed the dog as an “art” exhibit until the innocent animal died of starvation.
I, along with many people worldwide, am outraged that Guillermo Habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in “Bienal Centroamericana Honduras 2008.” This man is by no definition of the word an artist.
Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is guilty of causing its unnecessary death.

I urge you, do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008. He should be prosecuted to the fullest extent of the law for this animal’s death, and should not be allowed to represent Costa Rica as an artist, for to refer to him as such is an insult to all true artists.

Sincerely,

Nome
Cognome
Città 

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/cbymf

36 Commenti

  1. fightback ha scritto:

    Ciao, che dire penso non ci siano molte parole per giudicare ” l’opera d’arte” di questo signore(signore è un eufemismo).Non bisogna avere fior di lauree per capire che ci troviamo davanti ad un chiaro esempio di schizofrenia e/o un dosaggio sbagliato di sostanze stupefacenti.La cosa che più mi fa incazzare è la totale assenza di sguardi rivolti al cane.Ecco se osserviamo attentamente la fotografia possiamo vedere che nessuno dei presenti osserva la lunga ed estenuante agonia di Navidad. Questo è il chiaro e terribile termometro della realtà !!!Probabilmente in mezzo a quelle persone ci saranno personaggi della cosiddetta sinistra pronti a scendere in piazza per una guerra,per una finanziaria ecc.presenti per le serate di Kultura,pronti a leggere l’ultimo libro o a vedere l’ultimo film di grido,spaventati dalla crisi dei valori,illuminati dal film di Al Gore e/o Michael Moore. Queste persone, attente alla salvaguardia dell’intero mondo, sono completamente cieche e sorde dinanzi alla sofferenza e alla morte di un animale. Smuovere queste coscienze non è facile, a volte diventa un’impresa ardua e difficile,non nascondo la mia frustrazione quando devo affrontare simili soggetti. Aspetto con ansia la prossima Biennale magari potremmo accogliere questo “artista” con le nostre forme d’arte!!!
    Ciao

    28 ottobre, 2007
    Rispondi
  2. Flavia ha scritto:

    Este Vargas no es un artista, se ofende a toda la categoria de los ilustres. Este es solo un (…) que merece ser atado a la misma cuerda del pobre perro, dejarlo al sol y dejarle agonizar de hambre y de sed, después tirar sus restos (…). No merece que se hable de él y tampoco merecen aprecio las gentes que le rodea y le organiza otra exposición. Son peor que las bestias. Si vamos adelante en esta manera, vamos atras a la epoca de la piedra.

    Nota della Redazione: i tagli (…) sono della Redazione, il blog è un sito pubblico, pertanto cerchiamo di contenerci (anche in spagnolo). Vogliamo solo specificare che definire Vargas “peggiore delle bestie” non è assolutamente un argomento valido, dato che le bestie (intese come gli Animali) non manifestano comportamenti sadici nei confronti degli altri.

    28 ottobre, 2007
    Rispondi
  3. Anna ha scritto:

    non c’è niente da dire talmente è atroce.
    di cuore mi auguro che il pazzo (mi rifiuto definirlo artista o essere umano) possa fare la stessa fine, tra l’indifferenza di tutti.
    quel povero cucciolo indifeso non ha mai conosciuto amore e rispetto, possa essere la stessa sorte per lui e per tutti quelli che non hanno fatto niente e per il “museo” che l’ha ospitato.

    Anna F.

    29 ottobre, 2007
    Rispondi
  4. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Vorrei aggiungere un piccolo commento:

    Non credo che si possa infierire sugli spettatori di questa “performance” macabra e sadica attaccando solo chi ha preferenze politiche a sinistra, la questione è ben più ampia e francamente credo sia strumentale prendersela solo ed esclusivamente con una precisa parte politica. Gli spettatori di una manifestazione artistica non si distinguono per colore politico, dal punto di vista statistico nella stanza con il povero Navidad sono transitate “persone” di fede politica, relogiosa, di cultura e ceto sociale diversi, tutti si sono rivelati per ciò che sono: crudeli ed insensibili, tanto quanto l’autore e chi ha organizzato la mostra ed ha permesso questo terribile atto.

    Giusta invece la considerazione sulla società : viviamo in un modello sociale crudele e profondamente ingiusto.

    29 ottobre, 2007
    Rispondi
  5. luciano bottos ha scritto:

    sono sicuro che se il grande artista (e organizzazione…) dovesse presentare le sue opere dalle nostre parti avrò l’occasione per prenderlo a calci!

    30 ottobre, 2007
    Rispondi
  6. Andrea ha scritto:

    Capisco, ma non accetto, che una mente malata, senza la giusta cognizione delle cose, possa cercare di provocare una reazione nell’opinione pubblica tramite l’esposizione della crudeltà  (e farsi pubblicità , sicuro che non avrebbe subito alcuna condanna penale). D’altra parte credo che il non-artista in questione non abbia mai sofferto veramente, altrimenti si sarebbe ben guardato dal causare sofferenza ad altri (animali compresi, poichè non c’è differenza – l’uomo è un animale-mammifero a tutti gli effetti, e forse di questo molti si sono dimenticati). Sono però fortemente indignato dal fatto che nessuno dei visitatori o degli ambientalisti o politici/politicanti con un po’ di cuore abbia agito per porre termine a questa cosa. Non ne sapevo niente prima di oggi. Se dovessero accadere cose simili vicino a me, non esiterei a fare tutto il possibile per fermarle. Voi no?

    30 ottobre, 2007
    Rispondi
  7. pitagora ha scritto:

    riesco solo a vedere quel volto, la dolcezza infinita del muso appoggiato sulle zampe, la dignità  di questo meraviglioso essere sotto il pelo rado ed al di là  dei grumi di sangue, il suo cuore gigante che avvolge quel cappio, il dolore che sublima la vita, liberandola da mera esistenza.
    è un’immagine che non si cancellerà  più. un’icona.
    lui ha resistito ed io non più di fronte a tutto questo scempio.
    non resisto più e così poco posso fare, come stamattina quando ho affiancato un camion di tacchini diretti alla morte:
    alcuni si erano messi comodi, curiosi, a guardare. noi sappiamo. loro sanno. ma tutto è immobile.

    30 ottobre, 2007
    Rispondi
  8. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Grazie Pitagora (un nick impegnativo) per il tuo commento.
    Noi tutti però possiamo fare molto perché ciò non accada più, possiamo impiegare le nostre energie per impedire che accada ancora, possiamo portestare, manifestare, adoperarci direttamente, in prima persona e quotidianamente perché la cultura di sfruttamento e morte che caratterizza la società  umana cessi di influenzare le menti delle persone rendendole ciniche e refrattarie alla sofferenza altrui. Abbiamo un grande potere come cittadini, come singoli, come consumatori dei mille prodotti inutili che ci vengono di continuo offerti, possiamo scegliere e pensare con la nostra testa; il tutto per costruire un futuro nuovo dove “artisti” del genere verranno chiamati con il loro vero nome: aguzzini.

    30 ottobre, 2007
    Rispondi
  9. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Vargas chiede scusa….

    ************************

    Appena terminata, la “Bienal Costaricense de Artes Visuales” (Bienarte) del 2007, si trova in mezzo alle polemiche e alle proteste delle associazioni animaliste di tutto il mondo.
    L’evento tradizionalmente propone una serie di opere e premia 6 degli artisti partecipanti con il diritto di rappresentare il Paese alla “Bienal Centroamericana” che si terrà  in Honduras nel 2008.
    Guillermo Vargas, il quale ha messo in mostra un cane randagio legato in un angolo della sala è uno tra gli artisti che quest’anno sono stati premiati.
    Guillermo Vargas artista costaricano, conosciuto col soprannome di Habakkuk, ha suscitato le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo a seguito della morte del cane randagio conosciuto col nome di Nativity esposto alla galleria di Managua.
    I visitatori della galleria si sono trovati davanti agli occhi: un cane denutrito, affamato, legato in un angolo della stanza, senza cibo e senza acqua, sulla parete il titolo dell’opera “Sei quello che leggi”, composta utilizzando crocchette per cani.
    Questa “opera d’arte” aveva lo scopo di testimoniare l’indifferenza dell’essere umano nei confronti di altri esseri viventi. Il cane è morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto, notizia confermata da Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di La Prensa in Nicaragua.
    Habakkuk ha affermato che il suo lavoro è un tributo a Natividad Canda, nicaraguense morto a seguito di un attacco di 2 Rottweiler durante un workshop a Carthage.
    In un’intervista rilasciata a la Nación, lo pseudoartista ha dichiarato: “La cosa importante per me è stata l’ipocrisia della gente. Le persone si sono mostrate sensibili con Natividad Canda solo dopo che è stato attaccato del cane. Prendo quello che vedo: lo stesso vale per il cane, ora è più vivo che mai, considerando che si continua a parlare di lui”, ma alla domanda se avesse dato cibo al cane, non vi è stata alcuna risposta, solo silenzio.
    Lo pseudoartista ci spiega il suo lavoro: “Salve a tutti. Il mio nome è Guillermo Habacuc Vargas. Ho 50 anni e sono un artista. Recentemente sono stato criticato per il mio lavoro intitolato “Sei quello che leggi” raffigurante un cane chiamato Nativity. Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città  natale San Jose, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno gli dedica attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada”.
    La battaglia che è stata portata avanti, a livello internazionale, era rivolta agli organizzatori della Biennale Centroamericana, affinché non ammettessero questo “artista” all’edizione del prossimo anno.
    Dopo che un rappresentante della Biennale ha contattato Vargas, mediante lettera scritta, per esprimere il suo sconcerto riguardo la pubblicità  negativa ricevuta da “Sei quello che leggi” e nella stessa lettera è stata messa in dubbio la legittimità  dell’ammissione come eccellente artista e rappresentate, l’uomo ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà  mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che “Sei quello che leggi” non verrà  più chiamata “opera d’arte”, in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi, ha ammesso l’errore commesso ed affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. Chiede a tutti di accettare le sue scuse.
    Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l’opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia – In verità  quest’opera “artistica” è solo l’ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé e per riempire una galleria d’arte.
    Jose Morales, vice Presidente del “Special Unit for Animal Protection and Rescue” ha commentato: “Il cane è stato legato senza cibo, non capisco come ciò possa essere considerato arte”.
    Raymond Schnog, Presidente della “Humanitarian Association for Animal Protection”, ha condannato l’atto definendolo pura crudeltà , “non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul suolo mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo”.
    Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.
    Sono state oltre 150.000 le persone che da tutto il mondo, in pochissimi giorni hanno scritto alle autorità  locali, alla Biennale ed alla galleria per esprimere la disapprovazione verso quella che non può essere certo considerata un’opera d’arte.
    L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno firmato l’appello, contribuendo ad ottenere un importante risultato, nella speranza che un episodio come questo non debba mai più ripetersi.

    Paola Ghidotti
    OIPA International Campaigns Director

    31 ottobre, 2007
    Rispondi
  10. Angela Ciliberti ha scritto:

    L’Arte loda la vita,perché ama la vita,perché è un’interpretazione di essa,una trasformazione di essa.
    Questo Guillermo Habacuc Vargas non è un artista, è solo un sadico pazzo,che cerca un modo legale di mettere in atto il suo sadismo perverso e purtroppo il male e la passività  che dominano questo mondo glielo hanno permesso.
    I finti artisti che utilizzano e torturano gli animali nelle loro finte “opere d’arte” è perché in realtà  non hanno nulla da dire e da esprimere,sono solo dei miseri sadici e come tali cercano di uccidere,annientare,torturare,umiliare ciò che è vivo e che è quindi l’espressione della vita stessa.Loro odiano la vita al pari dei loro colleghi vivisettori,cacciatori,allevatori,circensi,
    pellicciai,ecc..ecc..ecc..(sappiamo bene che purtroppo la lista è troppo lunga)e l’espressione artistica non sanno neppure cosa sia.

    31 ottobre, 2007
    Rispondi
  11. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Care amiche e cari amici,

    Pare che la questione di Navidad sia più complessa del previsto, in realtà  il comunicato dell’OIPA è frutto di un’errata interpretazione, quindi il tutto non è da considerarsi concluso, appena possibile vi daremo maggiori informazioni in merito.

    A prescindere dalla conclusione e/o dalle eventuali scuse nulla cambia sulla gravità  del fatto, pertanto in quanto antispecisti noi non miriamo affatto alle scuse di un aguzzino, ma alla fine di queste atrocità 

    1 novembre, 2007
    Rispondi
  12. Bianco michela ha scritto:

    Non accetto assolutamente l’atrocita commessa da questo sedicente artista e sicuramente lo condanno alle stesse sofferenze passate dal cane, ma condanno soprattutto le persone che vedendo tale crudeltà  non ha mosso un dito per fermare tutto ciò. Io ho un cane ma sicuramente non permetterei a questo ‘artista’, se cosi si può chiamare, di avvicinarsi… ma tanto meno lo permetterei alla gente che è andata a vedere quel povero animale soffrire…………………… VERGOGNATEVI!!!!!

    2 novembre, 2007
    Rispondi
  13. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Il sito
    http://ea6gk.blogspot.com/
    sta seguendo da vicino tutta la vicenda. E’ scritto in spagnolo, ma da giorni circola sul web una traduzione

    Le aggiunte al sito di questi ultimi giorni:

    – La presidente ANPA risponde alla questione della sensibilizzazione verso il problema di questi animali randagi, sostenuta come scusa dall’artista. Lei scrive “Se, come dice l’artista, il suo lavoro è teso a mettere in luce la parte disumana di questa società  nel trattare gli animali, sappia che non abbiamo bisogno di questi esempi artistici: il maltrattamento degli animali lo vediamo tutti i giorni nelle strade. La collaborazione nel combatterlo, invece, è molto blanda”.

    – Segnalano poi che, nonostante le petizioni e il supporto delle altre organizzazioni anche internazionali, chiedessero che questo artista non rappresentasse il Costa Rica all’esposizione, *è stato comunicato che l’associazione che sponsorizza la manifestazione, EMPRESARIOS POR EL ARTE (lavoratori delle arti) diretta da Rónald Zurcher, ha comunicato che manterrà  invece questo signore come l’artista rappresentante del Costa Rica alla Biennale.*

    – A questo punto, stanno chiedendo formalmente agli organizzatori della Biennale in Honduras che questo artista non sia invitato o non si accetti la sua partecipazione alla mostra. Chiedono l’appoggio degli enti ufficiali citati nella lettera qui sotto, e chiedono anche che l’artista venga punito a norma di legge.

    – Questo e’ un riassunto della nuova lettera da loro preparata:

    Si sollecita un pronunciamento ufficiale da parte di:
    Asociación Nacional Protectora de Animales
    Asociación de Bienestar y Amparo Animal
    Asociación Humanitaria para la protección animal de Costa Rica
    Colegio de Médicos Veterinarios
    Facultad de Medicina Veterinaria, Universidad Nacional
    Foro de Ilustradores GAMA

    Sono state raggiunte 171.000 firme e alla causa si è aggiunta la Fondazione Brigitte Bardot, che ha a sua volta promosso una petizione per impedire che l’artista del Costa Rica Habacuc partecipi alla biennale del 2008 in Honduras come rappresentante ufficiale del suo paese.

    Il cane è stato tenuto in condizioni di denutrizione e legato per GIORNI non un giorno solo. Non solo non ha somministrato all’animale nessun tipo di primo soccorso, cosa che avrebbe richiesto come minimo, visto lo stato in cui versava (acqua, cibo e cure veterinarie) ma ne ha aggravato la situazione mantenendolo in una condizione di forte stress in quanto veniva esposto al pubblico, con folla e luci.

    Si presume che il cane sia morto in quel luogo, come sarebbe logico dopo aver passato giorni privo di alimentazione, ma recentemente e dopo numerose interrogazioni da parte della stampa e degli attivisti, la galleria ha detto che il cane alla fine è scappato. La galleria ha presentato questa “opera” come rappresentativa dell’alienazione e indifferenza della gente verso questi cani prima che venisse ucciso in Costa Rica il nicaraguense Natividad Canda, sbranato da dei rottweiler. Marà­a José Yglesias Ramos (redattrice della lettera) conclude questo riassunto con “Sul fatto che questa sia un’idea totalmente illogica, irrazionale e controproducente non voglio esprimermi, per rispetto all’intelligenza di tutti”.

    Tutti coloro che hanno firmato la petizione condividono la sensibilità  sia verso l’arte che verso gli animali e la natura. Così come rispettano le istituzioni e le leggi della società  che possono permettere al mondo una crescita più umana e dignitosa. E’ proprio per questo che ci siamo opposti alle azioni del sig. Habacuc e al fatto che la sua opera rappresenti il Costa Rica (patria di chi scrive) a livello internazionale. Il sig. Habacuc tra l’altro compie queste ‘opere’ in base alla sua teoria per la quale la libertà  di espressione giustifichi la violazione dei basilari principi di umanità  e rispetto della vita.

    Le azioni compiute dal sig. Habacuc in Costa Rica e Nicaragua sono anche contrarie alle leggi, regolamenti, direttive e buon senso sul trasporto, trattamento e cura degli animali. A maggior ragione questo deve essere punito perché la violazione è ancora maggiore se fatta in un atto evidentemente pubblico, noto a tutti, diffuso dalla stampa e da cui lui trae profitto economico e professionale.

    Chiediamo quindi che più che la libertà  di espressione e la creatività , vengano presi in considerazione i reati commessi dall’artista e dalla galleria che lo ha ospitato. Si chiede una condanna anche lieve, che però mostri chiaramente il confine tra libertà  di espressione dell’artista e diritto alla vita.

    5 novembre, 2007
    Rispondi
  14. BARBARA ha scritto:

    Se per quel bastardo quella è arte… Per lui cos’era Auscwitz????

    8 novembre, 2007
    Rispondi
  15. anto ha scritto:

    in tutto il mondo ci sono artisti che muoiono di fame così come, dice l’Artista, nel suo paese natale accade a molti cani randagi. Dai, Artista, morirai di fame e perorerai la causa dell’Arte! Contento?

    13 gennaio, 2008
    Rispondi
  16. serafina ha scritto:

    se dio esiste deve far soffrire tutte queste persone che nn hanno rispetto di chi non può urlare e difendersi….

    22 gennaio, 2008
    Rispondi
  17. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Cara Serafina,
    Le cose da dire sono a mio avviso tre:

    1) se Dio esistesse e permettesse atrocità  del genere contro esseri senzienti del tutto innocenti ed indifesi sarebbe in tutta evidenza un Dio crudele (almeno per i nostri canoni). E’ vero che chi crede dice che i suoi progetti sono imperscutabili, però in fin dei conti se proprio vogliamo essere ligi alle sacre scritture quel povero Cane non discende nemmeno dalla stirpe che ha infranto la regola divina mangiando il pomo nell’eden…

    2) Se tutto ciò accade significa evidentemente che un Dio non esiste, o che magari esiste ma si cura ben poco delle proprie creature.

    3) Se Dio esistesse ed avesse un progetto (?) per noi non credo che invocarlo per maledire e per chiedere che faccia soffrire gli altri per vendetta sia la cosa migliore da fare. Per ciò che è dovuto patire Navidad serve giustizia (terrena, non divina) e non vendetta.

    23 gennaio, 2008
    Rispondi
  18. Silvia Ferrero ha scritto:

    Non esistono parole per esprimere il dolore e l’ingiustizia che sento per questi angeli..vittime della folle disumanità  dell’uomo!

    14 febbraio, 2008
    Rispondi
  19. serafina ha scritto:

    allora posso dire che mi vergogno a dire di appartenere alla categoria dell’essere uomo visto la crudeltà  che si vede in queste foto…posso diventare anche io un’artista? voglio tenere legato questo bastardo allo stesso modo di come ha fatto cn quel cane e vorrei guardarlo morire proprio come tutta quella gente schifosa ha fatto…..se ero presente a quella mostra avrei tagliato a morsi quella corda e portatomi via quel cane e se qualcuno me lo avesse impedito gli avrei solo sputato in faccia….odio questo mondo….

    14 febbraio, 2008
    Rispondi
  20. Cereal Killer Cereal Killer ha scritto:

    Anche IL Cirrere della Sera online si occupa della vicenza:

    @@@@@@@@@@@@

    link alla pagina del Corriere online

    Anche la Ue si era occupata del caso. Ma ci sono dubbi che si tratti di un falso
    Cane lasciato morire, due milioni di no
    Dilaga nel web la campagna di boicottaggio all’artista costaricano Guillermo Habacuc Vargas

    MILANO – E’ un po’ il limite di certe petizioni che alla fine si trasformano in vere e proprie catene di Sant’Antonio. Si diffondono in maniera esponenziale, animate magari da nobili intenti e dalla volontà  di appoggiare battaglie di civiltà  o di semplice buon senso. Tuttavia, in questo loro procedere a valanga, finiscono talvolta per travolgere anche certe cautele che dovrebbero essere d’obbligo prima di abbracciare «cause giuste». Come quella che a circa due milioni di persone nel mondo deve essere sembrata la battaglia a sostegno di Navidad, il cane protagonista di una sconcertante «opera d’arte» che ha fatto finire l’artista che l’ha ideata, Guillermo Habacuc Vargas, originario del Costa Rica, al centro di un movimento di protesta senza frontiere.

    ANCHE LA UE IN CAMPO – La vicenda non è di oggi, ma a distanza di parecchi mesi, continua a tenere banco. E a coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini qualunque e istituzioni. La Commissione Ue, per dire, attraverso il commissario italiano Franco Frattini, si è impegnata a valutare un eventuale messa al bando dal territorio europeo dell’artista, già  da più parti bollato come «torturatore».

    SOFFERENZA IN MOSTRA – Vargas un paio d’anni fa ebbe l’idea di illustrare in maniera molto realista la sofferenza di un cane lasciato a morire di fame e di sete, metafora della vita e dell’indifferenza umana. E per rendere il concetto pensò bene di recuperare per la strada un randagio piuttosto malmesso (secondo alcune ricostruzioni pagò dei ragazzini di strada affinché gliene procurassero uno) a cui infliggere un’ulteriore sofferenza: restare legato ad una catena all’interno di una galleria d’arte senza essere alimentato per l’intera durata della rassegna, la Bienal Costarricense de Artes Visuales. Secondo quanto riportato da alcuni giornali sudamericani, il cane morì all’indomani della conclusione della manifestazione, nel corso della quale era rimasto a fare «cattiva» mostra di sè davanti agli occhi degli attoniti visitatori, a cui sarebbe stato espressamente vietato di aiutarlo portandogli cibo o acqua. Smagrito, barcollante, triste. Appare così Navidad nelle foto che da tempo circolano nel web. Eppure nessuno – almeno stando a quanto riportato dalle cronache – aveva avuto l’istinto di violare le regole, di allungare un tozzo di pane o addirittura recidere quella catena e liberare il povero animale.

    LE SMENTITE – Erano stati alcuni quotidiani locali e alcuni blog a diffondere la notizia della morte di Navidad a seguito dell’inedia a cui era stato forzosamente costretto. Il direttore della galleria che aveva ospitato l’«opera» si era però difeso sostenendo che la mostra restava aperta solo tre ore al giorno e che nel resto della giornata il cane veniva regolarmente accudito e alimentato. Una giustificazione che secondo molti faceva però a pugni con l’aspetto davvero poco rassicurante dell’animale. Di cui poi non si era più saputo nulla al termine della kermesse. Che fine aveva fatto? Semplicemente, era stato detto, il trovatello era riuscito a scappare.

    «CONTRO L’INDIFFERENZA» – Lo stesso artista aveva cercato di replicare alle accuse, spiegando che il suo non era un accanimento contro un essere indifeso, bensì un tentativo di mostrare la sofferenza a cui sono sottoposti migliaia di cani, soli e abbandonati a se stessi e di cui nessuno si preoccupa. «Nella mia città  natale, San José, decine di migliaia di loro muoiono per le strade senza che qualcuno dia loro una seconda chance – aveva detto Vargas -. La mia opera voleva evidenziare l’ipocrisia che c’è in noi. Navidad era proprio uno di quei cani che sarebbe morto per le strade».

    BUFALA O VERITA’? – Difficile a questo punto accertare se il cane sia effettivamente morto per le sofferenze aggiuntive subite nel corso della mostra – che in ogni caso non si sbaglia nel definire una inutile crudeltà  – o se, come si giustificano gli ideatori della rassegna, sia effettivamente fuggito cercando altrove la propria sorte. Un’indagine in questo senso era stata condotta nel novembre anche dal giornalista e blogger Paolo Attivissimo, investigatore del web a cui è spesso riuscita l’impresa di evidenziare falsi e tarocchi realizzati a mezzo Internet. Attivissimo, pur evidenziando tutte le contraddizioni emerse, aveva concluso di non poter definire questa vicenda come «bufala», malgrado da nessuna parte si trovi la prova provata dell’effettiva morte dell’animale. Lo stesso, però, ritiene che «la spiegazione più probabile (ma non certa) è che il cane non sia stato maltrattato come descrive l’appello, ma che l’artista abbia fatto una provocazione male interpretata e non si sia reso conto delle possibili conseguenze mediatiche della provocazione».

    CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO – Quello che è certo è che mister Habacuc è ora al centro di un movimento di protesta internazionale che attraverso una petizione online si propone un nuovo obiettivo: boicottare la Biennale Centramericana d’Arte in Honduras, dove l’artista è stato invitato (assieme ad altri) in qualità  di rappresentante ufficiale del Costa Rica. Al momento di stendere queste righe, le firme contro di lui risultano essere quasi un milione e settecentomila e l’ultima, la numero 1691722, arriva dall’Italia, dalla bolognese Laura Aloisi. Ma è sufficiente fare un refresh della pagina ogni dieci secondi (o anche meno) per rendersi conto di come il movimento anti-Vargas stia espandendosi a macchia d’olio e in maniera incontrollata. Del resto, come spiegano anche gli autori del messaggio email che in questi giorni ha ricominciato a circolare con insistenza, dare la propria adesione non costa nulla e bastano davvero pochi istanti. «Se perdiamo il tempo rinviando sciocchezze in cui nessuno crede – si legge nell’appello -, possiamo allora dedicare un po’ di quello tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà  di questo o di altri sadici esseri umani». Che a Navidad quella triste sorte sia toccata davvero o se sia riuscito effettivamente a fuggire – e al limite a trovare la sua morte magari sempre per inedia ma in libertà  e non legato ad una catena in un museo – a questo punto appare secondario. Vargas voleva denunciare l’indifferenza di fronte alle sofferenze degli animali. Questi due milioni di no sono forse la più evidente dimostrazione di come si sbagliasse.

    Alessandro Sala
    03 aprile 2008

    14 aprile, 2008
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