La controinformazione è censurata

In questi giorni sono avvenuti due fatti apparentemente  neutri, ma fortemente significativi di un regime che sta stringendo sempre di più le sue maglie per ridurre gli spazi di libertà.

Il primo episodio è accaduto martedì 10 gennaio quando la pagina Facebook del Circolo Pink di Verona è stata disabilitata. Il Circolo Pink (http://www.circolopink.it/) è uno storico spazio autogestito impegnato nel riconoscimento degli orientamenti sessuali e dell’identità di genere come elementi costitutivi dei diritti umani e di cittadinanza in un’ottica politica generale, nella cui sede trovano ospitalità la Biblioteca Anarchica Giovanni Domaschi e il Coordinamento Laico Antirazzista Cesar K. Ha inoltre inaugurato da qualche tempo un Servizio di Accoglienza Trans (SAT – http://www.circolopink.it/servizio-accoglienza-trans-pink.htm), a cui la Rete V.A.I. ha partecipato distribuendo un volantino di sottolineatura delle similitudini tra le varie discriminazioni e di denuncia delle logiche del dominio e dello sfruttamento e proponendo una cena vegan antispecista.
La breve storia della vicenda risale a qualche settimana fa quando il Circolo Pink, con la firma anche di altre associazioni, pubblica un comunicato stampa che segnalava l’organizzazione di un evento Nazirock a Verona, e proponeva un presidio di protesta, chiedendone la cancellazione. In seguito l’evento è stato annullato e anche su questo il Circolo ha espresso un comunicato stampa.
In tutta risposta gli amministratori di FB hanno inviato il seguente messaggio, a giustificazione del loro illecito comportamento censorio:
“Ciao, L’evento “A Verona torna il nazirock” è stato rimosso perché violava le nostre Condizioni d’uso. Tra le altre cose, non sono consentiti eventi che promuovono messaggi di odio, minacce o con contenuto osceno. Rimuoviamo anche gli eventi che attaccano individui o gruppi o che pubblicizzano un prodotto o un servizio. Un continuo uso improprio delle funzioni di Facebook potrebbe comportare la disabilitazione del tuo account. Se hai domande o dubbi, puoi visitare la nostra pagina delle FAQ all’indirizzo http://www.facebook.com/help/?topic=wgroups. Il team di Facebook”.
Ma il profilo ora è stato addirittura cancellato. La lettura parziale dei contenuti del profilo e dei suoi comunicati ha prodotto una situazione fortemente criticabile, ma soprattutto grave per la libertà di espressione. La buona fede in questi casi non è tollerabile in quanto sono stati contestati il contenuto che informava dell’evento, ma non lo pubblicizzava. Ben sapendo che tra i profili FB ci sono delle figure discutibilissime, che inneggiano alla violenza, al razzismo, al sessismo, all’omofobia, allo specismo. Un segnale quindi grave e anticipatorio dei tempi che giungeranno, in cui la democrazia capitalistica e neoliberista finalmente mostra il suo volto intimidatorio e repressivo.

L’altro episodio, con effetti simili, si è concretizzato sempre in questi giorni. A farne le spese questa volta è un noto gruppo antispecista, Nemesi Animale (http://www.nemesianimale.net/), che aveva realizzato un filmato investigativo all’interno di un allevamento di galline ovaiole della provincia di Varese. Il filmato era ospitato nel sito Vimeo.com, che ha chiuso l’account del gruppo, dove peraltro aveva inserito altri filmati. Vimeo.com aveva voluto interpretare le immagini come violazione delle condizioni della community, perché presentavano situazioni crudeli e violente su Animali. È stato loro ribattuto che quei filmati erano la testimonianza di ciò che accade negli allevamenti e nei macelli, ma non c’è stato alcun passo indietro sulla decisione di cancellare filmati ed account, contravvenendo così alla più elementare garanzia di libertà di espressione e soprattutto di denuncia dello specismo imperante e delle sue manifestazioni quotidiane fatte di sfruttamento, violazione dei diritti di base, violenza, massacro. Nemesi Animale si augura che l’equivoco possa essere chiarito, considerando Vimeo una comunità sensibile che ospita video di investigazione di molti gruppi antispecisti nel mondo.
I video sono stati intanto prontamente pubblicati su Youtube ai seguenti link:

UOVA BRUZZESE – Una storia di ordinaria sofferenza
http://www.youtube.com/watch?v=LwHAaXOJl5Q

VITTIME DELL’INDIFFERENZA UMANA
http://www.youtube.com/watch?v=qqoPYv33_TY&feature=related

Entrambi questi episodi segnalano un clima che sta diventando sempre più insofferente verso la controinformazione e decide di eliminare le denunce che disturbano il quieto vivere di questo Paese anestetizzato, che oramai accetta ogni attacco fatto in nome di una democrazia svilita che non è riuscita, date le sue innegabili premesse storico-politiche-finanziarie, a radunare il consenso della popolazione che si sta lasciando trascinare verso  il baratro. Tutti/e noi abbiamo quindi il compito di denunciare i soprusi e le violazioni, ma soprattutto di attivarci per riappropriarci degli spazi fisici, mentali, mediatici, multimediali.

 

 

 

Link breve di questa pagina: http://www.veganzetta.org/i1slA

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